In Valle d'Aosta vogliamo ritornare, con le dovute precauzioni, all'aria aperta

Vittoria

In Valle d'Aosta vogliamo ritornare, con le dovute precauzioni, all'aria aperta

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Allentamento delle misure restrittive relative alle attività all'aperto

In Valle d'Aosta siamo un popolo di montanari. Siamo abituati alle fatiche e alle restrizioni, al lavoro manuale, al freddo e alla solitudine, ma non a vivere lontani dai nostri boschi, dai pascoli, dai torrenti. Un montanaro chiuso in casa si ammala nel corpo e nello spirito.

Siamo del tutto consapevoli della gravità dell'epidemia in corso, tuttavia crediamo che le misure per contenerla vadano adeguate a un territorio e a una popolazione, non abbia senso prenderle dalle città ad alta densità e semplicemente applicarle alla montagna.

Chi va a camminare nel bosco da solo o con la sua famiglia, chi va a far legna, a coltivare l'orto, chi porta il suo bambino in un prato non può contagiare né essere contagiato da nessuno. Queste attività sono i fondamenti della nostra vita quotidiana, e un bosco è luogo molto più sicuro dal virus rispetto ai supermercati o agli uffici dove ci è concesso andare. La distanza dagli altri non ci preoccupa troppo, e il mantenerla, nel prossimo futuro, diventerà una responsabilità individuale, non una legge da far rispettare a suon di multe: per cui meglio cominciare a essere responsabili fin da ora.

Premesso che la nostra richiesta vuole evidenziare un aspetto che riguarda il singolo cittadino senza invadere le altre attività previste nei decreti che sono di competenza delle associazioni di categoria.

                                                             chiediamo

Al Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta, per il benessere dei suoi abitanti e rispettando le norme sanitarie che saranno indicate, di essere trattati come cittadini adulti e consapevoli e quindi:

1.     allentare da subito le regole relative all’attività motoria, adeguandosi a quelle delle altre Regioni (eliminare il vincolo per motivi di salute) e permettere un minimo di attività di manutenzione del territorio all'aperto;

2.     permettere, ai singoli e ai componenti dello stesso nucleo familiare, di effettuare attività motoria all’aperto;

3.     le attività agricole, che sono da sempre la base che forma il tessuto culturale e tradizionale della nostra Regione, vengano permesse ai proprietari e affittuari degli appezzamenti, anche se non hanno la partita IVA e se l’orto, il frutteto o il prato da pulire non sia nei pressi dell'abitazione, purché effettuate da singolo o da componenti dello stesso nucleo familiare.

4.     Prevedere dal 4 maggio la possibilità di svolgere sport all’aria aperta ai singoli e ai componenti dello stesso nucleo familiare

5.      Prevedere nella fase successiva, entro il mese di maggio, la possibilità di svolgere sport all’aria aperta in gruppi, di non più di 5 persone, mantenendo il distanziamento sociale.

Per favore, restituiteci le nostre montagne.

Disponibili per un eventuale incontro per meglio illustrare le nostre proposte.

18 aprile 2020

I primi firmatari:

Sergio Enrico (Pont-Saint-Martin), Anna Ravizza (Challand-Saint-Anselme), Paolo Cognetti (Brusson), Celestino Vuillermoz (Saint-Christophe), Alexis Vallet (Arvier), Ettore Champrétavy (Aymavilles), Donato Arcaro (Quart), Chantal Blanc (Brusson), Stefano Ghisafi (Fontainemore), Mien Barrel (Saint-Vincent), Marzia Verona (Nus), Gianluca Rossi (Quart), Deborah Farinet (Saint-Rhemy-En-Bosses), Alessandra Sasso (Verrès), Hélène Marguerettaz (La Salle)



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