Estensione (DIS-COLL) a dottorandi XXIX ciclo (con borsa) e assegnisti di ricerca 2016/7

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Signor Presidente, Signori Ministri,

Dopo la Camera, anche il Senato si appresta ad approvare l’estensione dell’indennità DIS-COLL ai dottorandi con borsa e agli assegnisti di ricerca. Grazie all’impegno di ADI e di FLC-CGIL, che in questi lunghi mesi hanno efficacemente promosso la campagna #perchénoino? e la petizione #ricercaèlavoro, è stato possibile raggiungere questo importante obiettivo, che tuttavia vede ancora esclusi tutti i colleghi che concluderanno il proprio rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2017. Il provvedimento attualmente in votazione in Parlamento prevede, infatti, che l’estensione della DIS-COLL interessi esclusivamente i lavoratori che vedranno esaurire il proprio contratto di collaborazione (sia borsa che assegno) a partire dal 1° luglio 2017. 

Purtroppo, dunque, i dottorandi iscritti al XXIX ciclo (di cui molti in attesa della discussione) e gli assegnisti di ricerca che hanno versato contributi alla Gestione Separata INPS nell’anno accademico 2016/2017, continuano a lavorare all’interno degli Atenei senza borse né tutele, svolgendo spesso ruoli di sostegno alla didattica fondamentali e facendosi anche carico di oneri non strettamente legati al proprio lavoro di ricerca. 

Vogliamo ribadire con forza che il nostro lavoro può e deve essere riconosciuto, valorizzato e tutelato come tale. 

Pertanto chiediamo che:

1. Anche a noi sia permesso presentare la domanda di DIS-COLL, in deroga al vincolo dei 68 giorni dalla cessazione del contratto entro i quali, secondo la normativa vigente, è possibile depositare domanda di DIS-COLL stessa;
2. Alternativamente, ci sia concesso di presentare domanda di DIS-COLL a partire dal 1° luglio 2017, in virtù dei contributi maturati e versati alla Gestione Separata INPS nell’anno 2016, cioè nell’anno solare di riferimento per il calcolo dell’indennità DIS-COLL;
3. Si estendano con urgenza le tutele previste dalla nuova normativa anche a quanti hanno appena concluso o stanno per concludere la propria collaborazione con l’Università e che quindi si trovano per primi ad affrontare la precarietà della disoccupazione.

Vogliamo infine ricordare che in Italia i contratti dottorali e gli assegni di ricerca hanno inizio in momenti diversi dell’anno, sulla base di tempistiche dettate dalle esigenze dei diversi Atenei ed Enti di ricerca. Per questo il termine del 1° luglio introdotto dalla nuova normativa risulta iniquamente costrittivo e non rispondente alle reali necessità dell’attività di ricerca, poiché impedisce di garantire una vera continuità di reddito ai ricercatori precari e ostacola di fatto il principio di uguaglianza, sancito dall'art. 3 della Costituzione.

Riteniamo dunque che calcolare l’indennità DIS-COLL con riferimento ai contributi versati nell’anno solare 2016, e non al vincolo arbitrario del 1° luglio, sia un ulteriore importante passo per superare le discriminazioni fra i lavoratori della ricerca ed estendere tutele e diritti a tutti i ricercatori precari.
 



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