Chiediamo alle Poste Italiane di cambiare i criteri di valutazione per le nuove assunzioni

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Chiediamo a Poste Italiane di rivedere i suoi criteri di valutazione per le nuove assunzioni per offrire a tutti quelli che hanno un titolo di studio equiparabile ad un diploma di scuola media superiore la possibilità di essere ALMENO valutati dal reparto risorse umane.

Poste Italiane infatti ha fissato tra i requisiti per accedere alle selezioni l'aver conseguito "un diploma di scuola media superiore con voto minimo di 70/100 o una laurea, anche triennale, con voto minimo di 102/110".

Tali requisiti però ci sembrano arbitrari e non avere nessun senso: non si può con un numero-base stabilito su scala nazionale valutare le capacità e le attitudini di persone e alunni che frequentano indirizzi scolastici diversi in diversi contesti regionali e con differente personale didattico, ancorchè le valutazioni cambiano in qualità e in quantità anche da istituto a istituto.

E ancora: i criteri di valutazione oggi fissati tendono ad presupporre, ad esempio, che un laureato in ingegneria (che magari non trova lavoro in quel campo) con punteggio di 101/110 sia meno idoneo a svolgere la mansione di portalettere di un "semplice" diplomato con 70/100esimi e così quel laureato si vedrà preclusa anche solo la possibilità di essere valutato dai responsabili del personale. 

Noi solo questo chiediamo: che Poste Italiane riveda i suoi criteri per le nuove assunzioni e elimini ogni riferimento ai punteggi ottenuti in sede d'esame per permettere a tutti quelli in possesso di un diploma di essere ALMENO valutati attraverso un colloquio o un test attitudinale e per rendere in questo modo il servizio anche più efficiente.

La nostra richiesta non va in alcun modo ad intaccare il principio di meritocrazia fin troppo calpestato in Italia, semmai a valorizzarlo: ripeto, chiediamo la possibilità di essere valutati non la certezze di essere assunti!

Ricordiamo che sebbene sia stato affrontato un parziale processo di privatizzazione, i due azionisti di maggioranza di Poste Italiane rimangono il Ministero dell'Economia e Cassa Depositi e Prestiti, controllata all'80% proprio dal Ministero dell'Economia.



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