Appello al Presidente Mattarella per la riapertura delle scuole

Appello al Presidente Mattarella per la riapertura delle scuole

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Anna Boatti ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

La DAD e i suoi effetti devastanti sono sotto gli occhi di chiunque abbia a che fare con gli studenti,  in particolare con i ragazzi iscritti in una prima superiore, ragazzi che hanno avuto l’ultima lezione ‘normale’ il 21 febbraio, per poi immergersi in questa modalità che, in molti casi, è proseguita, pur non al 100%, anche a settembre. La DAD non è scuola, semplicemente; la DAD è un palliativo, usato eccezionalmente in un momento di emergenza, quando tutto il mondo è stato colto alla sprovvista e disarmato di fronte a un nemico invisibile e temibile. Ma la DAD non è scuola.  I ragazzi che hanno subìto la DAD in un anno cruciale come la terza media (anno di consolidamento delle conoscenze, anno con l’unico esame rimasto prima della maturità) mostrano fragilità e disorientamento enormi; chiunque abbia figli in prima superiore o insegni in una prima superiore potrà confermarlo. Ma la DAD l’abbiamo accettata, nello scorso anno scolastico, proprio perché strumento di risposta a un evento catastrofico inatteso.

Oggi, non si può più accettare. Eppure, vedo che, per ragioni diverse (la paura, la comodità, lo scaricabarile, la faciloneria, la superficialità), molti sembrano assopiti e disposti a subirla, ancora e sempre di più.

Ormai da due settimane gli studenti dei licei sono in DAD e ora anche gli studenti delle medie, nelle zone 'rosse'. No, non è ammissibile.

Forse non tutti sanno che il DPCM appena varato fa implicito riferimento alle linee guida presenti in un DPCM di luglio, in cui per la DAD per le scuole medie si prevedono 15 ore di lezione, rispetto alle 30 curricolari, e alle superiori 20 ore, rispetto alle 27-32 curricolari. Forse non è sufficientemente chiara la portata di questo dato: un decreto governativo mette nero su bianco che la DAD garantirà agli studenti solo il 50% del monte ore curricolari; ai ragazzi vengono cioè negate la metà delle ore, la metà delle lezioni, la metà di quel che dovrebbero avere di DIRITTO.

Già, perché è di diritto che stiamo parlando, di diritto all’Istruzione, sancito dalla Costituzione e inspiegabilmente, inconcepibilmente negato da un DPCM dell’attuale governo, nel silenzio, nella distrazione, nel disinteresse generale.

I nostri ragazzi, i nostri figli, l'Italia di domani, sono chiusi nelle loro camere, davanti a un PC (sempre che tutti lo possano avere e non sia in condivisione con fratelli e genitori, anche questi ultimi tornati in smart), connessi per solo metà delle ore curricolari (e sempre che la connessione ci sia, che tutti possano contare su 4G, Wifi potente…), a cercare di seguire le lezioni; ma la DAD richiede solidità, consapevolezza, forza d'animo, concentrazione: stiamo chiedendo a questi ragazzi uno sforzo enorme, e lo stiamo chiedendo a ragazzi a cui abbiamo già tolto tutto, ogni sfogo (sport, musica, amici) eppure pretendiamo che stiano perfettamente allineati con le lezioni a video, che seguano con una maturità impensabile persino negli adulti, la cui giornata fosse priva di qualsivoglia possibilità di distrazione o contatto sociale. Sono ragazzi persi, disorientati; rischiamo di perdere e abbandonare per sempre i più fragili, i meno strutturati, quanti hanno famiglie che non possono o non vogliono aiutarli in questo difficile compito, di essere studenti di una scuola - non scuola. 

Ma come è stato possibile immaginare un provvedimento del genere? Come possiamo accettare questa negazione di un diritto fondamentale senza che si levino voci, senza che si riempiano le piazze? Perché i ragazzi, i nostri figli, devono pagare per tutti, pagare le incompetenze, le mancanze, i ritardi del mondo degli adulti?

Sento docenti e famiglie preoccupati, scandalizzati, spaesati, arrabbiati davanti a una decisione mai presa da nessun governo repubblicano, nemmeno nei momenti più bui e difficili. Sento scienziati, pediatri, psicologi preoccupati per le conseguenze disastrose che la chiusura delle scuole porterà con sé, con i più fragili e deboli che saranno spazzati via, calpestati, dimenticati, abbandonati. Eppure, il governo (centrale, regionale) ha tirato dritto. Non esiste opposizione sul tema della scuola, c'è una concordanza d'intenti come su altri temi non esiste.

Le scuole sono un luogo sostanzialmente sicuro: termoscanner, gel e mascherine (ovviamente da indossare obbligatoriamente per tutto il tempo), insieme all’areazione delle aule, garantiscono sufficienti elementi di sicurezza; docenti e personale ATA sono attentissimi e svolgono un importante compito di educazione civica con gli studenti, richiamandoli alle regole e responsabilizzandoli. Certo, il rischio zero non esiste; non esiste luogo, oggi, in Italia, che possa presentare il rischio zero. Le scuole sono sicuramente più protette di tutti gli altri luoghi che possono frequentare i ragazzi.

Molto semplicemente, il problema della chiusura delle scuole, in un paese civile, non si sarebbe nemmeno dovuto prendere in considerazione. Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Olanda, Grecia non si sono poste il problema di quanto fossero sicure le scuole; semplicemente, non hanno nemmeno ipotizzato di chiuderle. Hanno fatto ruotare tutte le decisioni e gli interventi su un’unica certezza: le scuole devono restare aperte. Quindi, hanno poi presentato protocolli rigorosi per le scuole che, vorrei che anche questo fosse chiaro a chi non lo sapesse, in Italia gran parte delle scuole aveva già adottato. Perché le scuole, intese come singoli Istituti non certo come MIUR, hanno lavorato da giugno per permettere la riapertura in sicurezza.

Davanti al pervicace e cieco perdurare di una politica contro la scuola e tutta a carico dei ragazzi (che, lo ricordo, sono il futuro del paese; gli anziani sono da ringraziare, preservare, aiutare e curare, ma non lo sono meno i giovani, su cui dovrà formarsi e fondarsi l’Italia di domani) ho deciso di appellarmi direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui chiedo di intervenire per garantire quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana in materia di Istruzione e di diritto allo studio, e chiedo che intervenga a stralciare le parti del DPCM relative alla scuola, permettendo l’immediato rientro IN PRESENZA DI TUTTE LE CLASSI DELL’OBBLIGO SCOLASTICO; quindi tutte le classi delle medie e le classi del biennio delle superiori.

Sono certa di trovare ascolto presso il presidente, sempre attento ai problemi educativi e ai giovani.

Anna Boatti

Milano

 

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