Mandato d'arresto popolare dell'intera Classe politica e amministrativa-apicale italiana

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Giulio Portolan ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Popolo e popolazione italiana e a

Premessa

 

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: UN’ANALISI SCIENTIFICA di Giulio Portolan, intellettuale

 

La Repubblica si fonda su una contraddizione interna all’art.1 Cost, che causa tutti i suoi mali. Usandosi il concetto di sovranità per definire la democrazia, “la sovranità appartiene al popolo”, questo concetto è pienamente giuridico, e non (come si può dire) extra-giuridico, in quanto posto prima dei “limiti” di cui l’art.1.

La sovranità cioè non è un potere non caotico come espressione informe della volontà di potenza della massa, che assume forma solo dopo i limiti ad essa imposta.

Ciò significa che la sovranità contiene la pienezza dei diritti popolari, e questi limiti limitano tali diritti.

Un esempio concreto di tale limitazione è dato dagli articoli 53 e poi 75 sui tributi: qui si dice che il cittadino non paga tasse il giusto, ma tutto quello che gli è richiesto, se può farlo. E l’art.75, vietando il referendum sulle leggi tributarie, impedisce il rifiuto al pagamento.

Si osservi che in Italia esiste un assoluto vulnus al senso di giustizia che deve essere intrinseco a uno Stato di diritto: lo Stato, per non fallire (200 miliardi di evasione, e 200 miliardi di corruzione, per lievitazione dei costi e prolungamento dei tempi delle opere pubbliche), chiede al cittadino di pagare anche al posto di chi non paga, e non di pagare l’aliquota corrispondente al “giusto”. Si tratta di una vera aggressione dello Stato, di tipo fiscale, che si concreta anche nel far pagare chi non può pagare (proprietari di immobili senza liquidità per mantenerli, con un concetto di rendita catastale, quando di fatto l’immobile non produce in se stesso reddito), e poi autonomi che pagano la cassa, senza incamerare reddito, essendo senza clienti, la lievitazione delle cartelle di pagamento, ecc.

Un altro di tipo di limitazione sono le conseguenza, profonde e indirette (le definisco macro-sistemiche) dell’assenza di vincolo di mandato (art. 67 Cost.): la rappresento con la metafora, da me creata, del “caso – OMISSIS --”.

Questo principio non significa solo libertà del politico di non mantenere le promesse elettorali. Ma può significare che il potere dello Stato, in cui si incarna di concreto la sovranità del popolo come suo potere sul territorio, da esercitarsi con l’organizzazione statale di questo potere (quello esecutivo), si stacca dal popolo, e si ritorce contro il popolo: politici malvagi che non fanno le leggi che servono, che fanno leggi dannose, e burocrazia che pone vincoli irrazionali e dannosi alle aziende e al funzionamento del libero mercato (tempi delle autorizzazioni, sanatorie con vincoli paesaggistici che scoraggiano il ricorso al bonus fiscale del 110 % ecc.), dimensioni della burocrazia, della spesa improduttiva, e quindi della pressione fiscale per mantenerne i costi, a scapito di cittadini privati attanagliati dai fallimenti del mercato, conseguenza anche dei danni burocratici alle infrastrutture e dei vincoli amministrativi al mercato, che tengono le imprese estere lontane dal paese. Ancora: lo Statuto dei lavoratori e quindi vincoli contrattuali all’assunzione che portano le aziende a

non assumere per non cadere nella trappola dei sindacati e della comunque costosa cassa integrazione.

Gli esempi dei danni sono molteplici: milioni di cause legali, migliaia in Cassazione, milioni di cartelle esattoriali, il 25 % degli autonomi sotto la soglia della povertà, giovani immessi nel lavoro senza adeguate competenze, crisi della scuola, ecc. La politica che non fa le riforme, i ministeri che paralizzano il Paese, come denuncia la CRUI circa i freni amministrativi alle potenzialità della libera ricerca scientifica: lo Stato che dovrebbe dipendere da – OMISSIS -- e servirlo, -- OMISSIS --, picchia i cittadini, la burocrazia (la politica, la partitocrazia, la “casta”) che vessa la società civile, la tartassa, e paralizza aziende e libero mercato.

