Basta con le prevaricazioni sui bambini: il ministro Grillo si deve dimettere

0 have signed. Let’s get to 500!


Dal giorno 11 marzo, tutti i bambini degli asili nido e delle scuole materne devono essere vaccinati; lo stesso per i ragazzi delle scuole medie fino a 16 anni, salvo il pagamento di una sanzione da 500 euro. I bambini non vaccinati sono già oggi esclusi dalle scuole, grazie all’impegno dell’associazione nazionale presidi mai come oggi così solerte a far rispettare una legge dello Stato.

L’obbligo vaccinale ha suscitato molte critiche, perché imposto nella totale assenza di epidemie, senza tener conto delle controindicazioni dei vaccini già molto evidenti, della loro capacità di prevenire le malattie, in molti casi dimostratasi scarsa o nulla, del rischio di essere fattori di diffusione della malattia anziché di contrasto, della assenza delle necessarie analisi mediche individuali, delle analisi delle conseguenze dei metalli contenuti, dell’effetto di tanti vaccini somministrati contemporaneamente. (1)

Il ministro Grillo parla oggi di una nuova legge, che dovrebbe sostituire l’obbligo generalizzato di vaccinazione con obblighi più specifici legati a situazioni di epidemie; ma intanto ribadisce l’obbligo generalizzato di vaccinazione contro il morbillo. Sembra un contentino dato a larghi settori del suo partito che si sono mobilitati contro la legge Lorenzin quando il danno è stato già fatto.

Il ministro Grillo poteva cancellare la Legge Lorenzin in attesa del varo della nuova legge, o sospenderne l’applicazione come da più parti richiesto: ha invece scelto di imporre la vaccinazione a milioni di bambini, anche se, come dimostra il progetto di una legge ben diversa, non vi credeva. Ribadisce, in varie interviste, di preferire la strategia della convinzione rispetto a quella della coercizione, ma intanto ha espulso dalla scuola i bambini non vaccinati.

La stessa vaccinazione per il morbillo lascia molti dubbi, dovuti sia alla scarsa incidenza attuale dei casi di morbillo, 4 su 100.000 bambini, sia ai molti casi in cui si è verificato un effetto di diffusione della malattia anziché della sua inibizione. Si veda per questo la nota precedente.

Come non bastasse, in questi giorni il ministero presieduto dalla Grillo ha ammesso nel prontuario farmaceutico nazionale, e riconosciuto a carico del Servizio Sanitario nazionale le relative e costose cure, la Triptorelina, il farmaco cioè che blocca lo sviluppo sessuale dei bambini che soffrano di una presunta “disforia di genere” perché possano decidere “ a quale sesso appartenere” una volta raggiunta la vita adulta.

Bloccando lo sviluppo puberale del bambino, che non è in grado di assumere personalmente decisioni, lo si priva dell’esperienza dell’adolescenza, che è appunto il periodo della vita in cui ci si confronta con la realtà dello sviluppo del proprio corpo e con le relazioni nuove che questo cambiamento porta a sperimentare; con possibili conseguenze drammatiche sulla psiche e sul corpo del bambino, per le quali valgono le critiche del centro studi R. Livatino e dell’associazione Scienza e Vita (2)

Una violenza senza precedenti.

Il ministro Grillo ha dimostrato di non avere una propria politica sanitaria, ma di soggiacere alle pressioni di case farmaceutiche o di lobbies senza alcun rispetto per la salute dei bambini.

Non può fare il ministro della Salute. Il ministro Grillo si deve dimettere.


(1) https://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/26/vaccini-quello-che-nessuno-vuole-o-puo-dire/31909/?fbclid=IwAR1uX4E0-FQAyGKYlEfUwPa5p3t-ZoGbOs7V3_K8dAFp79CPIW42xduHJTg

(2) https://www.centrostudilivatino.it/determina-aifa-sulla-triptorelina-nota-congiunta-di-scienza-vita-e-il-centro-studi-livatino/