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Petitioning Comune di Roma

PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI ORTI E GIARDINI CONDIVISI

Un orto o un giardino condiviso è uno spazio pubblico con finalità socioculturali e ambientali che, a differenza dei giardini pubblici tradizionali, vede protagonisti tutti i cittadini, riuniti intorno ad un progetto comune per rendere migliore il proprio quartiere. Negli ultimi 5 anni il fenomeno degli orti e giardini condivisi ha interessato quasi tutte le maggiori città italiane e anche la Provincia di Roma ha dato un significativo sostegno all’esperienza degli orti urbani comunitari e ha sostenuto, attraverso gli assessorati competenti, diverse attività progettuali. Gli orti e giardini condivisi si connotano come fenomeno spontaneo legato alla necessità di presidiare aree urbane verdi, abbandonate e spesso degradate,salvandoli spesso dal rischio di speculazione edilizia. Attraverso le buone pratiche orticole si esprime una maggiore consapevolezza rispetto alla cultura del buon cibo, della filiera corta e il rispetto del territorio condividendo questi principi con la società civile. Con questa delibera che presenterò in Consiglio comunale sostengo la creazione di nuovi orti urbani e giardini condivisi e la regolarizzazione di quelli esistenti che a Roma sono oltre 100 realtà.

 

Letter to
Comune di Roma
PER LA VALORIZZAZIONE DEGLI ORTI E GIARDINI CONDIVISI

L'agricoltura è una ricchezza che può essere valorizzata anche
nel centro urbano. La creazione di una rete di orti urbani e
giardini condivisi sono un'occasione per produrre socialità, verde
pubblico e alimenti a km zero. Perché se il verde non è vissuto
una pianta non è una pianta.
una piantaè una pianta
PROPOSTA DI DELIBERA VALORIZZAZIONE DEGLI ORTI E GIARDINI CONDIVISI

Un orto o un giardino condiviso è uno spazio pubblico con finalità
socioculturali e ambientali che, a differenza dei giardini pubblici
tradizionali, vede protagonisti tutti i cittadini, riuniti intorno ad un
progetto comune per rendere migliore il proprio quartiere.

Con questa Delibera che presenterò in Consiglio comunale
sostengo la creazione di nuovi orti urbani e giardini condivisi e la
regolarizzazione di quelli esistenti che a Roma sono oltre 100 realtà.

Questo provvedimento è modificabile e sono graditi suggerimenti

e proposte.

PROPOSTA DI DELIBERA

OGGETTO:

VALORIZZAZIONE DEGLI ORTI E GIARDINI CONDIVISI

Premesso che:

• gli orti urbani si sono sviluppati in concomitanza con i fenomeni di urbanizzazione
legati alla prima industrializzazione. In Italia erano presenti già dalla prima metà del
XIX secolo e, in alcuni casi, hanno accompagnato lo sviluppo delle città nei decenni
successivi integrandosi nelle trasformazioni urbanistiche, in particolare nel nord Italia;

• all’inizio degli anni ‘40 gli orti diventano “orti di guerra”e contribuiscono al
sostentamento delle famiglie, tra gli anni ‘50 e ‘60 il fenomeno degli orti urbani riprende
vigore e conosce il suo massimo sviluppo soprattutto nelle città industriali del nord, in
particolare nelle aree destinate alla nuova manodopera migrante proveniente dal sud
Italia;

• negli ultimi 5 anni il fenomeno degli orti e giardini condivisi ha interessato quasi
tutte le maggiori città italiane;

• un giardino/orto urbano condiviso/comunitario è anzitutto uno spazio pubblico
con finalità socioculturali e ambientali che, a differenza dei giardini pubblici
tradizionali, vede protagonisti tutti i cittadini, riuniti intorno ad un progetto comune
per rendere migliore il loro quartiere;

• un orto urbano condiviso diventa quindi lo spunto per fare altro: un luogo di
incontro, far giocare i bimbi, avere un po’ di relax, praticare uno sport all’aperto,
fare attività culturali, imparare una lingua, fare giardinaggio, coltivare un orto per
l’autoconsumo, fare volontariato sociale o educazione ambientale;

• in tale quadro, nel 2010 a Roma, è stato avviato l’importantissimo percorso di
Zappata romana che, anche attraverso la mappatura degli orti e dei giardini condivisi,
ha curato la ricerca sulle iniziative in atto e la promozione e la circolazione di
esperienze e competenze;

• sono andate diffondendosi nella Provincia di Roma esperienze di azione collettiva
di appropriazione dello spazio pubblico urbano e di sviluppo di pratiche ambientali,
economiche e sociali innovative; solo a Roma sono oltre 100 gli spazi verdi condivisi,
fra giardini e orti, ad opera di cittadini e associazioni che in prima persona ne curano la
realizzazione e/o la gestione contro il degrado delle aree verdi urbane;

• questa nuova stagione di sviluppo coincide con la crisi recessiva, a conferma del
ruolo di sostegno all’economia svolto dalla agricoltura in città ;

• attraverso le buone pratiche orticole si esprime una maggiore consapevolezza
rispetto alla cultura del buon cibo, della filiera corta e il rispetto del territorio
condividendo questi principi con la società civile;

• gli orti e i giardini condivisi si connotano come fenomeno spontaneo legato alla
necessità di presidiare aree urbane verdi, abbandonate e spesso degradate, cioè che
versano nelle condizioni ideali per essere oggetto della speculazione edilizia.

