PETIZIONE CHIUSA

Lavoratori Invalidi Discriminati da INPS

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Buongiorno,

sono un lavoratore dipendente portatore di handicap e invalido per il 75%.

Sono dipendente di Poste Italiane SpA.

Denuncio la discriminazione in atto da parte di INPS contro i lavoratori invalidi dipendenti di Poste Italiane ai quali non concede il beneficio economico previsto dalla legge 222/84.

La discriminazione ha inizio nel 2010 quando, soppresso l'Istituto Postelegrafonico (IPOST) (considerato un ente inutile e perciò cancellato dalla legge 30/07/2010) le sue competenze, tra cui la gestione del fondo pensioni dei lavoratori postali, vengono trasferite all'INPS.

Logica e correttezza avrebbe voluto che, avendo incamerato i contributi pensionistici dei lavoratori postali (a seguito della predetta legge) l'INPS li versasse, come fa con quelli degli altri lavoratori dipendenti del settore privato, nel Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti (FPLD).....invece NO!

L'INPS con la Circolare n. 100 del 2011,  con la quale da disposizioni operative in merito alla gestione dei lavoratori di poste italiane, decide di mantenere in vita il Fondo Quiescenza Poste (FQP) cioè mantiene in vita il Fondo che veniva gestito da IPOST ma che, cessato questo, non ha più ragione di esistere.

E' bene sottolineare che questa azione non deriva dalla legge; è una volontà propria di INPS.

Quale la conseguenza di questo atto unilaterale non previsto e non supportato da alcuna legge?

Poiché l'FQP (che, ricordiamo, era stato modellato sui lavoratori postali quando erano lavoratori dello Stato dipendendo dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni) non prevedeva l'assegno di invalidità tuttora ai lavoratori dipendenti invalidi di Poste Italiane che sono lavoratori dipendenti del settore privato (Poste Italiane è una SpA) questa possibilità economica è negata.

In altri termini avendo voluto mantenere in vita il Fondo Quiescenza Poste (FQP) l'INPS non riconosce ai lavoratori dipendenti invalidi di Poste Italiane gli stessi diritti degli altri lavoratori dipendenti invalidi delle altre società del settore privato.

Un lavoratore invalido dipendente da Poste Italiane infartuato, su una sedia a rotelle o che arranca su bastoni, affetto da patologia neoplasica o da altra sindrome invalidante è, per INPS, un invalido di serie B. Eppure INPS introita e gestisce i contributi pensionistici versati dai lavoratori di Poste Italiane. Perché negare agli invalidi di Poste Italiane pari diritti con gli invalidi di altre aziende? Solo perché si è voluto tenere in vita l'FQP? Che razza di giustizia è questa?

Chiedo, quindi, che tutti i lavoratori, non solo i dipendenti privati, non solo gli invalidi ma tutti, anche tutti quelli che hanno a cuore che la nostra società non discrimini cittadini di serie a e di serie b, tutti firmino affinché ai lavoratori invalidi di Poste Italiane SpA siano riconosciuti pari diritti con gli altri lavoratori invalidi e quindi anche di poter accedere, ripeto, come tutti gli altri, ai benefici previsti dalla legge 222/84.

L'INPS può sanare anche subito questa ingiustizia: cancelli l'FQP scorrettamente inserito nella circolare 100 del 2011 e agisca con equità verso lavoratori invalidi pari di fronte alla legge.

 

 

 

 

 

 

 



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