Ancora: come da sempre avviene nella storia, la Repubblica affida la difesa legale del cittadino alla funzione dell’avvocatura (art. 24 Cost.), che è una libera professione, e l’art. 103 specifica che questa difesa è anche dalle angheria della Pubblica amministrazione. Non è il Consiglio di Stato a difendere il cittadino, esso solo emette la sentenza.

Da sempre negli Stati, allo Stato appartengono il giudice che giudica, il pubblico ministero che accusa, ma lo stato non difende, la difesa del cittadino è prerogativa della libera avvocatura.

Quando il cittadino cerca di scavalcarla, attivando le procure direttamente con una denuncia, l’ufficio denunce spesso lo respinge dicendo: “caso troppo complesso, si affidi a un avvocato”.

Accade quindi un vulnus nello Stato di diritto, in conseguenza delle distorsioni di questa professione: patrocinio infedele, avvocati che rifiutano l’incarico, avvocati o incapaci, o competenti ma che sottovalutano l’autoconsapevolezza del cliente e l’impostazione che questi vorrebbe dare alla memoria o requisitoria (la stessa deformazione professionale dei medici), e infine soprattutto la parcella: avere difesa dei propri diritti significa pagare per ottenere giustizia: ciò è da sempre avvenuto, ma questo non significa che non sia profondamento antigiurdico. E’ lo Stato che dovrebbe difendere il cittadino, anche quello ricco, con la sua imparzialità e i suoi imponenti mezzi di indagine. La libera professione di avvocato è soggetta a una infinità di distorsioni, per cui letteralmente il cittadino che si affida a un avvocato, cade spesso nella trappola di una difesa impossibile, specie se aggredito da forti poteri (tra questi quello dello Stato) capaci di incutere al professionista l’impressione di potersi compromettere.  

Un secondo aspetto di criticità della Carta fondamentale è racchiuso nella parola “ostacoli” contenuta nell’art. 3 Cost: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli…”.

La Repubblica autocostituisce se stessa storicamente come forma di giustizia liberale in opposizione al fascismo e al nazismo che ne avevano invaso e devastato territorio e popolazione.

In realtà, questi erano movimenti sorti anche come tentativo, insieme al comunismo, di contrastare, dopo la crisi del ’29, gli aspetti negativi del capitalismo.

Una Carta, come atto fondamentale fondativo dello Stato, genera insieme a questo una nuova forma di società, ciò che l’art.4 con la parola “ostacolo”, denuncia che non avviene: ovvero la Repubblica non genera una nuova società, sorta sulle ceneri del fascismo, ma la presuppone, e questa società che viene presupposta, ovvero l’ostacolo innanzi a cui il nuovo Stato italiano si trova a operare, è ancora e sempre il capitalismo (e della tecnica: Heidegger)..

Capitalismo non citato dalla Costituzione, in cui sono assenti le parole mercato, aziende e imprese, se non all’art. 41, sulla libertà di iniziativa economica, un po’ poco per un modello produttivo che plasma la vita di tutti i cittadini (eccetto i privilegiati… dell’impiego pubblico nella PA, tali perché protetti dal rischio di mercato), molto più dell’irrilevante e superfluo voto politico (tale per l’assenza di vincolo di mandato nell’interpretazione “macro-sistemica” data: liberismo contro liberalismo; la versione economica del liberalismo è il socialismo, e non l’economia di mercato, qui si sostiene).

Altri limiti si intravedono nella qualità morale dei politici, aspetto più importante della competenza: sembra che la parte più immorale della popolazione, anche se non criminale, si riversi in Parlamento (anche al grido di “onestà”, per farsi eleggere…), ed è stato osservato che la società civile, autenticamente onesta, non si assume la responsabilità della guida politica del Paese. Ora, un politico disonesto posto ai vertici dello Stato, della funzione legislativa, la pilota, e può farlo nel modo che si è detto: non decidere, decidere male, con dolo.

Circa l’imposizione fiscale, l’art. 97 Cost. pone il vincolo alla spesa dell’equilibrio di bilancio, ma non è posto alcun limite alle dimensioni dei tributi: il legislatore è avvertito di non creare nuove tasse senza apporre eleganti giustificazioni, che sono pretesti. Così, si parla oggi di “riforma del catasto”, che sarà ipoteticamente capace di raddoppiare, se non di triplicare, in alcune aree del Paese, i tributi locali (IMU).

