DICIAMO NO ALLA LEVA MILITARE OBBLIGATORIA

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Si parla di riproporre l'obbligo alla leva militare, di farne una proposta di legge.

l'Italia è un paese che parla di pace. Nelle scuole sono state introdotte programmazioni mirate a sostenere la cultura della pace, non possiamo rendere obbligatoria la pratica della guerra. I giovani hanno bsiogno di esempi più che di parole, e se vogliamo che un giorno costruiscano mondi di pace dobbiamo darglieli. Nel 2005 l'Italia ha deciso di eliminare una legge che obbligava tutti i giovani, tra i 18 e i 32 anni, a lasciare tutto quello che stavano costruendo fino al giorno prima per imbracciare le armi. Volenti o nolenti. In accordo o in disaccordo, e l'obiezione di coscienza veniva considerata quasi alla stregua di un "reato". Il servizio civile, quale scelta alterernativa, non era nemmeo garantito perchè soggetto ad una restrizione numerica, pertanto capitava spesso che, anche chi non voleva impugnare le armi, venisse di fatto obbligato a farlo. Quando uno Stato si impone in maniera così radicale su temi etici e morali entra in una modalità di regime che non dovrebbe più trovare spazio nell'ottica di una coscienza civile moderna, e dovrebbe essere ritenuta oggettivamente barbara. Tanto meno vogliamo dimenticarci dei troppi giovani che a seguito della leva militare imposta si sono suicidati o hanno riportato conseguenze psichiche. E su questi argomenti non si accettano banalizzazioni statistiche, fosse stato anche un solo giovane a morire o a soffrirne fino ad ammalarsi, sarebbe già più che sufficiente. Ma sappiamo bene che sono stati tanti di più. Il fenomeno del nonnismo, tollerato in ambito militare quale inziazione e viatico per il buon soldato, non è mai stato punito quanto avrebbe meritato e ancora oggi la cultura del machismo in certi ambienti militari, anche volontari, produce vittime che non ricevono giustizia. Ne sono riprova i tanti casi di cronaca rimasti ancora oggi insoluti o insabbiati. Considerato che viviamo in un periodo in cui il bullismo rappresenta un  fenomeno in crescita, cui non si riesce a far fronte nemmeno nelle strutture scolastiche, non è possibile immaginare quale ulteriore aggravante questo problema potrebbe rappresentare nella vita di una caserma tra giovani che non hanno nemmeno scelto autonomamente di frequentarla. La cultura di pace si dimostra nella sua pratica e deve tradursi in esempi concreti ad opera degli adulti che hanno enormi responsabilità nell'educazione delle generazioni future. Non ci si può limitare  a  prescriverla nelle paginette delle antologie scolastiche, a decantarla nelle giornate di commemorazione alle vittime o nei salotti radical chic. Cominciamo davvero a combattere quei modelli di prevaricazione, di imposizione con la forza e con la violenza, quel bullismo che poi siamo bravi solo a condannare nei nostri ragazzi, incapaci di comprenderne la genesi, chiedendoci stupiti perchè, come sia stato possibile che siano cresciuti così. Nessuno vuole imporre il proprio pensiero. Chi ancora vuole fare il soldato, chi ancora vuole utilizzare le armi e sparare lo faccia, sia libero di sceglierlo ma allo stesso modo sia libero di scegliere chi, anche  a seguito di un proprio percorso, o in accordo con la propria etica e morale, non voglia farlo, e che nessuno debba subire alcuna imposizione di Stato.

DICIAMO NO ALLA LEVA OBBLIGATORIA.

"La voce di nessun uomo potrà mai giungere dove giunge la sottile, silenziosa voce della coscienza." M. Gandhi



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