CORONAVIRUS:NORME CORPORATIVE CHE IMPEDISCONO IL RECLUTAMENTO DEI MEDICI CHIRURGHI NEL SSN

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Movimento dei Cattolici Comunisti (pagina facebook)) ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Per affrontare l'emergenza da coronavirus, noi sottoscritti chiediamo al governo di:

1) SOSPENDERE CON UN DECRETO IL TITOLO IV DEL DECRETO LEGISLATIVO 368/99 RESPONSABILE DELLA CARENZA DI MEDICI DI MEDICINA GENERALE NEL MOMENTO IN CUI SI DIFFONDE L'EPIDEMIA DA CORONAVIRUS

Il Titolo IV del Decreto Legislativo 368/99 ha chiuso definitivamente l'accesso alla Medicina di Famiglia a decine di migliaia di medici abilitati, limitando l'accesso a quanti (pochi) superavano l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, il cui basso livello è a tutti noto (i tirocini spesso vengono firmati anche a medici che non li frequentano realmente).
Si è trattato di una legge corporativa finalizzata ad avere pochi medici massimalisti a spese di migliaia di altri medici condannati al precariato.
Il governo sospenda immediatamente con un decreto il Titolo IV del Decreto Legislativo 368/99 e chieda al Parlamento di abrogarlo e di approvare una norma che liberalizzi la Medicina di Famiglia e consenta a tutti i medici abilitati di divenire medici di medicina generale semplicemente presentando domanda al proprio ordine di appartenenza.
Solo in questo modo si potrà affrontare la carenza di medici di famiglia su tutto il territorio nazionale.

2) ABROGARE L'ART. 4 DEL DPR 484/97.

Nel 1997 il governo Prodi, per garantire ai baroni dei policlinici universitari la propria successione dinastica nei ruoli dirigenziali e nel resto della sanità pubblica per garantire il controllo corporativo e partitocratico su tutte le nomine, ha prodotto due leggi:
a) il DPR 483/97, che disciplinava i concorsi per l'accesso alla sanità pubblica;
b) il DPR 484/97, che all'art. 4 prevede l'obbligo di una delle nuove specializzazioni a numero chiuso per poter entrare a far parte della sanità pubblica.
Naturalmente:
a) il numero chiuso nelle Specializzazioni è stato introdotto per far accedere alla sanità pubblica solo parenti, affini e raccomandati dei baroni dei dipartimenti universitari, che facevano parte delle commissioni che valutavano le prove dei concorsi di ammissione alle scuole di specializzazione;
b) l'obbligo della specializzazione di settore per i Medici che volessero entrare a far parte della sanità pubblica è stato introdotto per evitare che medici capaci non selezionati dai baroni potessero trovare lavoro nella sanità pubblica.
Con questo sistema normativo NON SI PUÒ DIVENTARE MEDICI NELLA SANITÀ PUBBLICA SENZA ESSERE PREVENTIVAMENTE RACCOMANDATI.
Sul carattere "formativo" delle Specializzazioni, spesso trasformate in scriptoria per la preparazione delle pubblicazioni dei Prof., non abbiamo bisogno di soffermarci...
L'effetto di questo assetto normativo nel contesto dell'epidemia da coronavirus è che il personale medico presente nella sanità pubblica non è purtroppo di alto livello perché i medici migliori sono stati esclusi al momento dei concorsi all'accesso delle Scuole di Specializzazione e quelli ammessi non hanno ricevuto una formazione adeguata.
Riteniamo dunque che l'art. 4 del DPR 484/97 sia immediatamente abrogato e che la possibilità di accedere alla sanità pubblica sia aperto a tutti i medici abilitati, che dimostrino le proprie capacità in apposite prove teorico-pratiche, lasciando Specializzazioni, Dottorati e Master come titoli valutabili esclusivamente ai fini del punteggio.


NEGLI OSPEDALI VOGLIAMO MEDICI CHE SAPPIANO LAVORARE, NON GENTE CON TITOLI FASULLI!

 

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