Vittoria

Salviamo il verde pubblico del Parco Rabin di Villa Ada in Roma !

Questa petizione ha creato un cambiamento con 165 sostenitori!


Questa petizione altro non è che l'ultimo esempio della lotta dei piccoli cittadini che non si arrendono all'aggressione del verde pubblico da parte di interessi speculativi che vorrebbero il cemento al posto del verde. Questa Petizione vuole sensibilizzare le Autorità e le Istituzioni competenti a tutelare il bene comune e l'interesse generale. Questa petizione è importante per dare un segnale che Roma e il suo immenso patrimonio mondiale, compreso il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, è di tutti i cittadini e non è asservito a interessi di singoli. Questa petizione è importante perché se si riducono le possibilità di incontro in un parco, di passeggiare con i propri bambini e/o con i propri cani, se si riducono gli spazi di socializzazione, di condivisione di idee, di iniziative, di svago, di apprezzamento delle bellezze paesaggistiche e naturali di Roma, Roma rischia di morire lentamente, giorno dopo giorno. Vogliamo che Roma viva e risplenda.
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Al Presidente della Regione Lazio
Al Sindaco di Roma
Al Presidente del Municipio II - Roma
Al Presidente del Consiglio del Municipio II - Roma
Al Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma
A Legambiente Lazio
A Italia Nostra

Oggetto: raccolta firme per salvare dalla speculazione edilizia il Parco Rabin all’interno di Villa Ada.

