Riassegnare la scorta ad Antonio Ingroia

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Chiediamo al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di ripristinare la scorta al Dott. Antonio Ingroia.

In data 20 aprile, 15 giorni dopo la sentenza sulla trattativa Stato-Mafia, si è verificato un episodio singolare e preoccupante, nel silenzio assordante dei media e delle istituzioni, ai danni del Dott. Antonio Ingroia.

In questa data, al Dott. Ingroia veniva recapitata una lettera con la quale l’UCIS (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza personale), d’intesa con il prefetto di Roma, valutava la non sussistenza di “una concreta e attuale esposizione a pericoli o minacce” nei confronti dell'Ingroia e per questo gli veniva revocata la scorta.

L’ex magistrato, sotto scorta dal 1991 (periodo nel quale lavorava a fianco di Paolo Borsellino), ha istruito il processo sulla trattativa che in seguito è stato diretto dai PM Di Matteo, Tartaglia e Del Bene.

Nel tempo è più volte cambiata l’intensità della protezione, passando dal secondo al quarto livello di rischio e negli ultimi anni si era ridotta a soli due uomini che lo scortavano però in tutti i suoi spostamenti.

Il 16 maggio Ingroia scrive all'allora ministro dell’Interno del governo Gentiloni, Marco Minniti, e al capo della Polizia, Franco Gabrielli. Ingroia non contesta la scelta dell’Ufficio interforze, non discute la decisione presa dagli organi che hanno la competenza ma anche la responsabilità di quella scelta, ci tiene però a lasciare traccia scritta che non solo è rimasto sorpreso dalla decisione, ma anche che non la condivide.

Questa situazione comporta per l’ex magistrato una situazione di isolamento preoccupante che potrebbe essere interpretato dalle organizzazioni mafiose ed in particolare dai boss delle cosche (Messina Denaro, Bagarella e i fratelli Graviano), che dallo stesso sono stai perseguiti, come un segnale di abbandono e di isolamento da parte dello Stato.

Situazione dimostrata da alcune intercettazioni ambientali, come quella in carcere a Totò Riina, prima della sua morte, che definiva Ingroia “il re dei cornuti”, mentre raccontava al suo interlocutore la condanna a morte decretata per Di Matteo.

Anche il Dott. Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto di Reggio
Calabria, ha dichiarato che durante un interrogatorio Marco Marino, collaboratore di giustizia, ha spiegato che Cosa nostra e la ’ndrangheta avevano insieme condannato a morte Ingroia con il proposito di farlo saltare in aria con venti chili di esplosivo. L’attentato non c’è stato, ma i mafiosi, si sa, difficilmente revocano le condanne a morte.

Antonio Ingroia è in pericolo non solo il passato di magistrato, ma anche il presente di avvocato di parte civile e difensore di collaboratori di giustizia in processi di mafia in corso. Come quello per l’uccisione di due carabinieri, Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, uccisi nel 1994.

L'ex ministro Minniti ha passato la palla al capo della polizia e al nuovo governo.
Il 4 giugno Ingroia ha scritto una nuova lettera al nuovo ministro dell'interno, Matteo Salvini, e nuovamente il 21 giugno una ulteriore lettera a Salvini ed al sottosegretario all'interno Carlo Sibilia con la richiesta di essere ricevuto per spiegare di persona. Nessuna risposta.

Attualmente gli è stata assegnata una “protezione di vigilanza dinamica a orari convenuti”: se comunica per tempo via email quando esce di casa, per quell'ora arriva un’auto della polizia che si piazza sotto casa. Una protezione, ritenuta dagli esperti, del tutto inefficace, in presenza di pericoli seri.

“Ci sono personaggi della politica che restano sotto scorta” ricorda Nino Di Matteo, “e alcuni da anni non hanno più alcun ruolo pubblico. Ingroia invece è lasciato senza protezione”. I nomi non li fa, ma non sono difficili da intuire: Maria Elena Boschi, Massimo D’Alema, Nichi Vendola e tanti altri sono protetti da una scorta.


Antonio Ingroia, colui che ha dato il via alle indagini sui rapporti incestuosi tra mafia e Stato, è invece lasciato solo.

Riassegnate una scorta al Dott. Antonio Ingroia



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