STOP ALLA TRUFFA DEL NORD CONTRO LA SARDEGNA

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA

La Sardegna è Regione Speciale riconosciuta come tale dall’art.116 della Costituzione. Tale specialità costituzionale è stata attribuita a tutte le cinque regioni di confine.

E’ fuor di dubbio che tale riconoscimento, per quanto riguarda la Sardegna, sia legato anche all’innegabile ed encomiabile contributo della Brigata Sassari nella prima guerra mondiale, con particolare riferimento all’immenso sacrificio di oltre 13.000 giovani sardi sul versante Veneto.

Un contributo ideale e di vite umane che ha profondamente segnato il Popolo sardo che negli altopiani veneti, a partire da quello di Asiago, ha perso la sua miglior gioventù.

Non ha,invece, influito, come avrebbe dovuto, in termini di poteri e risorse, la condizione insulare e ultraperiferica dell’isola.

Ancor oggi i divari tra la Sardegna e il resto d’Italia e d’Europa sono evidenti e tangibili.

L’isola è l’unica entità regionale a non disporre di una vera e propria continuità territoriale, sia marittima che aerea, non dispone di gas metano e i costi dell’energia, secondo le analisi europee, sono superiori del 30/40% rispetto alle regioni italiane e d’Europa.

Stessi limiti si registrano sia per quanto il livello infrastrutturale stradale, ferroviario e telematico. Sanità e pubblica istruzione risultano gravemente condizionate dall’assenza di risorse e collegamenti interni ed esterni.

La condizione insulare è stata elusa da tutti i governi a tal punto dal lasciare sostanzialmente inevasa la previsione programmatica della Costituzione tesa al raggiungimento di una coesione economica e sociale unitaria.

A questo si aggiunge che lo stesso principio costituzionale dell’uguaglianza risulta sia sul piano territoriale che individuale totalmente violato.

La Sardegna è, dunque, regione a statuto speciale "mancata" sia nella sostanza che nel diritto.

E’ fin troppo evidente che per oggettive responsabilità dello Stato la specialità autonomistica è rimasta inattuata lasciando inalterato se non ampliando il divario insulare e non solo.

Tutti i dati macroeconomici registrano una Sardegna che cresce meno di qualsiasi altra parte del paese.

LA MANCATA ATTUAZIONE DEL RIEQUILIBRIO INSULARE

Per questa ragione nel 2009 fu introdotto nella legge sul federalismo fiscale una norma che prevedeva all’art.22 della legge 42 del 2009 la misurazione e la compensazione del divario insulare.

Si tratta di una legge delega alla quale sarebbe dovuto seguire un decreto legislativo attuativo in grado di misurare i divari e stabilire le conseguenti compensazioni. Norma rimasta a tutt’oggi priva della sua attuazione, nonostante la competenza sia integralmente in capo al Governo, d’intesa con la Regione.

SARDEGNA, DOPPIAMENTE PENALIZZATA

La Sardegna ha, infatti, molte più ragioni di “specialità” rispetto a tutte le altre quattro regioni speciali (Sicilia, Friuli, Val d’Aosta e Trentino) e ha molte più ragioni rispetto a tutte le altre regioni italiane.

Per essere chiari: la Sardegna ha ragione d’essere regione speciale perché si tratta di territorio di confine ma anche, e soprattutto, perché si tratta di un’isola, per giunta  ultraperiferica.

Nel livello della differenziazione e della specialità la Sardegna aveva e ha il diritto di vedersi riconosciuti poteri e risorse decisamente superiori a qualsiasi altra entità regionale.

DIRITTI, NON FAVORI

Diritti, sia ben chiaro, non favori. Misurazione dei divari e la loro oggettiva e parametrata compensazione. Non regalie ma diritti misurabili e non discutibili.

Il diritto a pagare l’energia così come qualsiasi altro cittadino italiano o europeo, pagare i trasporti con la stessa moneta e con lo stesso costo parametrato di qualsiasi sperduto luogo d’Europa, usufruire di scuole e sanità alla pari dei livelli essenziali di cultura e assistenza.

Il diritto sacrosanto ad avere strade e ferrovie, connessioni elettriche e informatiche, energetiche e trasportistiche, aeree e marittime.

