Petizione per l'uso responsabile dei social da parte della classe politica

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Marco Gui
Marco Gui ha firmato questa petizione

Egregio Presidente della Repubblica, Egregi membri del governo, 
   
     al momento della nascita di questo nuovo esecutivo, vorremmo farci interpreti di una esigenza che è emersa sempre più forte nella società civile e che ha a che fare con l'uso delle tecnologie della comunicazione, in particolare dei social media, da parte dei membri del governo, del parlamento e di tutta la classe politica. 
Nella nostra attività quotidiana di genitori, insegnanti, educatori di vario genere, ci sforziamo di ragionare, fare ricerca, costruire insieme ai giovani delle buone pratiche nell'uso delle tecnologie digitali, in particolare dei social media. Negli ultimi tempi abbiamo assistito, anche da parte di esponenti del governo, a dichiarazioni online affrettate, diffusione di notizie non verificate e soprattutto all'uso di un discorso d'odio che certamente non fa bene al nostro Paese. Tali pratiche sono state talvolta in palese contraddizione con i più basilari principi di rispetto della persona, ma anche del confronto e dialogo tra posizioni diverse, che gli educatori cercano di veicolare nelle scuole, in famiglia e nelle altre realtà formative.
La nostra Costituzione - sui cui i ministri giurano - all'art. 54 recita "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge." E' chiaro che tali disciplina ed onore, nella società attuale, comportano anche un rapporto con la comunicazione digitale che sia di esempio per i cittadini.
Chiediamo, innanzitutto, che il giuramento prestato dai componenti del governo sia d'ora in poi consapevole anche della valenza che ha oggi questo richiamo costituzionale. 
Crediamo poi che un impegno formale di uso responsabile dei media, in primis da parte dei membri del governo, sarebbe un piccolo passo avanti nella costruzione di una sfera pubblica più civile, sana e produttiva. In particolare, la sottoscrizione pubblica di un impegno (per esempio quello già ben articolato nel Manifesto della Comunicazione non Ostile https://paroleostili.it/cambiostile) rappresenterebbe uno sprone per tutta la classe politica, dai consiglieri di quartiere ai parlamentari di ogni schieramento.
Ci auguriamo che questo vostro impegno possa aiutare tutta la società civile, e in particolare gli educatori, ad acquisire più forza per il proprio lavoro quotidiano. 
Sicuri di una Vostra attenzione a questo importante tema, porgiamo cordiali saluti

 

Gianna Cappello, Presidente MED (Associazione Italiana per l'Educazione ai Media e alla Comunicazione)

Pier Giuseppe Rossi, Presidente SIREM (Società Italiana di Ricerca sull'Educazione Mediale)

Marco Gui, Direttore "Benessere Digitale" (Centro di Ricerca sulla qualità della vita nella società in Rete), Università di Milano-Bicocca

Rosy Russo, Presidente Associazione Parole O_Stili

Piermarco Aroldi, Direttore OSSCOM (Centro di Ricerca sui Media e la Comunicazione), Università Cattolica di Milano

Pier Cesare Rivoltella, Direttore CREMIT (Centro di Ricerca per l'Educazione ai Media, all'Informazione e alla Tecnologia), Università Cattolica di Milano

Giovanni Boccia Artieri, Direttore LaRiCA (Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata), Università di Urbino Carlo Bo

Paolo Ferri, Direttore del Laboratorio Informatico di Sperimentazione Pedagogica e Psicologica, Università di Milano-Bicocca e Vice presidente SIEL (Società italiana di Elearning)

Alberto Pellai, Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Milano

Guido Gili, Presidente SISCC (Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura, Comunicazione)

Ernesto Caffo, Presidente "Telefono Azzurro"

Marco Fasoli, fondatore progetto "Digitale Responsabile"

Andrea Garavaglia, Università degli Studi di Milano

Giovanni Ziccardi, Informatica Giuridica, Università Statale di Milano