Per un contratto migliore del comparto sanità

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CONTRATTO DEL COMPARTO DELLA SANITÀ PUBBLICA firmato il 23 febbraio 2018 è un accordo nefasto, sottoscritto senza la firma di alcuni sindacati dopo un tour de force di quasi 30 ore, un documento corposo e delicato, per il linguaggio utilizzato e per i frequenti e “non casuali” rinvii ad altre norme, che ne rendono ancora più complessa l’interpretazione.

Tutta la parte economica, ivi comprese le indennità, non è mai stata oggetto di confronto sindacale sino al giorno 22 febbraio 2018, allorquando i sindacati si sono seduti al tavolo convocati dall’ARAN, gli è stato consegnato un documento riportante tabelle e quantificazione delle indennità.

Noi del sindacato Confintesa Sanità  non abbiamo firmato !

Abbiamo preferito unirci con i colleghi infermieri  oss e amministrativi della Sanità e proseguire la lotta contro questo ridicolo aumento di 67 euro lordi per un infermiere in categoria "D iniziale" e il bonus Renzi che andrà a decrescere dal nuovo anno per la categoria bs. Un contratto che conferma un grave limite che noi abbiamo contestato e che è già presente nel contratto in scadenza: l’aumento, in alcuni casi, è anche inferiore a quello sperato.

Confintesa fp  si è opposta anche rimanendo fuori dal tavolo tecnico e in tutti i modi si è opposta per evitare che fossero messi in discussione alcuni altri diritti fondamentali che questo contratto invece disconosce, come quelli relativi alla continuità dell’incarico in tema di funzioni specialistiche, organizzative e quelle di esperto svolte dagli infermieri. Eppure, oltre a tutto ciò, il CCNL sottoscritto il 23 di febbraio porta con se “una valanga di ulteriori stolture e vessazioni”, sia per gli infermieri che per le altre professioni sanitarie. 

PERCHÉ CHIEDIAMO LA TUA FIRMA? QUALI SONO LE CRITICITÀ DI QUESTO CONTRATTO: 

- Nessun riconoscimento bensì 67 euro che dal 1 gennaio 2019 sono destinati a diminuire per i  3 anni a venire. 

-É stata riesumata una locuzione caratteristica dei vecchi contratti, inerente alla prestazione lavorativa giornaliera, "non superiore alle 12 ore continuative a qualsiasi titolo prestate", in tal modo rendendo evidente il rischio di sdoganare le  contestatissime "lunghe", cioè turni di servizio massacranti e continuativi di 12 ore che gli infermieri più non tollerano. Questa norma pare non tener conto del fatto che la stessa legge 24/2017 introduce, nell'ambito della prevenzione dei rischi, il concetto dell'obbligo di prevenzione dei rischi messo in predicato da orari di lavoro troppo lunghi. Questa norma pare non tener conto nemmeno della sicurezza dei cittadini, che hanno diritto ad un'assistenza scevra dai rischi che potrebbe invece comportare l'utilizzo di personale infermieristico attraverso turni continuativi ed ai limiti della sopportazione .    

- Importi delle indennità fermi a 15 anni or sono; per un'ora di servizio notturno prestata da un infermiere dalle ore 22 alle ore 06, viene riconosciuta un'indennità di euro 2,74 lordi!    

- Una esasperante precarizzazione del rapporto di lavoro: infermieri specialisti, esperti, coordinatori e caposala inseriti nelle funzioni organizzative sottoposti a continue valutazioni annuali, a selezioni triennali o quinquennali con il rischio, in caso di esito sfavorevole, di perdere incarico, indennizzo e di dover pure tornare al profilo di provenienza ( infermiere di base) senza ringraziamenti o complimenti. 

- Un evidente sfruttamento di tutti i professionisti ai quali viene conferito l’incarico di funzione organizzativa con riconoscimento della relativa indennità (purché pari o superiore a 3227,85 euro), perché gli stessi potranno essere chiamati a fare sino a 250 ore di straordinario all’anno, senza essere retribuiti per questo.

- Lo straordinario viene reso obbligatorio, fatto questo gravissimo per gli infermieri, perchè si appalesa come una modalità "di fatto" per elevare, salvi solo" giustificati motivi di impedimento per esigenze personali o familiari", l'orario di lavoro del personale a ben oltre le 36/40 ore settimanali. Limite che, lo ricordiamo, è frutto di conquiste e battaglie sindacali del passato. Non è accettabile che ci venga chiesto di "giustificare al datore di lavoro" le nostre esigenze personali e familiari per attività che esulano dal nostro ordinario orario di lavoro" 

-   Una evidente implementazione di ulteriori forme di esasperazione dello strapotere aziendale : un dipendente non potrà più rifiutarsi di fare lo straordinario se non per “giustificate ragioni personali”. Tutto questo, in una sanità fatta di costante emergenza, significa praticamente dilatare surrettiziamente l’orario ordinario degli interessati di altre 180 / 250 ore annue. 

- Gli Enti avranno potere di vita e di morte sugli incarichi, sono loro che, a seguito di un labile ed inconferente “confronto con i sindacati”, perché la materia non è demandata alla contrattazione aziendale, decidono i criteri. Sono sempre  loro che decidono a chi attribuire gli incarichi , che gestiscono le selezioni, che decidono il valore dell’indennità,  sono loro che decidono a chi revocarli e quando.

QUESTO CONTRATTO VA RIAPERTO E MODIFICATO ! 

CHIEDIAMO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL COMITATO DI SETTORE REGIONI E SANITÀ DI IMPARTIRE ALL'ARAN , PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA DEL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO DELLA SANITA' , DIRETTIVE INTEGRATIVE PER RISOLVERE LE CRITICITÀ SOPRA EVIDENZIATE , INDIVIDUANDO ANCHE  LE RISORSE AGGIUNTIVE NECESSARIE 



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