A sostegno delle donne

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Noi, le donne, con sgomento e rabbia assistiamo, nel nostro Paese, a quella che sembra essere una sistemica e progressiva involuzione riguardo alla sua componente femminile; sistemica perche' a partire dal livello individuale, con lo sfociare in crescenti insulti e violenze verso le donne, lo spregio verso la donna in quanto tale (non si puo' piu' infatti parlare di semplice insensibilita') si infiltra nei media, nel sistema educativo, finanche nelle istituzioni stesse che Loro rappresentano e costituiscono.
Le evidenze di tale dolorosa regressione sono numerose e quotidiane:
- nei continui tentativi di riaffermare un modello di societa' retrivo e discriminatorio, in cui la donna e' relegata ad un ruolo mai realmente paritario;
- nel 'contro-argomentare' che reagisce alla violenza sulle donne con una retorica di colpevolizzazione delle stesse;
- nello scadimento del dibattito politico che immancabilmente carica l'interlocutore femminile di pesanti e sguaiati improperi a sfondo sessuale, quale che sia il tema discusso;
- nel tentativo serpeggiante di riportare le norme che tutelano le donne allo stato di almeno quarant'anni fa;
- nell'avvalorare e diffondere modelli stantii di ruolo femminile nei mezzi di comunicazione di massa (con poche lodevoli eccezioni);
- nel tepore annacquato con cui le istituzioni reagiscono alle denunce, e finanche agli esiti drammatici della violenza sulle donne (la quale, molto piu' e molto prima che da stranieri, e' perpetrata dentro italianissime case, famiglie, relazioni), a meno che siano utili a propaganda razzista;
- nel mancato o insufficiente sostegno, di cui correntemente si legge, alle associazioni che aiutano le vittime of comunque le donne in difficolta';
- nel mancato o insufficiente sostegno alle donne che scelgano di avere figli, allevarli, prendersene cura (sostegno che dovrebbe concretizzarsi tramite reti di servizi e agevolazioni, anche in ambito lavorativo), ma anche alle donne che scelgano diversamente (vedi i recenti attentati a leggi come la '194').
L'Italia ha vantato e vanta donne che hanno saputo affermarsi in ogni campo, malgrado la mentalita' retriva con cui dobbiamo quotidianamente scontrarci, purtroppo, negli ultimi tempi la lotta sta diventando sempre meno sostenibile.

CHIEDIAMO quindi il Loro impegno a:
- l'immediata ed energica esecrazione di ogni espressione discriminatoria e sessista nella vita pubblica, specie se proveniente da esponenti politici;
- il potenziamento ed il sostegno, finanziario ed istituzionale, alle organizzazioni che difendono, proteggono ed aiutano le donne in difficolta';
- l'attuazione di campagne di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado e nei mezzi di comunicazione pubblica;
- l'istituzione di tavoli di raccordo con magistratura e forze dell'ordine per potenziare l'efficacia delle leggi su femminicidio e stalking in modo capillare e continuato;
- l'istituzione di tavoli di contrattazione con le parti preposte per la riduzione delle discriminazioni sul lavoro, in primis (ma non solo) quella salariale;
- la effettiva protezione della maternita' tramite sostegni alle madri, in particolare riguardo agli asili-nido e agli sgravi fiscali sugli indispensabili costi che la maternita' comporta;
- la riduzione della aliquota IVA sui prodotti commercialli indispensabili ad uso femminile (cosiddetta "tampon tax", che e' ad oggi molto piu' alta di tanti altri prodotti non necessari);
- l'elaborazione di una soluzione sistemica alla carenza di personale non obiettore nelle strutture sanitarie preposte, al fine di garantire l'appllicazione delle leggi vigenti ("194") su tutto il territorio.