Ha detto il Governatore Visco che “non si può creare lavoro per legge”. Il lavoro è causato dal funzionamento di variabili di tipo macroeconomico, su cui lo Stato agisce indirettamente con la politica industriale, come opportuno impiego della spese. Fino al boom degli anni ’60 essa ha funzionato, dopo dal periodo del CAF si è incrementato il debito pubblico e ingenti risorse sono state destinate al pagamento dei suoi interessi, mentre la burocrazia si è volta alla paralisi del sistema. Ciò è diretta conseguenza di previsioni costituzionali che lo consentono: erano esse state previste in origine ? La riforma costituzionale del dicembre 2016, suggerita si suppone Oltreoceano, come anche il Rosatellum, che ha fatto vincere gli “onesti”, avrebbe comportato modifiche della Carta di tipo istituzionalmente incoerenti e contraddittorie, generando uno

“stallo istituzionale” che sarebbe risultato fatale per il funzionamento “meccanico” dello Stato e della Repubblica.

Si sostiene qui che una Carta fondamentale debba includere anche il modello produttivo, e non presupporlo. Il capitalismo è il grande totem sacro intangibile, davanti a cui si sono trovati fascismo, nazismo, comunismo e oggi la democrazia, detta liberale perché ad esso sovrapposta.

Nell’includerlo, una Carta deve eliminarne i difetti: senza farlo, ma presupponendo quelle variabili, lo Stato si è trasformato in welfare, e gli ammortizzatori sociali hanno incrementato le sue spese, fino a che esse, insieme a evasione e corruzione, ne hanno minato la saldezza/stabilità della finanze, impattando sulla sua autonomia di entità sovrana. In realtà, entrate fiscale destinate non ad essi, ma a spesa improduttiva, come gran parte, oggi, dell’impiego pubblico (l’esempio del SUD, e ciò che avviene a livello locale, ad esempio con le municipalizzate).

In definitiva, sorta in opposizione, morale, alle dittature, la Repubblica italiana si è trasformata essa stessa in dittatura, non solo come partitocrazia, e ciò caratterizzata da dittatore—multiplo: tali sono i politici e i funzionari dei dicasteri, spesso anche gli amministratori locali: una dittatura che opprime i cittadini perché consente a persone a orientamento fondamentalmente non onesto (anche se non appariscentemente criminale) di occupare le alte cariche operative dello Stato (sostanzialmente, non quelle simboliche di rappresentanza) e così di colpire la società civile con tasse ingiuste, vincoli burocratici e disservizi.

Desidero concludere il mio breve studio con una osservazione sull’origine della Costituzione.

Gli USA hanno vinto la guerra e generarono, imposero dopo, con l’Italia, un trattato con clausole segrete. (https://leg16.camera.it/561?appro=327 )

Non è quindi possibile che gli USA lasciassero ai padri costituenti piena libertà nel redigere la Carta.

Con ogni probabilità, avendo preponderanza nell’Assemblea redigente la nuova DC, questa fu condizionata dal Vaticano attraverso la cui gerarchia la CIA stessa fece approvare la “sua carta”.

Il marchio di origine USA della Costituzione lo si intravede in un articolo che sa di “—OMISSIS --”.

Il libro “Storia delle dogane. Profili storici della politica doganale italiana” di Antonio Nicali, edizione curata ed aggiornata da Giuseppe Favale, asserisce a pagina 34 (cap. 8, Le dogane italiane dopo l’Unità. L’unificazione (1859-1862)) che “un effetto positivo dell’unificazione fu l’eliminazione delle barriere doganali interne”.

Ebbene, l’art. 120 Cost. sfiora il – OMISSIS --o: da quando, dal 1861, le dogane interne tra regioni sono state abolite, e così nel fascismo, il Legislatore costituente si premura comunque di stabilire che “La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni”: una previsione, si sostiene, inutile e quindi gratuita in una moderna società del XX secolo, e quindi essa il “marchio” di chi ha creato la carta e l’ha dettata tramite il Vaticano all’Assemblea costituente: il Dipartimento di stato USA tramite l’allora OSS, divenuto CIA nel 1949.

