Vittoria

ABOLIAMO L'8x1000: UN TESORETTO DI OLTRE UN MILIARDO DI EURO SOTTRATTO ALLA COLLETTIVITA'

Questa petizione ha creato un cambiamento con 200 sostenitori!


 

                                                              AI PRESIDENTI DELLA CAMERA E DEL SENATO

                                                             AI GRUPPI PARLAMENTARI DELLA CAMERA E DEL SENATO

                                                          

 

 

L’art.47 della legge 222/20maggio/1985 ha statuito l’8xmille,per cui ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra dodici opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Buddhista, Unione Induista, Chiesa apostolica, Sacra diocesi ortodossa d’Italia, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.

Il meccanismo di ripartizione ha questa particolare caratteristica: i fondi vengono distribuiti in base alle scelte espresse; le firme espresse (meno della metà del totale) decidono infatti il destino dell'intero fondo.

I contribuenti non sono tenuti ad esercitare obbligatoriamente l'opzione per la destinazione dell'otto per mille. Tuttavia, anche l'otto per mille del gettito fiscale di chi non effettua una scelta o di chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse (mediamente il 42,73% dei contribuenti hanno espresso una scelta tra il 1990 e il 2007).

L'otto per mille è un tesoro di circa un miliardo e 258 milioni di euro.

Più firme conquisti, più soldi incassi.

Il tesoretto del gettito Irpef si conquista anche con investimenti pubblicitari.

Mentre lo Stato tace, alcune Chiese e soprattutto quella cattolica spendono in pubblicità.

La Chiesa Cattolica spende ogni anno circa 9 milioni.Così con il 37% di contribuenti che hanno optato per la Chiesa Cattolica, questa ottiene l'82% dei fondi (dati Corte dei Conti 2014, anno 2011).

Molti sono stati i richiami della Corte dei Conti per rivedere il sistema, magari adottando il "modello spagnolo" che, come succede per il 5 per mille italiano, lascia allo Stato la quota di 8 per mille su cui non si è espresso il contribuente.

In questo modo le casse statali risparmierebbero circa 600 milioni l'anno.

Il dipartimento delle finanze mette a disposizione statistiche e serie storiche sull’Otto per mille.
 Ecco la tabella della ripartizione del 2017 redditi 2013.

 Beneficiario        % contribuenti % gettito    Importo             Note
Chiesa Cattolica             36,77      80,91    1.011.841.026 Riceve quotainespresse
Stato                                 6,73      14,81       187.173.782  Riceve quote nespresse
Chiesa  Valdese               1,36        2,99         37.392.222   Riceve  scelteinespresse
Comunità Ebraiche           0,17        0,38          4.752.189   Riceve  scelteinespresse
Chiesa  Luterana              0,12        0,25          3.126.440   Riceve  scelte inespresse
Assemblee di Dio              0,11        0,24          1.376.434 Rinuncia scelte inespresse
 Chiese  avventiste           0,07       0,16          2.000.922  Riceve  scelte inespresse
Arcidiocesi Ortodossa       0,06       0,12          1.500.691 Riceve  scelte inespresse
Evangelica Battista           0,04        0,09          1.125.518 Riceve  scelte inespresse
Chiesa Apostolica             0,02        0,05             286.757Rinunciascelteinespresse
 È interessante conoscere la vera spesa del fondo ricevuto dalla Chiesa cattolica al di là della pubblicità che tutti noi conosciamo.

ECCO LA TABELLA DI ASSEGNAZIONE TOTALE  (13 anni) IN MILIONI:

 937 984 930 991 1.003 967 1.067 1.119 1.148 1.033 1.054 995 1.019
A. Esigenze di culto della popolazione
442 471 399 433   425  423   452   468    479   421   433  403     399

A.1 Alle diocesi (culto e pastorale)
150  155 155 160  160 156    156    156    156   156   156  156     156
A.2 Nuova edilizia di culto
130   130 117  117 117 122    125    125    125   123   120  100      80
A.3 Tutela beni culturali ecclesiastici
70       70   63   68   68    65      65      65      65     60     60    60      60
A.4 Iniziative di rilievo nazionale
92      116  64    88   80    80    106    122     133    77     97    87    103
B. Interventi caritativi
190    195 195  205 205  205    227    235    255  240   245  265    270
B.1 Alle diocesi (per la carità)
80        85   85    90   90    90      97    105     125  125   130  140    145
B.2 Paesi del Terzo Mondo
80        80    80   85   85    85      85      85        85    85     85    85      85
B.3 Interventi di rilievo nazionale
30         30   30   30   30    30      45       45        45    30    30     40      40
C. Sostentamento del clero
320     315 336  354 373  381    358     361      364   382  377   327   350
D. Fondo di accantonamento
-              3   -       -            3 0       55       50         -       10    -      -        -

 
Gli interventi caritativi sono circa il 26%, di cui la spesa per i Paesi del Terzo mondo, sulla quale è dedicata quasi tutta la pubblicità cattolica, è di circa 80-85 miliardi, meno dell’1%,lo 0,8%, .

Gli italiani non sanno come lo Stato utilizza il proprio fondo perché non fa pubblicità.

La legge 222/1985 prevede che i fondi siano destinati a «interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali».

 Con la legge 147/2013 è stata aggiunta la seguente destinazione: «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica».

Con la legge 7 aprile 2017, n.45, la quota parte dell’Otto per mille statale riservata ai beni culturali sarà destinata per dieci anni alla ricostruzione e al restauro di beni culturali danneggiati o distrutti dagli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia dall’agosto 2016.

Perché questa petizione ha per fine ultimo l’abrogazione di tale legge?

1-perché lo Stato erogando questi finanziamenti si priva di circa un miliardo del proprio bilancio;

2-perché potrebbe aumentare gli interventi esclusivamente per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali, escludendo tassativamente altri interventi quali quelli militari per l’Albania e Iraq effettuati dai Governi Monti e Berlusconi;

3-perché si creano privilegi a fondo perso per alcune confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare;

4- perché parte di questi fondi non hanno alcuna utilità sociale;

5-perchè il principio della volontarietà viene di fatto emarginato;

6- perché lo Stato già interviene in quanto previsti da leggi: “i contributi alle scuole di orientamento confessionale e agli oratori; la retribuzione degli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche; i contributi alla manutenzione degli edifici di culto; i contributi comunali per l'edilizia di culto; il 5 per mille dell'Irpef richiesto da molti enti religiosi; i contributi pubblici per manifestazioni ed eventi religiosi, erogazioni deducibili e imu (Corte dei Conti)”, sui quali la Commissione europea ha chiesto informazioni al Governo italiano;

7-perché lo Stato non adotta il sistema tedesco per il quale i fedeli liberamente ed esplicitamente chiedono di essere tassati per sovvenzionare la loro confessione religiosa.

 

 

 

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