Appello al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

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CDC Siena ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidente del Consiglio

APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Signor Presidente, siamo cittadine, siamo cittadini, che hanno rispettato le restrizioni dei suoi decreti, che sono stati a casa limitando i loro spostamenti, che hanno contribuito con il loro senso civico a tutelare il bene fondamentale della salute pubblica.
Abbiamo seguito con molto interesse le sue dichiarazioni sulla cosiddetta fase due, quando a partire dal 4 di maggio avete previsto che si possano riprendere alcune attività produttive, commerciali, alcuni servizi; poi dal 18 maggio altre aperture, ed altre ancora dal 1 giugno.

SIAMO PERÒ PREOCCUPATI

Perché non avete ripristinato la libertà di riunione ? Perché non avete ripristinato la libertà di manifestare in spazi pubblici ? Le forme della partecipazione democratica non si possono esaurire in videoconferenze ; rivendichiamo il ripristino di questi diritti costituzionali, certamente nel rispetto delle distanze di sicurezza e dell'uso delle mascherine.

Siamo cittadine, siamo cittadini, dotati di senso civico, che vogliono partecipare attivamente, che vogliono contribuire alle scelte delle politiche sanitarie, sociali, economiche, locali e nazionali.

RIVENDICHIAMO IL DIRITTO DI PROPOSTA

Siamo convinti che la salute pubblica sia un bene fondamentale da perseguire con il massimo dell'impegno sia da parte delle istituzioni che da parte dei cittadini.
Come cittadini rivendichiamo dunque il diritto di sostenere e indirizzare la ricostruzione verso obbiettivi concreti che superino il modello sociale incentrato sul massimo profitto del mercato come regolatore sociale; un modello basato su una logica estrattiva che priva i territori delle loro risorse. L’esempio del disastro della sanità dei territori che hanno privilegiato la conduzione mercantile della salute è sotto gli occhi di tutti; disastro a cui solo il sacrificio, in senso letterale, dei sanitari ha posto rimedio.

LA SANITÀ È FATTA ANCHE DI RELAZIONI SOCIALI

Riteniamo che la sanità sia un bene comune e che i presidi territoriali e di base debbano essere salvaguardati o meglio reintrodotti come prioritari nella ricostruzione. Riteniamo inoltre che la salute pubblica sia anche composta di relazioni sociali, familiari, amicali, che sia impossibile racchiudere queste in una visione ristretta e patriarcale di congiunti . Per questo la invitiamo a correggere l'atteggiamento paternalistico dei decreti, puntando invece sul senso di responsabilità delle persone anche nella sfera delle relazioni private, familiari, amicali.

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