FIRMIAMO LA PETIZIONE PER CALL CENTER COME LAVORO USURANTE

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La petizione ha come fine l’inserimento dei call centers, come mestiere che logora in modo serio e grave sia il fisico che l equilibrio psicologico del lavoratore, nel Decreto Ministeriale del 19 maggio 1999,
I call centers sono da anni l’unica possibilità di lavoro per molte persone, anche laureate, che non riescono a trovare una collocazione idonea in questo paese, è uno dei i lavori più richiesti del momento, in continuo aumento, per molti rappresenta ormai un posto ambito perché, per quanto possa essere faticoso, è considerato l’unica possibilità di trovare lavoro, con tutto quello che ne consegue, è un lavoro che ad oggi con l’ importanza che sta acquisendo dovrebbe essere più considerato e regolamentato.
Il lavoro nei call centers è fortemente stressante perché:
1) legato ad aspetti di sovraccarico del lavoro e al modo di lavorare continuativo, con solo 15 minuti di pausa ogni due ore, come da legge.
2) il lavoro si alterna su turni a volte h24 e quindi anche notturni.
3) le chiamate spesso sono vincolate alla selezione automatica del computer che disumanizza il lavoro che si deve svolgere e spesso provoca ansia da prestazione in quanto ci sono obiettivi troppo elevati da raggiungere rispetto alla qualità delle strumentazioni informatiche messe a disposizione e alla qualità di prodotti da promuovere.
4) c’è un controllo assiduo dei responsabili che per ottenere livelli alti di produzione possono metterti nella condizione di non vedere rinnovato il contratto di lavoro provocando motivo di stress psicofisico.
5) Gli ambienti di lavoro sono rumorosi, spesso mal ventilati e quindi non a norma, le postazioni di lavoro quasi mai ergonomiche, stando al rapporto tecnico 11450 dell’UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) redatto dal dipartimento Igiene del lavoro dell’INAIL e reso noto dall’ente stesso, gli impiegati di call center vanno incontro a problematiche di postura (dovute a postazioni non a norma), affaticamento dell’udito e sovraccarico delle corde vocali, infatti :

  *) Chi lavora nei call centers, sta al telefono per molte ore, in maniera continuativa, e visto che non sempre si hanno in dotazione strumentazioni appropriate, si espone a due pericoli potenziali: suoni forti improvvisi (picchi acustici) ed alto livello medio di rumore.
Suoni molto forti ed improvvisi provenienti dalle cuffie (o direttamente dalla cornetta) possono essere causati da rumori di fondo e interruzioni nella rete telefonica.
Senza l'adeguata protezione acustica tali disturbi possono provocare un vero e proprio shock acustico che non solo risulta molto fastidioso, ma che puo' danneggiare l'udito e puo' portare a stanchezza, stress, malesseri.
  **) Chi lavora in un call center utilizza la voce per il 100% della sua attività lavorativa, quindi può accusare disfunzioni vocali, in questa professione non si può alternare attività che prevedano l’utilizzo della voce con attività di altro genere, un operatore di call center non può farlo, in quanto il suo lavoro consiste nel parlare al telefono.
Inoltre i disturbi vocali incidono sulla produttività tanto quanto malattie croniche con un impatto notoriamente elevato in termini di disabilità come l'asma, la depressione o le patologie cardiovascolari.

6) questi lavori molto spesso non offrono contratti a tempo indeterminato quindi non danno un senso di stabilità, anzi tutto l opposto, e li dove si avesse un contratto a tempo indeterminato spesso si è soggetti a cambi di appalti rivolti al massimo ribasso e senza clausole sociali con conseguente peggioramento dello stato contrattuale ed anche dislocamento della propria attività lavorativa. 
7) in questo ambiente non hai modo di poter ambire a crescita professionale, ciò a volte, vuol dire anche passare anni ed anni a fare lo stesso lavoro senza un minimo di gratificazione.
8) Spesso gli operatori di call center sono gli unici che danno la possibilità all’ utente di relazionarsi con l’ Azienda che offre loro un determinato servizio e danno modo di avere informazioni o istruzioni su come agire per avere un riscontro, facendo quindi da filtro con le lamentele degli utenti stessi che bisogna gestire spesso con abilità relazionali.

Si dichiara, ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di trattamento dei dati personali” che le informazioni fornite non saranno utilizzate che per la presente petizione.

 



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