Mi manchi! e se "il congiunto" risiede in altra regione? Petizione per le coppie 4​.​0

Mi manchi! e se "il congiunto" risiede in altra regione? Petizione per le coppie 4​.​0

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Francesco Papucci ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidente della Repubblica e a

Al Capo dello Stato, in qualità di garante della Costituzione, al Capo del Governo, in qualità di decisore, ai Ministri competenti, in qualità di attuatori.

Ben prima che i DPCM ci obbligassero tutti quanti a diventare, volenti o nolenti, cittadini digitali, molte persone avevano già scelto di organizzare la propria esistenza basandosi sul principio che la distanza fisica non costituisca un ostacolo insuperabile per molti aspetti della vita, sapendo di poter contare su una vasta serie di strumenti digitali e su una certa facilità ed economicità dei trasporti (alta velocità e voli low cost in primis). Tutto ciò, naturalmente, ha coinvolto, per molte persone, anche il versante degli affetti.


Ora però, tralasciando il de iure e venendo al de facto, sembra che uno degli effetti di quello che potremmo definire il "Corpus Continianeus", cioè di quella serie di norme, talvolta contraddittorie, che segnano l'avvento della dittatura degli esperti, sia quello di aver restituito una sorta di valore legale al vecchio adagio "mogli e buoi dei paesi tuoi"...


Pare infatti, -e il condizionale sembra essere l'unica chiave di lettura possibile di quel corpus normativo-,  che la grande idea partorita da quelle geniali ed esperte menti che molto pensano ma poco vivono in mezzo a noi, sia quella di proibire la mobilità trans-regionale fintanto che il famoso "R con zero", novella chimera dei nostri tempi, non raggiunga almeno quota 0,2.

Il che significa: tra un sacco di tempo.

(Si vedano, tra i tanti, questo articolo, oppure questo. Tanto per fare un esempio, la Germania, che pur va meglio dell'Italia, presenta oggi questo tasso di contagiosità, pari a 0,7. Ci rendiamo conto di che cosa vuol dire in termini di tempo arrivare a 0,2 per consentire la mobilità tra regioni?)


Bene, possiamo capire le esigenze sanitarie e che si debbano tenere sotto controllo i grandi numeri, evitando transumanze premature di cittadini da una regione all'altra. Tuttavia, nel momento in cui si profonde cotanto sforzo concettuale per definire l'accezione del XXI secolo del termine "congiunto", forse, sarebbe il caso anche di pensare al fatto che codesto amato congiunto potrebbe trovarsi in altra regione.


Chiediamo pertanto alla politica, (si badi bene, alla politica, e non agli esperti alieni provenienti dalle lontane colonie di Orione), al nostro amato e adorabilmente spettinato Presidente della Repubblica, ma anche al nostro giurista sedicente avvocato di tutti noi, nonché ai suoi ministri competenti, di aggiungere un ulteriore cavillo al corpus dipiciemmiamo, sicuramente foriero di ulteriori, dotte dissertazioni, che preveda la liceità di incontrare il proprio "congiunto" quand'anche egli, o ella, risieda in un'altra zona di questa nuova, ma antica, Italia, ormai tornata ad essere un ammasso di granducati, marchesati, ducati, contadi, per attraversare i quali si deve pagare l'obolo al solerte funzionario che ci chiede "dove andate? cosa fate? da dove venite? 1 fiorino!!!..."

Due mesi di Fase1 hanno dimostrato che i cittadini si sono fidati dello Stato molto più di quanto lo Stato si stia fidando dei cittadini, vista la scarsa percentuale di trasgressori su milioni di controlli svolti, contro la solita, inveterata, abitudine dello Stato a considerarli "colpevoli" a prescindere, e dunque meritevoli di essere oppressi dalla burocrazia del controllo (per altro, sarebbe più utile dispiegare tale controllo sui mezzi di trasporto pubblici, piuttosto che sulle strade a fermare auto private con guidatori solitari che, al più, possono contagiare l'arbre magique sullo specchietto...)

