Via le donne e i bambini da Moria

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Flavio Malaspina ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidente Greco e Unione Europea

Lettera aperta al Capo dello Stato Greco, appena eletta, Katerina Sakellaropoulou.

 


Sono un cittadino Italiano che segue con ansia le sorti dei bambini e delle donne del Campo Profughi di Moria, sull’isola di Lesbo, che stanno morendo di fame e di freddo.

Conosco la Sua storia, Presidente, il Suo alto profilo morale e leggo quanto riportato dagli organi di stampa europei:

“E' una donna che ha sempre difeso la giustizia, la laicità dello stato e i diritti dei cittadini - ha affermato -. La scelta dà farza a tutti i valori progressisti che ha difeso quando era un giudice”.

Ed è per questo che mi appello a Lei, chiedendoLe di intervenire tempestivamente, attraverso i canali appropriati, per entrare in modo massiccio in quel luogo - che sta ormai diventando un cimitero a cielo aperto - e mettere in salvo almeno le persone più fragili.

Le chiedo, umilmente, di fare quanto è in Suo potere per organizzare un “Corridoio Umanitario”, ovviamente in collaborazione con l’Unione Europea, e fare uscire i malati che devono essere curati in strutture idonee.

Sono certo che anche per Lei sarà uno strazio vedere le madri con in braccio i propri figli avvolti in una coperta, che vengono sepolti in una terra di transito.

Sono certo che tali condizioni non possono lasciarLa indifferente.

Sono certo che il popolo Greco si indigna di fronte a certe immagini che paiono giungere ai giorni nostri da un medioevo lontano.

Sono certo che il Suo Governo, di concerto con tutti i Paesi dell’Unione Europea, può intervenire e mettere fine a questa barbarie che non è degna di un’Europa civile.

Sono altresì certo che l’Europa non vorrà assumersi una colpa così aberrante, che sarebbe una macchia indelebile nella sua Storia, fondata su valori di solidarietà tra i popoli.

Dunque io mi appello a Lei, Signora Presidente Katerina Sakellaropoulou, e a tutti i Governi dell’Unione Europea perché si agisca al più presto.

Non so se questa mia giungerà mai a Lei o verrà mai letta da qualcuno che ha il potere di intervenire, ma io voglio sperare o immaginarmi che questo possa avvenire e, in qualche modo, dare un piccolo aiuto o una spinta verso i provvedimenti suggeriti.

Le auguro un buon lavoro nella speranza che quanto qui ipotizzato possa avverarsi in un tempo breve e che questo possa salvare vite umane. Lei è una donna, figlia di una cultura plurimillenaria. Conto su di Lei.

Flavio Malaspina.

 

 

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