Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: Fermi la via Giorgio Almirante a Roma

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Signor Presidente

Nella giornata odierna, una mozione all'interno del Comune di Roma proposta dal gruppo Fratelli d'Italia, e votata anche dal partito Movimento Cinquestelle, ha dato il via libera alla intitolazione di una strada di Roma a Giorgio Almirante.

Come Associazione Memoriale Sardo della Shoah, impegnata non solo nello studio e nel ricordo della tematica della shoah, ma anche nella militanza attiva contro gli attuali casi di antisemitismo, di intolleranza e di mancanza di giustizia per quanto accaduto, le chiediamo di fermare questa intitolazione, rendendo la mozione la carta straccia che merita di diventare.

Qui non si tratta di negare l'intitolazione di una strada in modo semplicemente retorico ad una persona che, come tante, appoggiò o fece parte in qualche modo del regime Fascista. 

Qui si tratta della intitolazione di una strada ad una persona purtroppo pesantemente compromessa con la storia del genocidio di sei milioni di ebrei, ed in particolare con l'isolamento, l'internamento ed infine la deportazione e l'assassinio di 8000 cittadini Italiani di religione ebraica. 

Una persona che il 5 Maggio 1942, sulla rivista "la difesa della razza", rivista che fu il vero e proprio strumento di diffusione della propaganda antisemita e razzista di stato tra il 1938 ed il 1943, ebbe a scrivere queste parole:

 

"Il razzismo  ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d'una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti  finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c'è che un attestato col quale si possa imporre l'altolà al meticciato e all'ebraismo: l'attestato del sangue."

Come non vedere in queste parole, scritte in pieno genocidio in corso, una prova di quanto quest'uomo ben sapesse cosa stava succedendo ed un suo pieno sostegno a suon di "attestati del sangue". 

Siamo indignati che in una città la cui comunità ebraica ha tanto sofferto negli anni della shoah, si faccia proprio nell'80° anniversario dalle infami leggi antisemite del regime di Benito Mussolini un simile scempio alla memoria. 

Le chiediamo, Signor Presidente, dall'alto della sua carica, di fermare e cancellare un simile affronto.

 

 

 

 

 



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