le fiere sono annullate causa covid 19, le istituzioni ci debbono sostenere

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Più firme aiuteranno questa petizione a ottenere una risposta da parte del decisore. Aiuta a portare questa petizione a 500 firme!
Luisa Caroli ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidente Regione Emilia Romagna

La categoria dei fieristi è composta da ambulanti del comparto alimentare ed extralimentare che partecipano come esercenti alle fiere e sagre del territorio. Le imprese gestite dai fiersiti ottengono la totalità dei loro introiti partecipando a questo tipo di manifestazioni, differenziandosi in maniera sostanziale, dalle attività che prevedono la partecipazioni ai mercati settimanali che, seppur con difficoltà, hanno ripreso il loro ciclo.

A partire da marzo di quest’anno sono state soppresse quasi tutte le fiere e le sagre di paese. Questa particolare situazione, oltre a un forte disagio economico, va provocando un ulteriormente importante disagio psicologico, dovuto dalla mancanza di certezze riguardo a quando e in che modalità sarà possibile tornare a lavorare.

 Quindi, ormai da febbraio, nessuna fiera, nessuna sagra, nessun iniziativa locale, compresi i mercatini di Natale, che rappresentano per la categoria una parte importante dell'anno lavorativo, viene organizzata. L’elenco delle fiere soppresse è lungo e non è ancora stata individuata la fine.

La storia della nostra categoria si perde nella notte dei tempi e da sempre il giorno della fiera del paese o della città rappresenta un momento importante per tutta la comunità. Un momento di socialità e di tradizione che per noi operatori rappresenta il fulcro della nostra attività economica e che necessita di una programmazione con tempi abbastanza lunghi sia dal punto di vista burocratico (domande almeno 60 giorni prima, pagamento del plateatico con larghissimo anticipo per chi è concessionario, ecc), che per quanto riguarda gli approvvigionamenti delle merci. (Tra l'altro gli alimentaristi sono costretti a smaltire il magazzino dei prodotti ormai scaduti mentre chi vende altre tipologie si ritrova con merce invenuta)

Oggi la categoria è allo stremo economico e psicologico proprio perché siamo donne, uomini e famiglie per cui una fiera o una sagra rappresenta la possibilità di portare il pane a casa, possibilità sempre meno concreta dato l’ormai continuo e costante annullamento delle manifestazioni lavorative.

Per far fronte alle ricadute economico-finanziarie legate alla soppressione degli appuntamenti, chiediamo alla Regione e agli organi competenti un contributo economico che ci possa permettere di sopravvivere e poter programmare un futuro che scongiuri la chiusura delle nostre aziende, in ragione del fatto che i vari decreti ristoro non hanno preso in nessun modo in considerazione la nostra situazione

Il fermo delle nostre attività cuasa COVID 19 è a difesa della salute della comunità,l'impegno da parte della categoria è stato notevole ma ora siamo al limite delle nostre forze.

Dunque chiediamo ora alla comunità di sostenere la nostra causa firmando la petizione.

 

 

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