E' ora di rendere efficaci i controlli su banche e aziende pubbliche

0 hanno firmato. Arriviamo a 100.


I ripetuti gravi scandali avvenuti nel mondo delle banche e delle aziende pubbliche hanno coinvolto centinaia di migliaia di risparmiatori, clienti, consumatori. Tante parole, miliardi di euro pubblici (nostri) stanziati per salvare banche o aziende pubbliche; da ultimo, con riguardo agli scandali bancari, una commissione parlamentare bicamerale, tardiva e inadeguata.

Tutti questi scandali hanno messo in luce chiaramente l'inefficacia del sistema dei controlli su banche e aziende pubbliche. Non hanno cioè funzionato i controlli interni (alle aziende) ne' quelli esterni, cioè gli organi di controllo: i revisori dei conti, i collegi sindacali, la Banca d'Italia, la CONSOB, gli appositi uffici del Ministero dell'economia. Troppi organi e persone che non hanno controllato o hanno controllato male. Il problema è dunque il sistema dei controlli, cioè i controlli, coloro che debbono garantirli ed effettuarli.

Si è parlato e si parla poco, troppo poco, di questi argomenti (i controlli), che invece sono determinanti per i risparmiatori, per i consumatori, per i cittadini; sono determinanti in quanto i controllori difendono i loro interessi (dei cittadini) da amministratori, dirigenti, politici infedeli, disonesti, impreparati. La carenza e l'inefficacia dei controlli è il problema del nostro Paese!

E allora, cosa occorre fare?

Occorre riformare profondamente e riorganizzare i controlli nel sistema delle banche e delle aziende pubbliche da parte del legislatore e del Governo del Paese. I punti principali della riforma auspicata dovranno essere i seguenti:

1. I componenti degli organi di controllo (collegi sindacali, revisori dei conti, responsabili dei controlli interni e dell'Anticorruzione) delle banche e delle aziende pubbliche dovranno essere nominati da enti (Corte dei conti e Presidenza del Consiglio dei Ministri) completamente indipendenti dalle banche e dalle aziende;

2. Gli incarichi di controllo dovranno essere assegnati in relazione agli anni di esperienza e delle specializzazioni dei controllori, che saranno a tal fine distribuiti in fasce definite in base alla esperienza e alla specializzazione, dalle quali saranno estratti, in modo casuale, per essere assegnati al controllo di banche ed aziende pubbliche, in modo analogo a quanto già è in vigore per i revisori degli Enti Locali;

3. Gli incarichi dovranno avere sempre durata di 3 anni, senza possibilità di rinnovo;

4. I componenti di organi di controllo non potranno avere più di 3 incarichi nella propria fascia di specializzazione;

5. In caso di scandalo o frode finanziaria nell'azienda controllata, il controllore non potrà ottenere ulteriori incarichi nella propria fascia di specializzazione.

Ho messo a fuoco questi problemi e la possibile soluzione proposta dopo 35 anni di attività professionale nel settore dei controlli di aziende pubbliche e private, avendo avuto la possibilità di lavorare in banche, assicurazioni, aziende pubbliche e private con molteplici problemi di controllo, spesso in situazioni tristemente note alle cronache finanziarie e politiche, da ultimo nei mesi recenti nelle aziende facenti parte del filone cosiddetto "Mafia Capitale".

Viviamo in un Paese dove il cosiddetto "sommerso" vale oltre 210 miliardi di euro l'anno e il costo della corruzione è stimato in un range fra 40 e 60 miliardi di euro  l'annoSe non si rendono efficaci i controlli non ne usciremo.

Roberto Piccinini

Presidente di Italrevi S.p.A.



Oggi: ROBERTO conta su di te

ROBERTO PICCININI ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Pier Carlo Padoan: E' ora di rendere efficaci i controlli su banche e aziende pubbliche". Unisciti con ROBERTO ed 30 sostenitori più oggi.