Per una scuola dell'infanzia di qualità

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In questi giorni si sta decidendo quando e come riaprire le scuole dell’infanzia in piena sicurezza, considerato che non siamo ancora usciti dall’emergenza Covid 19.

Il governo provinciale, a sorpresa rispetto ai tempi previsti (settembre), ha deciso che la riapertura deve avvenire l’8 giugno, motivando tale scelta con la necessità dei genitori di riprendere l’attività lavorativa. Avevamo del tempo davanti perché si parlava appunto di settembre, ma all'improvviso tutto ci è stato calato dall'alto senza ascoltare la voce di chi lavora direttamente con i bambini nella fascia di età 3-6. Vogliamo tornare al lavoro da insegnanti e non da sorveglianti, con un piano di sicurezza sanitario chiaro in grado di garantire la salute, ma rivendichiamo la funzione educativa propria della scuola dell’infanzia.

La scuola dell’infanzia rientra nelle indicazioni nazionali, negli orientamenti trentini, che evidenziano come sia un ambiente privilegiato di sviluppo e apprendimento per la fascia 3-6 anni.

La scuola dell’infanzia sostiene gli apprendimenti, la socializzazione, la relazione, in altre parole lo sviluppo cognitivo affettivo e sociale del bambino. Solo in questa dimensione di sviluppo ha senso parlare di cura nei confronti dei bambini.
In meno di una settimana sarà impossibile predisporre il tutto e tornare alla scuola di sempre, quella che abbiamo lasciato a fine febbraio.
Ci chiediamo come le indicazioni sanitarie, necessarie per tutelare la salute di tutti, siano in grado di rispettare la fondamentale prerogativa educativa della scuola dell’infanzia che trova nei bisogni di vicinanza fra bambini-bambini, bambini- insegnanti un caposaldo imprescindibile.

Ci teniamo a sottolineare che ciò che si prospetta non è scuola, non è educazione, non è cura, non è sostegno della crescita in tutte le sue dimensioni. E’ semplicemente sorveglianza ed esecuzione di protocolli sanitari, nulla a che vedere con i bisogni e i diritti di cui ogni bambino è portatore. Si può essere d’accordo che sia giusto così in questa emergenza, però bisogna essere molto chiari con le famiglie, con le loro aspettative educative e con le responsabilità del personale scolastico. Per tutte queste motivazioni quella che si prospetta non si può chiamare scuola dell’infanzia. La Scuola dell'infanzia ha principalmente peculiarità educative e di cura che vanno ad integrare e arricchire il ruolo delle famiglie.

Per non perdere la dimensione educativa, per noi fondamentale, anche in quei tragici periodi tutte le scuole si sono prese cura in accordo con presidenti, i coordinatori, i comitati di gestione di mantenere contatti e relazioni fra la scuola e i bambini utilizzando diverse modalità.

Abbiamo portato avanti anche i compiti istituzionali quali ad esempio programmazione, aggiornamento, documentazione, stesura dei profili. Ma per il governo provinciale noi siamo stati a casa in ferie e quindi è doveroso allungare il calendario scolastico nel mese di luglio.

Per tutti questi motivi chiediamo al governo provinciale di allinearsi a tutto il comparto scuola con la riapertura a settembre in modo da poter conciliare aspetti sanitari ed educativi mantenendo alto il livello della scuola dell’infanzia trentina, fiore all’ occhiello nel panorama educativo nazionale.