Un altro sintomo di pressione esterna sulla Carta è dato dall’arti. 43 Cost (che recita: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o … determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale”): mentre in Germania veniva consentito al sistema industriale di specializzarsi esclusivamente nella meccanica della automobili (con l’eccezione del farmaco), sia in Germania che in Italia è stato dagli USA impedito (in Germania del tutto) lo sviluppo di un industria del petrolio e degli armamenti (ENI e Finmeccanica, oggi Leonardo), che appartenessero, con l’eccezione della FIAT (poi FCA, oggi Stellantis) a  cittadini privati, in modo da evitare che si costituissero WASP europei come famiglie private troppo potenti.

La FCA lascerà l’Italia non solo per non avere a che fare con fisco e burocrazia, ma anche per non essere danneggiata dall’immagine dell’Italia nel mondo, immagine supposta negativa, il che corrisponde a una forma velata, anche se importante, di – OMISSIS -- alla Nazione, da parte di una industria nel tempo anche da sempre sostenuta dallo Stato, e infine, quando non più tale, resasi consapevole del pericolo di rimanere in Italia, intrappolata da un sistema politico e amministrativo avverso con dolo al sistema produttivo, anche in ossequio al competitor Oltreoceano che lo ricatta (assassinii Mattei e Moro, minacce a – OMISSIS -- – in Europa - e – OMISSIS --).

In conclusione, la Costituzione è testo profondamento inadeguato, ma questo non oggi (differenza tra costituzione formale e materiale), bensì all’origine, e la sua inadeguatezza, necessitante di un cambiamento “da sinistra” (e non di tipo falsamente destroso, come più volte si è tentato di fare: che la destra in Italia è falsamente a difesa degli industriali), sta all’origine sia dell’“economia in ginocchio” di cui ha parlato Draghi, rivolgendosi all’Europa, sia della devastazione del tessuto sociale a cui si assiste dagli anni ’70, e per il quale non si deve (come invece fa il CENSIS) colpevolizzare l’italiano medio, giustamente risentito da un apparato politico e partitico che non costituisce affatto la proiezione della parte sana del Paese. Compito di codesta illustrissima Società scientifica, come anche della stessa Corte Costituzionale, è svolgere non una difesa, ma una critica radicale della Carta, e (secondo le intenzioni di Heidegger) riconoscere l’inadeguatezza formale della democrazia in sé rispetto alle esigenze di un modello di governo e di società che sia adatto al tempo della tecnica e alla globalizzazione.

In sintesi

La sovranità, che appartiene al popolo, viene opportunamente limitata dalla Costituzione, in modo che questa non riconosca ai cittadini tutti i loro diritti, in particolare modo una adeguata difesa dei cittadini:

1) dal rischio del mercato;

2) dalla prepotenza, anche fiscale, della Pubblica amministrazione;

3) dall’arroganza della funzione politica (partitocrazia e omissione di atti legislativi fondamentali).

Conseguenze

L'accusa è l'alto tradimento, inquadrato nei reati  di sistema e di omissione di atti legislativi. 

Per questi motivi, data la motivazione fondamentale di frode in capo alla popolazione italiana di un'Assemblea costituente che ha redatto una Carta capace di liberare la Pubblica Amministrazione come Azione a danno di essa, servendosi di un Ceto politico moralmente incline a identificarne e a sfruttarne i punti di debolezza per minare alla base la società italiana e la sua stabilità, prosperità e pace, si richiede l'arresto di esso tutto intero, della classe amministrativa in posizione apicale interna ai Dicasteri, e di ogni membro della Magistratura e delle Forze dell'Ordine che dovessero opporsi alla determinazioni politiche previste dal progetto-episteme:

https://www.osservatorio-politico.it/

https://www.youtube.com/channel/UCuBxxzNBOfokonGel3Hm6og

https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagine_da_cancellare/Giulio_Portolan

