PETIZIONE CHIUSA

basta con il petrolio in lucania - impugnare gli accordi del 1998 con ENI

Questa petizione aveva 67 sostenitori


TESTO

"I sottoscritti cittadini lucani non residenti, i cittadini italiani ed europei, preoccupati dalle allarmanti notizie che provengono dalla Val d’Agri in merito all’inquinamento conclamato delle matrici ambientali derivanti dalle attività di estrazione e trattamento di idrocarburi,
                                                      chiedono
alle autorità regionali la messa in mora e l’impugnativa degli accordi sottoscritti nel 1998 con la compagnia ENI e l’avvio immediato di ogni conseguente azione legale di risarcimento e riparazione avverso la stessa compagnia per la tutela degli interessi della comunità lucana e del suo territorio."

impugnare da parte della regione Basilicata, contraente, a norma dell'art.1453 cod. civile gli accordi con ENI del 1998 sull'estrazione di idrocarburi in Val d'Agri significa cancellare una pessima esperienza per questa piccola eppure così appetita regione

una pessima esperienza che finora si è concretizzata in tante zone d'ombra rispetto ai controlli ambientali, di sicurezza e di processo produttivo, da minare ogni fiducia nella volontà di trasparenza e rispetto degli accordi della compagnia, fino a giungere al caso conclamato di inquinamento che, partito da agosto 2016, da uno dei 3 serbatoi non provvisti di doppio fondo del centro olio di Viggiano e denunciato solo a gennaio dopo l'allarme di un gestore di un depuratore esterno, ha riversato nelle falde sotto l'impianto oltre 400 tonnellate di greggio, ma qualcuno ipotizza molte di più, che rischiano di finire nel lago del Pertusillo e di lì negli acquedotti della regione e della Puglia

ad oggi, senza neppure avere terminato la bonifica, la compagnia vuole riaprire l'impianto dopo aver provveduto alla costruzione dei doppifondi

aiutaci a costruire un muro di firme di residenti e non residenti contro questo sfruttamento criminale di una risorsa è dello Stato, ma la cui estrazione e trattamento avviene in un territorio, la Basilicata, che non deve diventare un luogo franco per una multinazionale i cui metodi da noi hanno rivelato uno stampo coloniale

la petizione, riservata ai lucani non residenti ed ai cittadini italiani ed europei, verrà consegnata insieme a quella cartacea riservata ai residenti, ai sensi dell'art.14 dello Statuto della Regione Basilicata al Presidente del Consiglio Regionale ed al Presidente della Giunta per manifestare la volontà dei cittadini di "chiudere" questa esperienza nefasta che, se non fermata, sarebbe l'anticamera della completa sottomissione di una regione d'Italia allo strapotere arrogante di ENI

vi ringrazio di cuore per ogni firma la vostra sensibilità vorrà apporre a questa petizione

  • miko somma

 



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