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Petizione per una democrazia sana, una politica pulita, una societa’ libera da conflitti di interessi

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Contro il voto di scambio e i conflitti di interesse, per la libertà nei media, per una nuova legge elettorale, per un sistema giusto e trasparente di finanziamento della politica.

Letter to
Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini
Presidente del Senato della Repubblica Piero Grasso
Le ultime tornate elettorali ci hanno dimostrato quanto grande sia la disaffezione di molti cittadini verso il sistema democratico. Al contrario gli italiani hanno mostrato di voler partecipare alle scelte della politica quando è concreta e trasparente come le primarie e i referendum. La storia dell'Italia poi, anche quella recente, ci ha insegnato a diffidare di tutti i progetti tesi a concentrare molto potere nelle mani di una persona sola. Siamo quindi contrari ad ogni riforma che preveda un sistema semipresidenziale o presidenziale, e pensiamo che invece si debba ristabilire il legame tra cittadini e sistema politico attraverso alcune riforme fondamentali e non cambiare forma di governo a colpi di maggioranza. Servono non solo la legge elettorale (che va riformata subito perché quella attuale è antidemocratica e incostituzionale) ma anche le regole sui conflitti di interesse, sul voto di scambio, sulle concentrazioni nei media e sul finanziamento della politica. Il sistema attuale di rimborsi elettorali pubblici rendeva i partiti sostanzialmente irresponsabili e poco trasparenti. Ma un sistema incentrato solo sui finanziamenti dei privati incoraggerebbe quella commistione tra affari e politica che ha fatto tanto male al nostro Paese già in passato. Crediamo quindi che si debba riformare e rafforzare la democrazia italiana attraverso queste leggi fondamentali, in attuazione della Costituzione:
- abrogare immediatamente la legge n. 270/2005 (Legge Calderoli, definita “porcellum”) e, contestualmente, riportare in vigore, come soluzione ponte in attesa di un più ampio dibattito, le leggi numeri 276 e 277/1993 (“Mattarellum”). Queste leggi sono altresì modificate in modo da: abolire lo scorporo e quindi la possibilita’ di presentare “liste civetta”; fissare per legge procedure di selezione democratica e rispettosa dell’alternanza di genere (art.51 cost.) delle candidature
- una legge più stringente contro il voto di scambio che lo punisca anche quando non c’è un chiaro passaggio di denaro ma vi sia, ad esempio promessa di informazioni su appalti pubblici, posti di lavoro, protezione contro le indagini di polizia e magistratura, nomina ad incarichi istituzionali o nel settore privato
- obbligare tutti i partiti politici e le liste che vogliano concorrere alle elezioni a dotarsi di uno statuto democratico nonché a rendicontare e fare revisionare da organismi indipendenti le proprie attività finanziarie
- una legge sul conflitto di interessi che impedisca ai proprietari e ai concessionari di interessi economici rilevanti di candidarsi
- una legge contro le concentrazioni proprietarie nei mezzi di comunicazione di massa che adegui l’Italia agli standard europei
- l’abolizione del meccanismo dei rimborsi elettorali da sostituire con il finanziamento volontario di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro condizioni di reddito. I cittadini potranno scegliere, con garanzia di segretezza, se una quota pari al 2 per mille di tutto il gettito Irpef debba essere destinata a partiti e movimenti politici. Da questa somma andranno sottratti: una quota pari al numero dei cittadini che decideranno di non destinare il 2 per mille ai partiti politici; una quota inversamente proporzionale alla partecipazione al voto
- I fondi del 2 per mille che non saranno destinati ai partiti e alle liste elettorali dovranno finanziare la ricerca politica indipendente attraverso le università e gli istituti culturali
- istituire un tetto massimo annuo per i contributi elettorali privati pari a 500 € per ogni individuo e 5.000€ per ogni persona giuridica. Rendere obbligatoria la loro tracciabilità attraverso mezzi di pagamento elettronici. I finanziamenti ricevuti dai privati devono essere immediatamente accessibili sul profilo web istituzionale dell’eletto/a o del partito.
- garantire la concessione da parte dello stato di beni e servizi (spazi gratuiti per affissioni, palchi e teatri per dibattiti pubblici, accesso a tribune elettorali e programmi di approfondimento sui mezzi di comunicazione) e agevolazioni (spedizioni postali, stampa) garantite (con differenti modalità) sia durante le campagne elettorali sia durante i periodi di attività politica quotidiana.
- stringente regolamentazione delle campagne elettorali con tetti di spesa, fortissime limitazioni alla cartellonistica pubblicitaria e fermo divieto di spot televisivi al di fuori delle tribune elettorali