SALVIAMO IL GIOCO PUBBLICO LEGALE IN EMILIA ROMAGNA. NO CRIMINALITA!!! NO LUDOPATIA!!!!

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.

Christian Piccolo
Christian Piccolo ha firmato questa petizione

Il settore del gioco pubblico in Emilia Romagna è irrimediabilmente colpito da una legge regionale per il contrasto alla ludopatia (legge n.5 luglio 2013 e sue modifiche ed integrazioni). Si tratta di una legge che agisce retroattivamente  su operatori gia' autorizzati ad operare motivo per cui porta il 90% di essi alla chiusura.

E' una legge che si basa su un distanziometro indiscriminato ed espulsivo secondo cui tutti i locali che commercializzano gioco pubblico a distanza inferiore a 500 metri da tutta una serie di luoghi sensibili (luoghi di culto,scuole,ospedali,caserme,luoghi di aggregazione giovanile ecc.) dovranno chiudere o delocalizzare, (cosa impossibile !!) o nel caso in cui il gioco sia accessorio cessarlo, con la riduzione di incassi e di pedonalità che ne consegue (chiusure e licenziamenti ecc.).

Essendo impossibile delocalizzare per tutta una serie di motivi che successivamente saranno elencati, possiamo dire con molta franchezza di trovarci in presenza di veri e propri espropri privi di naturale indennizzo.

Utile sottolineare al riguardo che i maggiori enti di ricerca quali EURISPES, CGIA MESTRE, DOXA esprimono pareri molto negativi sui distanziometri sotto vari punti di vista.

Si parla quindi di chiusure indiscriminate che comporteranno i seguenti risultati:

  • Chiusura per centinaia di piccole e medie imprese con un danno occupazionale di circa 15.000 unita' senza in alcun modo influire sulla ludopatia;
  • Sviamento dei fatturati su canali alternativi spesso illeciti che non creano affatto occupazione.
  • Consegna dei soggetti problematici e non in mano alla criminalita' organizzata, con esponeziale crescita di reati quali usura e minaccia che aumenteranno a sua volta il disagio sociale. Assunto confermato dal procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho e dai vertici della stessa Guardia di Finanza.
  • Perdita di gettito Statale diretto considerando che sono circa 13 MLD gli introiti annui per lo Stato.Cifra che salirebbe ad almeno 35 MLD se calcolassimo Irpef,Ires,contribuzione da lavoro dip.,ed i vari tributi locali.
  • Esposizione dei bilanci comunali a numerosi ricorsi da parte di imprese,concessionari di stato e proprieta' immobiliari.
  • Aumento dei costi sociali per Naspi,Reddito di Cittadinanza ecc.

Se in Italia chiudesse il 90% delle piccole e medie imprese del comparto ?  I cittadini dovrebbero sobbarcarsi un IVA maggiorata? Chi sarebbero i beneficiari di cio'?

Probabilmente criminalita' organizzate anche transnazionali?

Probabilmente multinazionali con sedi all'estero?

 

Quali categorie sono interessate alla normativa ?

  • 4600 tabaccai
  • 600 esercenti scommesse
  • 400 tra sale gioco e sale dedicate
  • 10.000 bar e locali generalisti
  • 50 aziende di distribuzione macchine da intrattenimento
  • 20 sale bingo
  • 1000 proprieta' edilizie che vedranno recedere regolari contratti di locazione
  • aziende collegate quali ad es.: pulizie, forniture tecnologiche, vending, cancelleria, materie di consumo, consulenza del lavoro, consulenza contabile ecc.
  • migliai di giocatori sociali che hanno per cui un rapporto sano con il gioco i quali per fare una piccola scommessa sportiva o una piccola giocata dovranno percorrere km per trovare un punto vendita con il rischio che si rivolgano ad offerte parallele (illecite) o ad altri canali di vendita.


Chi sono questi operatori?

Parliamo di persone, famiglie e contribuenti della Regione Emilia Romagna. Operatori pienamente autorizzati dallo Stato e dagli organi di pubblica sicurezza:

  • Imprese soggette ad infiniti e puntigliosi controlli delle autorita'.
  • Imprese soggette alla piu' alta tassazione del panorama europeo e
    collegati direttamente a Sogei, peculiarita' per la quale non esiste possibilita' di sommerso.
  • Imprese anello fondamentale per l'esazione per lo Stato.
  • Imprese baluardo di legalita' e quindi argine a fenomeni criminali ed illeciti.
  • Imprese fondamentali  per il contrasto a derive ludopatiche in virtu' dello stretto rapporto che gli operatori sul campo sono in grado di instaurare con la clientela,contribuendo a non rendere i clienti dei soli numeri.

