No alla prescrizione decennale delle cartelle esattoriali

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Non bastano le leggi fatte da un solo articolo centinaia di commi.

Non basta il linguaggio incomprensibile e ambiguo, i continui rimandi ed rinvii ad altre norme.

Oggi l'attacco allo Stato di Diritto viene dalle cosiddette norme di interpretazione autentica, le uniche consentono di ottenere effetti retroattivi.

Infatti il Governo sta studiando la possibilità di inserire nella prossima legge di stabilità una norma che allunga a 10 anni il tempo entro il quale il fisco può recuperare il bollo auto.

La legge (Art. 5, co 51, Dl 953/1982.) stabilisce che il bollo auto si prescrive in tre anni: per esempio se non abbiamo pagato un bollo che scadeva il 1 gennaio 2017 il fisco potrà recuperare il mancato versamento fino al 31 dicembre 2020.

La questione diventa più complessa quando il bollo non versato vieni iscritto a ruolo e l’agente della riscossione ci notifica la cartella esattoriale. Che scadenza avrà la cartella esattoriale?

Secondo le Sezioni Unite della Corte di Cassazione la cartella esattoriale si prescrive nello stesso termine del bollo auto, vale a dire dopo tre anni dalla notifica.

In passato c'erano state delle sentenze che avevano stabilito una prescrizione più lunga, ma oggi l'unico principio applicabile è proprio quello più favorevole al contribuente.

La storia si ripete: come per l'anatocismo bancario, demolito dai giudici e ripristinato dal legislatore, così anche la prescrizione in cui è incorso il fisco viene cancellata con una norma retroattiva.

Staremo a vedere se questa norma verrà approvata, per adesso basti pensare che il mancato pagamento del bollo si prescriverà in un termine maggiore rispetto al reato di truffa.



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