La realtà è, invece, tutta un’altra. Rovinosamente un’altra.

La Sardegna doveva essere un passo avanti rispetto a tutti per recuperare divari e svantaggi, invece, è relegata sempre a ridosso senza che niente fosse fatto per restituirle il maltolto.

Dunque, non solo non è stata concretamente esercitata la specialità autonomistica ma è stata l’Italia a negarla nei fatti e nelle risorse finanziarie.

NORD SEMPRE PIU' AVANTI, SARDEGNA E SUD SEMPRE PIU' INDIETRO

Lo scenario è, dunque, ancor più preoccupante alla luce dell’intenzione del governo di avvallare un processo di riconoscimento dell’autonomia differenziata per tre regioni del nord, la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna.

Il risultato di questo processo extraparlamentare è scontato: non solo le differenze e i divari non si saranno assottigliati ma, con questo vero e proprio golpe di inizio estate, diverranno irrecuperabili e insanabili.

Gli effetti saranno dirompenti: le Regioni – Stato a cui venisse riconosciuta l’autonomia differenziata avranno poteri assoluti e fondi necessari per una scuola di livello superiore a chiunque. La Sardegna e il Sud avranno un'istruzione sempre più povera, con una scuola sempre più inadeguata.

I medici più preparati saranno al Nord, a scapito di università povere e inadeguate collocate in Sardegna e al sud. Una scuola che formerà meglio al nord piuttosto che al sud. Una parte del paese con la sesta marcia e un’altra solo con la retromarcia.

Varrà il principio anche per la sanità, quella di seria A al nord, quella più scadente sempre al Sud, come i trasporti e le infrastrutture.

In Lombardia e in Veneto si stanno progettando strade a 8 corsie, in Sardegna e al Sud molte arterie primarie sono ad una corsia e mezza e persino mulattiere.

Quello che si sta per compiere è un vero e proprio attentato alla Costituzione. E’ un golpe dei ricchi contro i poveri, è un agguato all’equità sociale e conseguentemente alla democrazia. Un atto devastante sul piano costituzionale che si sta compiendo senza discussione, perché nemmeno il parlamento sarà chiamato a discutere o emendare tale golpistico progetto.

FERMARE IL GOLPE COSTITUZIONALE

L’appello – petizione che i sottoscritti cittadini Sardi Liberi, intellettuali, rappresentanti di associazioni, movimenti identitari e indipendentisti, esponenti della società civile rivolgono alle SS.LL. è proteso a fermare un progetto bislacco e strabico che rischia di minare alla radice i principi fondanti della stessa Costituzione Italiana.

Si tratta di una violazione costituzionale lesiva di principi fondamentali: la coesione e l’equità. Con questo preannunciato provvedimento si cancella il principio programmatico della coesione e si annienta quello fondamentale dell’equità!

PER QUESTA RAGIONE

SI CHIEDE AL CAPO DELLO STATO:

1) di bloccare tale nefasto progetto che violerebbe gravemente i principi costituzionali della coesione dell’equità tra cittadini e territori;

2) di impedire nell’ambito delle proprie funzioni di garante della Costituzione di impedire che venga leso il riconoscimento della differenziazione delle regioni a Statuto speciale rispetto a quelle ordinarie proprio perché la specialità fu concepita dai Costituenti come elementi di riequilibrio permanente dei divari economici e sociali;

3)  di sollecitare e imporre al governo e al parlamento la piena attuazione del del Federalismo fiscale con particolare riferimento alla norma prevista all’art.22 della legge 42/2009 che prevede la misurazione e la compensazione del divario insulare;

SI CHIEDE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA:

1) di attivare tutte le procedure di impugnativa presso la Corte Costituzionale al fine di bloccare ogni processo di violazione costituzionale che lede il diritto al riequilibrio delle regioni a Statuto speciale;

2) di sollecitare anche attraverso la Corte Costituzionale la piena attuazione del Federalismo fiscale con la piena attuazione dell’art.22 della legge 42/2009 che prevede la misurazione e la compensazione del divario insulare;

3) di impugnare nanti la Corte Costituzionale ogni atto attuativo della legge 42/2009 sino a quando non sarà integralmente compiuto il processo di decretazione della legge e delle singole disposizioni in essa contenuta;


Vuoi condividere questa petizione?