No al programma di estrazione degli idrocarburi in Grecia

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Save Greek Seas
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Siamo a conoscenza della concessione, da parte dello Stato greco, di zone terrestri e marittime a compagnie petrolifere per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi.

In particolare, è prevista la consegna alle compagnie Exxon Mobil, Total, Energean, EL.PE., Edison e Repsol di 17.000 km2 di aree terrestri nella regione dell’Epiro e nel nord-ovest del Peloponneso, e di un’area marittima di circa 60.000 km2 che si estende dalle isole ioniche fino alla costa meridionale di Creta. Inoltre, è già in corso una gara d’appalto per la concessione di oltre 32.000 km2 di superficie marittima.

Queste aree possiedono caratteristiche geografiche e geomorfologiche particolari (la Fossa Ellenica, in cui si trova il punto più profondo del Mar Mediterraneo; l’Arco Ellenico, che costituisce una delle regioni più sismiche d’ Europa) e includono differenti ecosistemi. A titolo d’esempio, è opportuno ricordare che i mari della Grecia sono l’habitat naturale di alcune tra le specie di flora e fauna più rare e a rischio di estinzione del Mediterraneo (balenottere comuni, capodogli, zifidi, delfini, tartarughe marine e foche monache) e che, per alcune di esse, queste regioni costituiscono un punto di riferimento per la propria sopravvivenza. Di fatto, sono 56 le riserve naturali totalmente incorporate nei “blocchi” destinati alle compagnie petrolifere e 136 quelle parzialmente incluse.

Da migliaia di anni, le acque dell’Epiro e dei mari Ionio e di Creta sono d’importanza vitale per gli abitanti della regione e, ancora oggi, esse costituiscono una parte fondamentale del nostro patrimonio naturale e culturale. Si tratta di luoghi conosciuti in tutto il mondo per la loro belleza naturale e noi dobbiamo preservarli per le generazioni future.

Consapevoli del fatto che le conseguenze delle perforazioni e dell’estrazione di idrocarburi sono catastrofiche e probablemente irreversibili per l’ambiente e le società locali, come cittadini della Grecia e del mondo, noi dichiaramo che non vogliamo correre questo rischio.

La comunità scientifica internazionale (IPPC) ci esorta, se vogliamo salvaguardare la vita sul pianeta Terra, non solo a fermare le perforazioni di combustibili fossili ma anche a cessare, immediatamente, di essere dipendenti da questi. Di recente, 200 paesi – tra cui la Grecia – hanno stabilito di ridurre della metà le emissioni di gas a effetto serra da adesso fino al 2030, per eliminarle del tutto entro il 2050 (Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici). Qualsiasi progetto relativo a nuove ricerche ed estrazioni di petrolio e gas naturale contrasta con le conoscenze scientifiche moderne e i bisogni della nostra epoca.

Mediante la presente petizione, dichiaramo la nostra opposizione a progetti ispirati a idee ormai superate come la concessione di zone terrestri e marittime alle compagnie petrolifere e chiediamo al governo greco di riflettere sulle responsabilità che gli corrispondono così da abbandonare definitivamente il programma di estrazione degli idrocarburi.

Firma la petizione e aiutaci a fermare un crimine preannunciato.

Per saperne di più Save Greek Seas