Abrogazione della L.107/2015 "La Buona Scuola" per incostituzionalità

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 La nostra nazione sta vivendo uno dei momenti più bui dal dopoguerra in poi.

Un governo non eletto direttamente dal Popolo ha prodotto un Disegno di legge che viola apertamente molti articoli della Costituzione Italiana, trasferisce impropriamente competenze tra diverse istituzioni scolastiche in modo dittatoriale, e riduce di fatto i docenti italiani a dei servi della gleba.

Tutto ciò è intollerabile ed inaccettabile.

Scriveva Vincenzo Cuoco: “Senza l'istruzione, le migliori leggi restano inutili.”

Quali cittadini potranno essere mai formati, senza conoscenza, consapevolezza e senso critico?

Il grande Piero Calamandrei sottolineava a tal proposito che: “Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.”

Forse tutto questo può essere ulteriormente sottolineato dalle parole di Italo Calvino, il quale scriveva: “Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere. “

Dobbiamo accettare che costoro possano distruggere tutto ciò che di bello ed importante esiste nel mondo dell'istruzione pubblica italiana?

Permettetemi una piccola osservazione personale.

Sono trentasei anni che insegno e, alla soglia dei sessant'anni, non ho perso neanche una briciola del mio entusiasmo iniziale. Amarezze, disillusioni e sconfitte non mi hanno piegato, anzi, hanno creato un “effetto volano” che mi ha sempre dato la forza di reagire con veemenza a tutto quello che – negli anni – si è criminalmente perpetrato a danno della scuola pubblica italiana.

Questa volta però il golpe che si vorrebbe portare a compimento è talmente grave da avere il potere di distruggere tutto ciò per cui io e tanti altri colleghi abbiamo lottato e combattuto. Mi riallaccio da qui ad un documento ricevuto in rete che mi è stato confermato essere la sintesi dei punti esposti dal magistrato Ferdinando Imposimato, strenuo oppositore al Ddl 2994: proverò ad apporre delle piccole modifiche a questi punti, di volta in volta, solo allo scopo di corroborarne ulteriormente il senso.

Il Ddl scuola 2015 si configura come anticostituzionale.

Il Ddl 2994, conosciuto con la semplice denominazione di DDL scuola, presenta i seguenti punti che palesemente violano quanto stabilito dalla Costituzione italiana: 

1. Disparità tra docenti e il resto del pubblico impiego, dove tutti hanno diritto ad avere un posto fisso, mentre i docenti (quando le cose vanno bene) avrebbero al massimo diritto ad un contratto triennale rinnovabile;

2. Il ruolo del docente non può essere valutato da genitori ed alunni, in quanto questi non hanno le competenze necessarie per farlo. Entrerebbero in gioco conflitti di interesse. Lo stesso discorso è valido per il POF, la cui competenza spetta al Collegio dei Docenti e NON al Consiglio d'Istituto;

3. L'insegnante è un lavoratore non subordinato, in virtù della libertà d'insegnamento stabilita dalla Costituzione. Con la riforma sarebbe soggetto al ricatto di dirigenti, famiglie e studenti, che poi potranno valutarlo e premiarlo in base ai propri gusti;

4. I Decreti Delegati stabiliscono che le norme relative alla scuola, siano sottoposte al parere del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), mentre il Ddl in questione lo esclude;

5. L'articolo 97 della Costituzione stabilisce che 'nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante pubblico concorso', al fine di garantire l'imparzialità nelle assunzioni. Ma con la possibilità di assumere anche docenti non abilitati nei ruoli specifici, questo verrà a mancare;

 6. La Costituzione prevede di non confondere le scuola statali con quelle paritarie, per cui il contributo annuo di 460 milioni di euro a queste strutture, più altri 250 milioni di euro di contributi regionali e comunali, sono fuorilegge. In queste scuole si pagano già rette salatissime.

Questi punti costituiscono il cuore della questione sul piano legale ed amministrativo, ma non dobbiamo esaurire qui la cosa: sarebbe un gravissimo errore.

E' la conoscenza, il sapere, il senso critico, una visione consapevole individuale e globale che la scuola insegna e persegue a tormentare i sogni di quanti vorrebbero annientarla, come sottolineato da tanti illustri personaggi. Questi motivi devono costituire il nucleo fondante di una protesta che deve estendersi ben oltre il mondo della scuola, affinché la “società” in cui viviamo possa minimamente ambire a definirsi “civile”.

Diceva Socrate: “Sono Greci coloro i quali ricevono la nostra educazione.”

Facciamo in modo che questa evoluzione del pensiero e dell'umanità continui, senza essere asservita agli ignobili scopi di oscuri affaristi, che mirano solo a distruggere, e non a creare.

Purtroppo, dopo il placet del Presidente della Repubblica, ho dovuto constatare che la democrazia in Italia è inesistente, visto come vengono calpestate, con arroganza e violenza, le giuste proteste di una categoria - quella dei docenti - che costituisce il futuro e la speranza di riscatto della nostra nazione.

L'assoluta mancanza di dialogo non farà che inasprire il confronto che, sappiatelo, rimarrà serrato ed aspro fino alla fine.

Pertanto, come cittadino e docente, chiedo a Voi di dichiarare illegittima la L.107/2015 "La Buona Scuola" e di instituire una commissione d'inchiesta che indaghi e persegua quanti si sono prestati nel perpetrare questo piano per distruggere la scuola pubblica italiana.

In fede, da cittadino ma non da suddito

Prof. Giancarlo Sica



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