Diciamo NO alla ripartenza della causa se il giudice chiede trasferimento.

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La giustizia italiana è troppo lenta. Noi cittadini non ci sentiamo tutelati. Intraprendere un’azione legale è come giocare alla roulette. Non si sa mai che cosa si vince o si perde. Spesso si rinuncia “perché tanto è inutile” , sia perché i tempi sono lunghissimi, sia perché si ha la sensazione che sia troppo aleatorio tanto è l’intreccio di leggi e norme a volte in contrasto fra loro. Ma soprattutto, c’è il nodo della prescrizione che pesa come una spada di Damocle pronta a scattare perfino se il giudice che si occupa del processo, chiede il trasferimento.  Il lavoro del giudice uscente, le testimonianze, eventuali prove diventano inutili... E si deve ricominciare tutto da capo, mentre la clessidra del tempo si svuota veloce e va verso la prescrizione. Una perdita di tempo infinita per chi ha lavorato e per chi è andato a testimoniare. Una beffa, un gran dolore e rabbia per chi sperava di avere giustizia in termini morali e materiali e ha buttato via tempo e soldi mentre l’unico che se la ride alla faccia di tutta la società, è il malfattore che usa i tanti strumenti a sua disposizione per farla franca. Altro che certezza della pena! Molti processi rischiano di risolversi con un nulla di fatto in virtù di questa norma assurda che può diventare uno strumento di impunità grazie alla prescrizione breve che abbiamo in Italia.

Chiediamo al Presidente Mattarella, al Ministro Orlando, ai Presidenti Grasso e Boldrini, a tutto il Parlamento, di mettere fine a questa ingiustizia con una norma che consenta al giudice subentrante di continuare il processo in corso senza dover ricominciare da capo ripartendo dall’inizio come se fosse il gioco dell’oca.



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