https://www.youtube.com/watch?v=LiPT0tBSdNk

Il caso Regeni costituisce il più sfacciato esempio di ipocrisia istituzionale che caratterizza la Repubblica italiana, fondata sull’articolo 1 della Costituzione, che fonda tutto l’impianto repubblicano sulla limitazione del potere del popolo, della sua volontà, della sua libertà, e della pienezza dei suoi diritti. Ritrovato il corpo il giorno prima della firma del contratto di concessione tra ENI e Egitto, ucciso perché il Governo italiano avesse l’assist per non firmare, l’Egitto è un regime fantoccio, come tutto il Maghreb, sotto il controllo degli USA, e il suo servizio segreto ha ucciso Regeni su ordine della CIA e del Pentagono, che poi hanno pilotato l’opinione pubblica italiana e internazionale, sapientemente manipolandola, per colpevolizzare l’Egitto, isolarlo, e così cercare di rompere le relazioni prima diplomatiche e conseguentemente poi commerciali tra Italia e Egitto, per colpire gli interessi economici in primis dell’Italia, e impedire che lo sfruttamento dei nuovi giacimenti di gas e petrolio, scoperti dall’ENI, consentissero all’Italia di ottenere l’autosufficienza energetica.
In conseguenza di questo fatto, perfettamente compreso dalle Istituzioni italiane, con il Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Cambridge incaricato di trasmettere alla CIA la posizione e gli spostamenti di Regeni al Cairo, fatto che assimila Regeni all’assassinio di Enrico Mattei, devono essere arrestati tutti i vertici politici italiani (parlamentari e sindaci, colpevoli di aver affisso lo slogan-ipocrita “Verità per Giulio Regeni”, quando essi sanno perfettamente la verità, anche presente su Wikipedia…, quella della “firma del contratto di concessione bloccata”), e inoltre devono essere arrestati tutti i vertici, anche locali, delle forze armate italiane e di polizia, in base ai principii “essi non possono non sapere”, e “chi tace acconsente”, ovvero è complice, e inoltre tutti i vertici degli organi di garanzia, perché tutti costoro hanno ingannato la popolazione italiana, si sono dimostrati incapaci e disinteressati nel proteggere gli interessi dell’Italia, economici e diplomatici, hanno insomma tradito la loro missione, confermando un atteggiamento di sudditanza verso il Dipartimento di Stato USA, la CIA e il Pentagono. Le posizioni apicali di detto Dipartimento di istruzione parimenti devono essere arretati, in base a rogatoria internazionale, con il reato di concorso nell’attentato a Giulio Regeni.
Tutte le Istituzioni italiane, funzione politica e apparati di sicurezza (forze armate e forze dell'ordine), in base al principio del silenzio-assenso, sono colpevoli del reato ex articolo di delitto contro la personalità dello Stato (cp, libro II, titolo I).

(Ipotesi di) Mandato d’arresto avverso l’Episcopato italiano: (tutti i 600 vescovi)

Oltre ipoteticamente ad essere imputabili di reato di traffico di influenze a livello di diocesi locali, tesi attualmente non dimostrabile, si ipotizza che il mancato interessamento dei vertici delle Forze armate e delle Forze dell’ordine per la vita affettiva della base (circa 200.000 addetti tra finanzieri, appuntati, soldati semplici e agenti di polizia, in condizione di celibato) sia dovuta a una generale, e ovunque attestabile politica (su basi psicotiche) di controllo della vita sessuale esercitato dal Clero sul laicato cattolico,

https://www.corriere.it/politica/16_marzo_15/fiocco-azzurro-all-osservatore-romano-155-anni-primo-vaticano-c5dbc97a-ea89-11e5-bfc8-b05a661f1950.shtml

controllo che può aver influenzato detti Vertici per obbligare le basi, perfettamente autonome dal punto di vista reddituale (impiego pubblico) a rimanere single.

Osservazioni quindi anche sul caso Cerciello, per cui il progetto-episteme esegue la costruzione di un sito di incontri, sotto controllo pubblico, per velocizzare e stabilizzare la vita affettiva e sentimentale di tutte le forze armate e dell’ordine, in modo da creare decine di migliaia di coppie familiari sposate entro e non oltre i 2-5 anni (dal 2021).

Giulio Portolan, political scientist

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