I sottoscritti, cittadini frequentatori del Parco pubblico “Yitzhak Rabin” situato all’interno di Villa Ada in Roma, lungo la via Panama, esprimono forte preoccupazione per le allarmanti notizie che continuano a pervenire, senza alcuna smentita, dai media e dagli Organi di stampa circa la futura destinazione e, in definitiva, per la stessa sorte del Parco Rabin, patrimonio storico e paesaggistico romano che oggi corre il concreto rischio di essere interamente sottratto alla cittadinanza per essere distrutto dalla speculazione edilizia.
Trattasi dell’area di circa cinque ettari, che si estende lungo la via Panama, e che ricomprende, al suo interno, un’”area gioco cani” – l’unica alla quale può essere riconosciuto sicuramente questo nome in tutto il Municipio II e che recepisce l’”utenza” canina di quasi tutto il quartiere, vista l’inadeguatezza delle altre aree dedicate a recepire in maniera soddisfacente l’incremento della popolazione canina del Municipio -, un’”area bambini” e un “punto verde infanzia”. L’area, dedicata toponomasticamente, alcuni anni fa, al Premio Nobel per la Pace Yitzhak Rabin, altro non è che l’ultima propaggine di Villa Ada, propaggine che confina con il perimetro esterno identificativo della Villa stessa, secondo la normativa vigente.
Com’è noto, infatti, con il decreto del Ministro dei Beni Culturali del 27 aprile 1954 è stata emanata la “dichiarazione di notevole interesse pubblico” del comprensorio di Villa Ada e di Monte Antenne, ai sensi della legge n. 1497 del 1939 sulla protezione delle bellezze naturali, e vi si sottolinea come Villa Ada «con la sua meravigliosa vegetazione arborea» costituisca «un quadro naturale di singolare bellezza».
Nel decreto, il perimetro del comprensorio di Villa Ada e Monte Antenne è descritto infatti chiaramente: «Confinante a nord e nord-est con la via passante per la stazione Salaria; ad est, via Salaria fino all’incrocio con via Panama; a sud, seguendo quest’ultima fino a viale Romania; ad ovest, questo viale, poi seguendo i confini, segnati nel Piano regolatore, della zona destinata a parco pubblico»
Ora, abbiamo avuto notizia dagli Organi di stampa che, del tutto inopinatamente, il Ministero per i Beni Culturali - tramite la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma - starebbe definendo la procedura di rettifica del perimetro di Villa Ada in senso restrittivo. Ciò a causa di un’incertezza cartografica, ma non normativa, che vi sarebbe nell’individuazione dei confini stabiliti invece chiaramente dal tenore letterale decreto ministeriale che ha imposto il vincolo nel 1954: nella parte dispositiva del decreto, infatti, il confine è fissato precisamente su via Panama, mentre nelle cartografie è stato poi disegnato in maniera errata, fermandosi solo al muro storico che si trova più indietro rispetto alla strada.
Stupisce e preoccupa molto i sottoscritti, se ciò fosse vero, la recente, singolare presa di posizione del Ministero dei Beni Culturali riferita dalla stampa, soprattutto per il fatto che lo stesso Ministero dovrebbe essere proprio l’Autorità deputata per legge a tutelare quel paesaggio che è, ai sensi dell’art. 9 della Costituzione, patrimonio di tutti i cittadini. Dovrebbe infatti il Ministero, in questo caso, procedere alla rettifica delle errate cartografie, adeguandole all’esatto dispositivo del decreto, sopra riportato, che estende senza possibilità di alcun equivoco Villa Ada fino alla via Panama, e non invece procedere a rettificare in peius l’esatta descrizione dei confini che il chiaro dettato della norma sopra stabilisce estendersi fino alla via Panama.
Stupisce ancora di più il fatto che, se ciò fosse accertato e confermato, tale recente presa di posizione della Soprintendenza sarebbe assolutamente in contraddizione con quanto svolto fino ad aprile 2013 dalle Autorità competenti in materia di beni culturali e paesaggistici.
Infatti, sempre sulla base di quanto risulta dagli Organi di stampa, a seguito di verifiche sui confini dei vincoli attuate dopo l’adozione nel 2007 del Piano Territoriale Paesistico Regionale, la Regione Lazio, in linea con quanto riferito prima, avrebbe effettivamente avviato il procedimento di rettifica integrativa della perimetrazione del vincolo di Villa Ada, proprio per adeguare il perimetro cartografico sbagliato all’esatto dettato normativo del decreto del 1954, ampliando le cartografie dal muro storico sino per estenderle fino alla via Panama, così come stabilito dal decreto. Le Autorità intendevano quindi, correttamente, procedere a una revisione della planimetria errata, inglobandovi il Parco Rabin e ristabilendo fedelmente quanto già previsto dal dettato del decreto ministeriale originario.
Poi, ad aprile 2013, improvvisamente e in totale contraddizione con le premesse sino ad allora portate avanti, e nonostante la legislazione vincolistica preveda che, in caso di contrasto, prevalga sempre la norma di maggiore tutela, sembra che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma abbia avocato la procedura di rettifica e sorprendentemente pare starebbe perfezionando la modifica in senso restrittivo, tagliando fuori del tutto Parco Rabin dal vincolo di Villa Ada nonostante la chiara previsione del D.M. 27 aprile 1954.
La vicenda è ulteriormente preoccupante se solo si pensa agli attacchi che la speculazione edilizia già da tempo ha rivolto all’area in questione, con delle vere e proprie ferite inferte al verde pubblico a danno della collettività.
E’ ancora aperto e ben visibile a tutti lo scavo e le voragini dei cantieri per il casale in via del Canneto e per il mega parking sotterraneo in via Panama, situato in fondo all’area di che trattasi.
I lavori per tali due cantieri sarebbero a suo tempo stati fermati grazie all’intervento dell’Ufficio Pianificazione Paesistica e Territoriale della Regione Lazio, che ha evidenziato l’assenza delle autorizzazioni paesaggistiche previste dal vincolo, per cui, per entrambi i lavori, ciò avrebbe contribuito a fondare il sequestro cautelativo posto in seguito in essere da parte della magistratura.
Ecco perché una decisione in senso restrittivo da parte delle Autorità ministeriali competenti, eliminando senza ragione giuridica il vincolo paesaggistico, rischierebbe di far riaprire i due cantieri - il casale in via del Canneto e il Pup di via Panama - fermati dalla magistratura anche in considerazione proprio della mancanza dell’autorizzazione paesaggistica richiesta dal vincolo.
Pertanto, i sottoscritti cittadini firmatari del presente documento,
CHIEDONO
che le SS.LL. intervengano a tutela dei cittadini romani e a tutela dell’interesse pubblico alla conservazione, sul Parco Rabin, del vincolo paesaggistico che il dispositivo del decreto del 27 aprile 1954 ha stabilito per Villa Ada, della quale lo stesso Parco Rabin è parte integrante;
che le competenti Autorità dei Beni Culturali, ministeriali e regionali, confermino, ciascuno per la parte di competenza, agendo anche in via di autotutela amministrativa, la permanenza del vincolo in parola sul Parco Rabin, riprendendo correttamente la procedura per fissare definitivamente il confine di Villa Ada fino alla via Panama, e non un centimetro prima, così come chiaramente stabilito dal D.M. 27 aprile 1954.
Chiediamo aiuto alle SS.LL. e confidiamo nel Vostro sostegno.



Oggi: Dario conta su di te

Dario Mattina ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Presidente Reg.Lazio;Sindaco di Roma;Presidente del Municipio II;: Salviamo il verde pubblico del Parco Rabin di Villa Ada in Roma !". Unisciti con Dario ed 164 sostenitori più oggi.