Insomma, se proprio si vuole mantenere questo delirio auto-certificativo, si aggiunga magari un punto in più al famigerato modulo, e si lascino le coppie o le famiglie 4.0, che son nate ben prima dei DPCM, libere di potersi re-incontrare, anche se abitano in regioni diverse!!!
Col tampone obbligatorio, se vogliamo, con le mascherine, coi guanti, con chi più ne ha più ne metta, ma libere di potersi rivedere.

Grazie.

 

ps: i commenti sono naturalmente ben accetti, purché non utilizzino un linguaggio osceno. Questa petizione, pur adottando il sarcasmo come strumento di comunicazione nella nota esplicativa sopra riportata, vuole essere pacifica e rispettosa di tutti. Grazie!

------ Testo della petizione ------

Al Capo dello Stato, in qualità di garante della Costituzione, al Capo del Governo, in qualità di decisore, ai Ministri competenti, in qualità di attuatori.

Egregi Signori/Signore,

Ben prima che i DPCM ci obbligassero tutti quanti a diventare, volenti o nolenti, cittadini digitali, molte persone avevano già scelto di organizzare la propria esistenza basandosi sul principio che la distanza fisica non costituisca un ostacolo insuperabile per molti aspetti della vita, sapendo di poter contare su una vasta serie di strumenti digitali e su una certa facilità ed economicità dei trasporti (alta velocità e voli low cost in primis). Tutto ciò, naturalmente, ha coinvolto, per molte persone, anche il versante degli affetti.
Famiglie con padri e madri in una regione e figli in un'altra, coppie che, pur tra mille difficoltà, riescono a vivere la propria relazione nonostante la distanza, sono molte le persone in questo paese che, improvvisamente, non trovano più quelle "fondamenta materiali", ossia la mobilità agevole, sulle quali hanno basato le loro vite e che, adesso, sentono vacillare tutto l'edificio faticosamente costruito.

Questa limitazione di libertà coivolge tutti i cittadini, ovviamente, e tutti siamo chiamati a sopportare queste misure e a contribuire, con questo sacrificio, al bene comune. Su questo non c'è dubbio.
Così come si ritiene assai sensato che il Governo abbia ritenuto di dover basare le proprie decisioni anche sentito il parere dei numerosi comitati di esperti creati allo scopo.

Tuttavia, ed è su questo punto che i firmatari della presente petizione esprimono una riserva, questi stessi esperti suggeriscono che la ripresa della mobilità trans-regionale possa avvenire non prima che l'indice di contagiosità "R zero" raggiunga un valore minore o uguale a 0,2.

Naturalmente non si mette in dubbio la validità teorica, sulla carta, sui libri, di tale suggerimento.
Dobbiamo però considerare che tale vincolo nasce per impedire il prematuro spostamento di grandi quantità di persone, soprattutto in vista della stagione mite, in un momento in cui la contagiosità del virus venga ancora considerata di una certa, anche se lieve, pericolosità.

E' questo il punto: impedire lo spostamento di grandi quantità di persone.
Ma le coppie e le famiglie separate da un confine regionale, che sono certamente molte, non sono però così tante da potersi identificare con il termine "grandi numeri".
E dobbiamo altresì considerare che, purtroppo, vi è un serio rischio di dover aspettare ancora molto tempo prima che il tasso di contagiosità scenda alla quota suggerita dagli esperti.

Allora, le vacanze possono aspettare, i fine settimana nella seconda casa fuori regione possono aspettare, le "reunion" con amici sparsi qua e là possono aspettare.
Sono cose che fanno male all'economia, ma possono aspettare, pur di arginare un pericolo maggiore.

Ma gli affetti no, quelli non possono aspettare più di tanto.
Si può chiedere una sospensione dell'affettività nel momento di massima emergenza, è certamente giusto e ragionevole.
Ma tale sospensione non può essere chiesta per un periodo troppo lungo, se il pericolo è moderatamente basso.
Sarebbe inumano, ingiusto e, crediamo, poco conforme allo spirito della nostra Costituzione.

Chiediamo pertanto che vengano urgentemente individuate e adottate delle misure tali da poter consentire la mobilità trans-regionale per coloro che abbiano un "congiunto" al di fuori della propria regione di residenza.
Con la massima sicurezza che sia possibile raggiungere, certo, ma restituendo a queste persone il diritto a poter esprimere la propria affettività.

 

 

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