Lettera al Premier Draghi per l'attuazione dei diritti delle Donne

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Stimato Presidente Mario Draghi,

le scrivo questa lettera a nome di un nutrito gruppo di donne e uomini italiani appartenenti a ogni fascia d'età, ceto sociale e appartenenza politica per chiederle l'attuazione di una decisa e immediata serie di azioni volta a una radicale trasformazione dell'attuale situazione tragica in cui versano le donne italiane.

Ho seguito il suo discorso dell'8 marzo 2021, in cui asseriva di essere consapevole della situazione, ormai insostenibile, in cui ci troviamo. Come sa bene, nel mese di dicembre 2020, le persone che hanno perso il posto di lavoro sono state 101000, di cui 99000 donne. Un numero inaccettabile, che ha causato e sta causando povertà, disperazione e depressione, con ricadute temibili anche sui bambini e gli adolescenti. La ragione è intuitiva: una comunità femminile frustrata, infelice e al di sotto della soglia di povertà è la concausa della crescita di nuove generazioni altrettanto frustrate, infelici e misere.

Siamo consapevoli del fatto che la pandemia globale abbia danneggiato tutti, ma allo stesso tempo è evidente che il genere più colpito è quello femminile, il primo a dover sacrificare il proprio lavoro e i progetti di una vita in nome della famiglia.


Dal momento che viviamo in una Repubblica Democratica, le chiediamo di agire immediatamente per realizzare un cambiamento concreto attraverso una lista programmatica specifica, e siamo qui per aiutarla nella compilazione delle emergenze. Abbiamo bisogno di:

- un aumento delle offerte di lavoro a disposizione delle donne;
- un aumento delle offerte formative per le donne, soprattutto di coloro che sono rimaste senza lavoro a lungo, oppure non lo hanno mai trovato;
un aumento delle tutele delle donne a rischio della perdita di lavoro (anche a causa della gravidanza);
- vigilanza sulle proposte di lavoro offerte alle donne, che prevedono proposte inaccettabili, come le richieste di prestazioni sessuali per ottenere un posto (anche qui i dati sono in aumento, senza contare le situazioni sommerse) e le richieste di apposizioni di firme su fogli bianchi (un metodo molto diffuso dai titolari di aziende, che in caso di gravidanza della dipendente, o di altre necessità aziendali, usano la carta firmata per redarre una lettera di dimissioni);
- una maggiore offerta, in tutte le regioni, di personale sanitario che si possa occupare dei bambini e dei familiari in difficoltà, che rendono un numero altissimo di donne delle caregivers, rendendo loro impossibile l'accesso al mondo del lavoro;
- un aumento dei voucher di baby-sitting per le madri lavoratrici, offerti in modo capillare su tutto il territorio italiano attraverso la compilazione di una documentazione veloce ed efficace;
- il potenziamento delle offerte di asili nido e di asili, in particolare nelle zone più periferiche e svantaggiate;
- l'accrescimento dei metodi di la lotta contro il fenomeno del femminicidio;
- l'attuazione di un piano concreto di sensibilizzazione culturale nazionale per un mutamento diffuso e radicale della percezione della donna, che non può essere vista soprattutto come figlia, moglie, madre, caregiver, nonna, ma deve essere riconosciuta nella sua personalità, nella sua progettualità di studio e lavoro.

La lista potrebbe allungarsi ancora, ma sono e siamo certi che lei, insieme al Ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia, in concerto con il resto del governo, sarete in grado di pianificare una strategia ferrea per cambiare la vita delle donne italiane.

Tutti noi restiamo a vostra disposizione per un confronto, in qualcunque momento, perché siamo certi che insieme possiamo ottenere i risultati che ci prefiggiamo e di cui abbiamo vitale bisogno.


La ringrazio e la ringraziamo per l'attenzione,

Buon lavoro,

Nataša Cvijanovic'

Scrittrice, Studentessa di Lettere, Moglie e Madre