no alla Covid - fiera a Civitanova marche

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Diciamo no alla realizzazione dei 100 posti Covid all'interno degli spazi della nuova fiera di Civitanova marche.

I sottoscrittori di questa petizione, tutti per scelta personale e per senso civico, intendono dissentire dalla decisione improvvida, inutilmente dispendiosa e, tra l'altro, più volte modificata, di realizzare all'interno della Fiera di Civitanova i 100 posti letto.

Quella che doveva essere realizzata,  come previsto nella delibera della giunta regionale, era una struttura per le terapie intensive sulla base di una previsione che, fortunatamente non si è realizzata, dell'estensione nel sud delle Marche dell'epidemia. La stessa è oggi invece diventata, per autonoma dichiarazione del Presidente della Regione, un ospedale che dovrebbe servire a liberare tutti gli altri presidi regionali dai pazienti ricoverati per coronavirus.

Pensare ad una struttura che diventi a lungo termine,  in un'area come quella della Fiera,  è un qualcosa che il normale buon senso eviterebbe.

La struttura d'urgenza poteva e doveva essere collocata nell'ala attualmente inutilizzata dell'Ospedale già esistente a Civitanova. La realizzazione di una struttura che storicamente ha un nome ben preciso e che è destinata a rimanere molto più a lungo rispetto ai  due mesi inizialmente previsti per le terapie intensive  deve imporre riflessioni e scelte differenti: non può e non deve essere collocata a venti metri di distanza da uno dei centri commerciali più grandi della Regione e del centro Italia,  a dieci metri dal palazzetto dello sport che ospita i campioni di Italia, d'europa e del mondo della Lube, a cento metri da una serie di attività commerciali storicamente radicate e da un importante snodo di collegamento con l'autostrada e la superstrada.

I 12.000.0000,00 di euro - o quelli che saranno raccolti - dovrebbero essere spesi, nella massima trasparenza,  per implementare, accrescere, migliorare e conservare la fruibilità e qualità dei servizi  ospedalieri già erogati dalla struttura di Civitanova ad un bacino di utenza sempre più in crescita.

Intendiamo pertanto avvertire formalmente il decisore finale - cioè il Presidente della Regione Marche - del gravissimo rischio sanitario, economico e sociale,  cui espone, con questa scelta,  quello che è il cuore pulsante più frequentato e più attivo della zona calzaturiera più importante d'Italia. 

Nessuno vuole sottrarsi al dovere di solidarietà ma occorre seguire una strada diversa, più sensata ed usare la massima trasparenza.