NO all’abolizione del Mercato Tutelato

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Sono Armando Fava, attivista nell’ambito della solidarietà sociale, dei diritti umani e dei diritti civili. Rivolgo la presente petizione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, convinto di interpretare il sentimento comune di gran parte degli italiani riguardo all’abolizione del regime di Maggior Tutela e conseguentemente al passaggio obbligato al Mercato Libero dell’energia elettrica e del gas naturale; passaggio che, secondo quanto stabilito nell’emendamento al decreto Milleproroghe n° 91/2018 approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato, avverrà il 1° luglio 2020.

Con l’arrivo del Mercato Libero nel 2007, gli utenti di gas e luce, famiglie e aziende, sono stati presi di mira in modo aggressivo e plateale, una situazione paradossale che dura da oltre undici anni e che ha visto le società fornitrici di energia fare di tutto pur di accaparrarsi la loro fetta di mercato e garantirsi i loro lauti guadagni. Tutto questo ha portato e continua a portare all’uso di pratiche scorrette e illegali, un fiume in piena che inonda continuamente le case degli italiani senza che nessuno riesca ad arginare il fenomeno.

L’introduzione del Mercato Libero in Italia piuttosto che rivelarsi un’opportunità di risparmio per gli utenti, si è rivelata un vero e proprio affare per le aziende del settore: un business miliardario a discapito di milioni e milioni di cittadini, per il quale i big dell’energia sono disposti a commettere abusi e a farsi sanzionare con multe da milioni di euro pur di portare avanti i loro lucrosi affari.

Anche i dati ufficiali dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) relativi alle tariffe applicate al consumo di gas e luce parlano chiaro, indicando una maggiorazione di spesa annua del 16,7%  per l’elettricità e del 7,9% per il gas, per tutti quegli utenti che hanno avuto la sfortuna (quasi sempre convinti con l’inganno) di passare dal Mercato Tutelato al Mercato Libero. E che si tratti d’inganno non è certamente chi scrive a dirlo, ma i numerosi - e insufficienti visto i risultati - provvedimenti dell’Autorità per cercare di contrastare sistemi di vendita disonesti, pubblicità ingannevole, importi non dovuti e interessi usurari sul ritardato pagamento delle bollette: un mercato dove il raggiro e la truffa  sono diventate verità toccabili con mano.

Tale situazione è stata denunciata oltre che da migliaia e migliaia di utenti anche dalle associazioni a tutela dei consumatori che, al riguardo, si sono sempre pronunciate negativamente, convinti da sempre che, con l’abolizione del regime di  Maggior Tutela, i prezzi siano destinati a salire ulteriormente. Ciò è facilmente prevedibile considerato che nel Mercato Tutelato è l’Autorità per l’energia a stabilire il prezzo di compravendita dal produttore al cliente finale, mentre nel Mercato Libero il medesimo prezzo viene fissato dal fornitore stesso. Inoltre, il rischio che le diverse aziende operanti nel settore si mettano d’accordo sui prezzi (come è già successo con le compagnie d’assicurazioni che si sono messe d’accordo per aumentare le RC auto) è elevatissimo, considerata l’importanza della posta in gioco.

Con la presente petizione chiedo di bloccare l’abolizione del regime di Maggior Tutela prevista per il 1° luglio 2020, poiché con la sua abolizione si verrebbe a creare inevitabilmente una situazione oligopolistica totalmente in mano ai privati con effetti deleteri sui consumatori.

Mantenere il Mercato Tutelato significa stare dalla parte delle famiglie, delle persone anziane, delle persone più deboli e indifese - soprattutto in un momento così difficile, di grande crisi economica e occupazionale -, ma significa anche far prevalere il diritto del cittadino di poter scegliere liberamente se affidarsi a un mercato chiaro e trasparente - quindi tutelato dall’Autorità per l’Energia - o affidarsi a un mercato dove inganni, tranelli, raggiri e truffe sono all’ordine del giorno.

Armando Fava