E' bene evidenziare che il soggetto ludopatico preferisce luoghi riservati e lontani dalla sfera di amici e parenti per cui un distanziometro come quello adottato dalla Regione Emilia Romagna alimenta questo isolamento.

Questi operatori inoltre basano i propri bilanci su clienti che hanno un rapporto sano e duraturo con il gioco non certo con soggetti problematici e pericolosi, anche a tutela di una sana convivenza all'interno dei locali.

Su quali dati gli organi regionali poggiano il provvedimento normativo ?

  • circa 1200 soggetti in cura nei sert regionali cioè lo 0,0003% dei 4.459.477 emiliano-romagnoli senza considerare i non residenti (studenti e lavoratori fuori sede).

Dati consultabili sui siti AUSL regionali, i piu aggiornati sono quelli della provincia di Bologna con 194 casi nel 2018 (a fronte di 855.000 maggiorenni dato Istat).

  • Percentuale di reddito spesa per giochi nel 2018  pari a 1,58%, che posiziona l'Emilia Romagna in tredicesima posizione.
  •  spesa pro-capite mensile sui giochi di €36. (dato ADM)

Analizzando le scommesse ad esempio parliamo di 16€ di spesa annua procapite con payout pari all'85% del giocato (dato ADM).

Questi dati denotano una specifica volonta' politica tesa a creare un alea denigratoria verso gli operatori del gioco instaurando l'idea che chiunque entri in una sala scommesse per una schedina o inserisca 2 o 5 € su una macchina da gioco sia affetto da comportamenti ludopatici.

 

Elenchiamo di seguito alcuni quesiti che mostrano le criticita' del distanzimetro:

  • Esiste spazio in cui delocalizzare la propria attivita' sui territori comunali dovendo incrociare i 500m di distanza dai luoghi sensibili con i regolamenti comunali i quali spesso non prevedono tali stabilimenti? la risposta è ovviamente no. I luoghi sensibili sono troppi per consentire alle attivita' di delocalizzare.
  • Nel caso raro in cui si riesca a delocalizzare il tutto avverrebbe a distanza di almeno 5-6 km dai luoghi originari,chi risarcisce l'esproprio vista la totale perdita di avviamenti?
  • Come si puo pensare di affrontare costi di realizzazzione ed avviamento pari ad almeno 120.000€ senza la presenza di un Bando che certifichi i requisiti che quei locali dovranno rispettare?Parliamo di bandi bocciati dai pareri del Consiglio di Stato proprio per la presenza delle frammentate normative regionali.
  • Una volta delocalizzata l'attivita',la stessa avra' impresso un vincolo di destinazione nell'area dei 500m, in quanto seguendo l'obbiettivo prefissato dalla Legge Regionale bisognerebbe tenere a debita distanza i soggetti sensibili non potendo installare nelle vicinanze scuole, luoghi di culto o altro (assunto gia' confermato da Tar Toscana).Perche' la normativa prevede di poterlo fare?il fine non è sempre la ludopatia?impone un vincolo alla libera iniziativa economica di chi vorrebbe stabile una certa attivita' nelle vicinanze?
  • Il fatto che i Comuni possano aggiungere a sua piena discrezione altri luoghi sensibili (bancomat-compro oro,ecc.)non potrebbe comportare la presenza di territori comunali dove il gioco sia totalmente assente ?assisteremmo ad un pendolarismo dl gioco verso comuni adiacenti e piu' permissivi anche a distanza di poche centinaia di metri?
  • Ci sono spesso luoghi sensibili quali ad es. luoghi di cura per persone anziane non autosofficenti,luoghi di culto privati spesso irregolari,luoghi di aggregazione giovanile aperti anche soltanto per 8-10 ore a settimana (la sala gioco potrebbe anche dedicedere di chiudere in quell'arco temporale!).Questi luoghi non riducono eccessivamente la libera iniziativa economica considerando anche il fatto che esiste un categorico divieto di ingresso ai minori nelle sale scommesse e nelle sale dedicate al gioco?
  • Puo' un luogo sensibile irregolare far chiudere attivita' lecite?
  • Una attivita' di gioco che abbia la disponibilita' di piu' ingressi, potrebbe semplicemente modificare artificialmente il luogo di accesso al pubblico rispettando a quel punto le distanze,per gli organi regionali è cosi risolto il rischio ludopatia in quel locale?
  • Perche' spostare il gioco su altri canali di vendita a discapito di circuiti che creano occupazione e che mantengono un contatto umano con il cliente?
  • Chi reinvestirebbe cifre molto importanti su un settore soggetto a repentini e continiu aumenti di tassazione?come si possano mai stendere piani di investimento duraturi con una normativa quanto mai incerta?

