Difendiamo le scuole aperte in Sicilia!

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In seguito all’ordinanza regionale n.5 dell’8 gennaio 2021 che prevede la chiusura temporanea anche delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il Comitato “Difendiamo le Scuole Aperte a Ragusa” si sente in dovere di esprimere il proprio dissenso rispetto alle decisioni del Presidente della Regione Sicilia.

PREMESSO CHE

L’incremento quotidiano dei contagi all’interno della regione risulta più che raddoppiato in seguito al periodo di vacanze natalizie, in cui la scuola è rimasta chiusa (In data 22/12/2020 l’incremento era di 894 casi al giorno, mentre in data 08/01/2021 è di ben 1842 casi, come riportato dal Ministero della Salute), dato che rende evidente che la scuola non è fra i luoghi di maggior contagio, anzi: in moltissimi casi, anche in presenza di alunni positivi, il virus non si è diffuso all’interno dei gruppi classe, a riprova del fatto che le misure di sicurezza e distanziamento attuate si sono dimostrate efficaci.
Per ciò che concerne l’Anno Scolastico 2020/201, il Governo Nazionale ha scelto di dare priorità alla scuola, mantenendo aperte almeno le primarie e il primo anno delle secondarie di primo grado persino nelle regioni rosse. La Sicilia è attualmente una zona arancione, il che rende ancora più incoerente e illegittima la chiusura delle scuole in un contesto in cui è possibile dedicarsi a occupazioni non primarie come lo shopping nei centri commerciali, nei mercati rionali ed altre attività ricreative.
Il Diritto all’Istruzione ha un’importanza fondamentale, al pari di quello alla Salute, e deve essere tutelato con scelte ponderate e ragionevoli, a differenza dell’evidenza di ciò che sta accadendo. “Salute” non è da intendersi soltanto come assenza di malattia ma nella sua accezione più ampia di “benessere” psicofisico, di cui i bambini hanno particolarmente bisogno, in quanto da mesi non possono svolgere alcuna attività extrascolastica (ludica e/o sportiva) e la scuola rimane l’unico luogo in cui hanno ancora “il loro piccolo spazio vitale”.
Lungi dal voler sottovalutare la situazione sanitaria attuale, riteniamo più efficaci misure mirate e localizzate, distinguendo eventuali zone rosse, caratterizzate da particolari condizioni di urgenza e necessità, da chiudere in maniera temporanea, piuttosto che bloccare l’intero territorio regionale.
Riteniamo importante sottolineare che la DAD non può e non deve in alcun modo ritenersi sostitutiva della didattica in presenza, fatta non solo di nozionismo ma anche e soprattutto di relazioni e socialità, che i bambini sono riusciti a sviluppare pur nel rispetto delle numerose limitazioni imposte dalla situazione attuale, rendendosi modelli esemplari di comportamento anche rispetto agli adulti.
Pur non essendo contrari di principio alla DAD, necessaria in particolari casi emergenziali (positività accertate in classe, quarantene e zone particolarmente colpite), vediamo in questo strumento molti limiti anche dal punto di vista didattico, in quanto l’offerta formativa viene notevolmente ridotta e penalizzata, compromettendo quindi il regolare sviluppo di quanto previsto dalle linee guida nazionali in materia di istruzione.
In questo contesto, riteniamo particolarmente irragionevole avere aperto le scuole per due giorni e non aver avuto nessun preavviso sull’imminente utilizzo della DAD, creando in tal modo gravi disagi a dirigenti, personale scolastico e famiglie, in particolar modo in presenza di bambini piccoli, famiglie numerose e genitori lavoratori.

CHIEDIAMOIl rientro immediato in classe degli studenti di ogni ordine e grado, in particolare della primaria e delle prime classi della secondaria di primo grado, la cui apertura è stata garantita dalle decisioni ministeriali e governative nazionali.

Chiediamo inoltre che lo strumento della DAD venga inteso e utilizzato solo in via temporanea ed eccezionale in casi di particolare emergenza o all’interno di zone dichiarate ad alto rischio.