Perché al Sud paghiamo di più? Abbattiamo il Fattore Omega: la sanzione sull’energia

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Il “Fattore Omega” è una sanzione che viene applicata ai comuni e alle aziende con almeno 50 dipendenti o un fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro in ritardo di pagamento delle bollette dell’energia elettrica. I clienti morosi entrano nel “sistema di salvaguardia” così definito perché non si possono lasciare comuni ed aziende senza fornitura, ma la si fa pagare più cara. A definire l’entità del Fattore Omega sono le aziende fornitrici di elettricità selezionate dall’Acquirente Unico [2] per gestire il “sistema di salvaguardia”.

Ma non è la stessa per tutta l’Italia.

Le Regioni del Sud Italia pagano le bollette più care [3]. Il valore più alto di Fattore Omega è in Calabria pari 51,86 euro per ogni MWh, seguita dalla Sicilia di 39,96 mentre in Veneto è il più basso, di 12,36 €/MWh ed in Lombardia è di 13.89 €/MWh.  Eppure la Calabria produce molta più energia di quella che consuma, inserendo l’eccesso nel circuito nazionale. Un Comune calabrese si ritrova quindi a pagare un Fattore Omega circa 4 volte quello pagato da un comune lombardo o veneto nella stessa condizione di morosità.

Il Fattore Omega ha valori più elevati nelle Regioni del Sud che storicamente hanno avuto minori risorse dallo Stato. Infatti il 34% della popolazione italiana che vive nel Sud ha ricevuto finora in media il 28% delle risorse. Per una equa ripartizione abbiamo lanciato nel 2018 la petizione “Agenda Sud 34” [4].

La “scarsa qualità creditizia”, usata come pretesto per legittimare la disuguaglianza, è da ricercare nella “scarsa” disponibilità di fondi di cui hanno sofferto negli ultimi anni gli enti e le imprese del Sud. Stando ai dati forniti sia dalla Svimez che dall’Eurispes [5], nelle regioni meridionali sono mancati circa 840 miliardi di euro negli ultimi 17 anni,  rispetto alle regioni del Nord Italia. Se la ripartizione dei fondi non è equa per forza maggiore queste ultime sono più virtuose e con un Fattore Omega ai minimi valori.

SI CHIEDE

di intervenire a livello legislativo, in particolare sul DLGS 192/2012 (lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) che di fatto legittima l’arbitrio delle morosità, per eliminare le disuguaglianze, e sulla legge 3 agosto 2007 n. 125 (Disposizioni per l'erogazione del servizio di vendita dell'energia elettrica di salvaguardia), seguendo i principi della Direttiva europea del 2003 n. 54 (norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica), che obbliga gli Stati membri alla fornitura di energia elettrica a prezzi ragionevoli secondo il principio di NON DISCRIMINAZIONE seguendo l’articolo 2 e l’ art. 120 della Costituzione Italiana per il rispetto dei principi di SOLIDARIETÀ POLITICA, SOCIALE, ECONOMICA e di UNITÀ GIURIDICA.



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[2] La società è stata istituita nel 1999 dal Gestore della rete di trasmissione nazionale (ora GSE), per effetto del decreto Bersani che sanciva la liberalizzazione del mercato elettrico (https://prezzoluce.it/approfondimento/attori/acquirente-unico

[2] https://www.enel.it/it/supporto/faq/servizio-salvaguardia
[3] https://www.lameziaterme.it/fattore-omega-tassa-razzista-elettricita/
[4] https://www.change.org/p/domenico-iannantuoni-agenda-sud-34-appello-per-l-equita-il-manifesto
[5] Scheda n. 43 pag. 723 e seguenti del 32° Rapporto Italia Eurispes;  https://eurispes.eu/pdf-reader/web/viewer.html?file=https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2020/02/2020_rapporto_italia_eurispes.pdf

replica https://pagellapolitica.it/blog/show/613/no-la-rapina-da-840-miliardi-del-nord-nei-confronti-del-sud-non-esiste ;