Possiamo dire a questo punto con estrema certezza che per gli operatori del settore l'iter legislativo sia stato probabilmente dettato da una corretta e giusta regola morale ma sotto una eccessiva spinta emotiva che ha portato a sottovalutare gli effetti reali del provvedimento. Gli organi governativi e legislativi regionali possono ancora evitare che il perseverare della legge regionale esplichi gli effetti catastrofici gia' mensionati.

E' fondamentale per cui che l'Assemblea Legislativa o la Giunta regionale approvino quanto meno una sospensiva del provvedimento, allineandosi alla quasi totalita' delle altre Regioni, che hanno o prorogato in attesa di riforma statale organica o non previsto il profilo retroattivo della legge, dando in sostanza seguito all'accordo Stato-Regioni del settembre 2017 siglato anche dal Presidente Stefano Bonaccini. Riteniamo pacifico il principio secondo cui la legge debba regolare per il futuro.

Questo passaggio obbligato risulta confortato e giustificato anche dal  recente orientamento politico governativo.Ne sono un esempio la circolare che il ministero dell'interno ha recentemente recapitato a Questure e Prefetti in cui sottolinea la valenza dell'accordo Stato-Regioni prima mensionato,e la bozza di legge di bilancio che all'art. 92 prevede come materia di stato la distribuzione dei punti vendita del gioco pubblico.

E' chiaro che invece il perseverare sulla strada tracciata denotera' la qualita' della politica messa in campo e accentuera' il chiaro interesse di valutare il provvedimento sotto un profilo essenzialmente matematico, con il solo fine di fare una conta del consenso a scopi elettorali, sparando a zero sugli occupati e sul tessuto produttivo di un settore che ha la colpa di aver seguito le regole imposte dallo Stato per operare regolarmente.

Siamo sicuri che sia possibile una migliore razionalizzazione o riduzione dell'offerta, ma cio' andra' concordato con le rappresentanze dello Stato e delle associazioni di categoria che ad oggi hanno sempre e solo trovato muri invalicabili.

La ludopatia va  affrontata mettendo in campo una strettissima collaborazione tra operatori e istituzioni politiche,sanitarie e di pubblica sicurezza e comunque sempre all'insegna di massicce campagne informative correlate.

E' opportuno sottolineare in questo senso che ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) ha in atto con gli operatori del settore un importante lavoro di aggiornamento tecnologico teso ad informare ed eventualmente bloccare i comportamenti compulsivi dei giocatori problematici, oltre ad aver dotato gli enti locali dell'applicativo SMART che consente l'analisi dei flussi di gioco.

Chiariamo per ultimo che il settore di cui ci occupiamo in questa petizione ha una regolamentazione ed una struttura tecnico-organizzativa invidiata da tutte le altre legislazioni mondiali ed europee.Prova di cio' il fatto che la regolamentazione del 2004 sulle macchine da gioco (gettito passato da poche centinaia di mila euro a 7-8 MLD) e successivamente quella del 2015 sulle scommesse sportive abbia portato alla piu' grande opera di emersione di circuito sommerso mai operata in italia, elevando il gettito diretto per lo stato a quasi 13 MLD  annui (anno 2019) .Preme sottolineare che 2 dei 3 bookmakers che nel 2015 hanno regolarizzato la propria posizione sono posizionati nelle classifiche mensili di fatturato al primo e secondo posto relativamente ai canali di vendita retail e online.

La stessa Unione Europea ha spronato gli stati membri a dotarsi di specifica regolamentazione sul gioco.Attegiamento questo che ha consentito recentemente l'apertura del mercato in paesi fondatori come Francia e Spagna.

Questa azione regolatoria ha sempre di piu ristretto gli spazi di manovra ed i fatturati dei circuiti illeciti,per cui un azione di divieti indiscriminati porterebbe a riaprire immensi spazi a fenomeni illeciti ed enormi vantaggi per la criminalita' organizzata anche transnazionale.