Tenuto conto che

la Provincia di Roma ha dato un significativo sostegno all’esperienza degli orti urbani
comunitari e ha sostenuto, attraverso gli assessorati competenti, diverse attività progettuali.

Considerata

la crescente cultura e sensibilità verso questo tipo di esperienze e il consolidarsi delle
stesse anche in molti paesi europei: per fare solo un significativo esempio (oltre a
quelli di Svizzera, Germania, Olanda, etc.), in Gran Bretagna di fronte ad una lista
d’attesa di oltre 100 mila persone che hanno fatto richiesta di “allotment”, piccoli
appezzamenti di terra ad uso agricolo spesso situati nel centro delle città, il National
Trust ha deciso di assegnare appezzamenti compresi nelle terre delle dimore storiche
del Regno Unito ai cittadini che hanno espresso il desiderio di coltivarsi in proprio
frutta e verdura; “Capital growth” è invece il nome della recente campagna avviata
dal Sindaco di Londra per trasformare zone derelitte e spazi di risulta della città
in progetti comunitari di coltivazione di frutta e ortaggi allo scopo di fornire alle
comunità locali cibo naturale prodotto in loco;

DELIBERA

Art. 1 - Finalità

La realizzazione degli orti e dei giardini condivisi (in seguito OGC) nel territorio di Roma
Capitale è finalizzata alla partecipazione democratica e alla promozione di modelli
di sostenibilità ambientale nel quadro delle politiche finalizzate al miglioramento
della qualità della vita attraverso il soddisfacimento di un’ampia gamma di esigenze
sociali, ambientali e culturali della comunità.

Per OGC si intende un appezzamento di terreno, messo a disposizione degli aventi
titolo, per il perseguimento delle finalità senza scopo di lucro di seguito indicate
affinché sia utilizzato per la coltivazione di ortaggi, fiori, piante e piccoli frutti
destinati all’autoproduzione di alimenti, all’autoconsumo ed alla riqualificazione
delle aree verdi e degli spazi pubblici in generale.

Nello specifico, attraverso la realizzazione degli OGC, si vuole:

• creare percorsi di cittadinanza attiva come occasioni di aggregazione sociale
che favoriscano i rapporti interpersonali, la conoscenza e la valorizzazione
dell’ambiente urbano creando occasioni per momenti di socialità e di incontro;

• promuovere le buone pratiche di sostenibilità ambientale sensibilizzando i
cittadini, le famiglie, i gruppi e le associazioni presenti sul territorio comunale e le
istituzioni pubbliche, in particolare quelle scolastiche, sull’esigenza di salvaguardare
e riqualificare il territorio attraverso processi di autogestione dei beni comuni e di
autorganizzazione sui bisogni per contrastare gli effetti della crisi economica che
colpisce le famiglie;

• stimolare e accrescere il senso di appartenenza della comunità al territorio soddisfacendo
la domanda sociale di “paesaggio”, di “ambiente”, di “socialità”, recuperando sia gli
spazi pubblici con finalità sociali, culturali o ambientali e migliorandone anche l’aspetto
estetico, sia i saperi e le tradizioni della cultura contadina del territorio;

• promuovere stili di vita positivi attraverso l’attività fisica delle parti più deboli della
società e l’accrescimento di una cultura alimentare sana e sicura;

• favorire l’integrazione sociale, la solidarietà e l’intercultura attraverso: lo scambio
tra generazioni riducendo la distanza tra giovani generazioni, le generazioni
intermedie e le generazioni anziane; l’inclusione dei migranti; lo sviluppo di percorsi
riabilitativi e di quelli educativi.

Art. 2 – Attività orticola nel Comune di Roma

Gli OGC avviati e gestiti da parte dei cittadini, delle famiglie e delle associazioni
sono sempre consentiti tranne quando entrano in contrasto con i vincoli di natura
ambientale/idrogeologici, con il Codice dei Beni Culturali ed i Piani delle aree
protette per rilevanza archeologica e paesaggistica. Per le attività da svolgersi su
terreni di proprietà Comunale ci si atterrà agli articoli 3 e seguenti. Per gli OGC su aree
di proprietà diversa da quella comunale e in quelle affidate dall’Amministrazione in
relazione ad altre finalità è necessario comunicare agli uffici competenti del Servizio
Giardini (SG) l’avvio e la cessazione delle attività. Gli uffici competenti del SG tengono
l’Albo degli Orti e Giardini Condivisi, liberamente consultabile on line e presso gli
uffici, aggiornandolo con cadenza trimestrale.

Il SG con cadenza annuale pubblica un rapporto sulla superficie degli orti e giardini
condivisi, sulla qualità e quantità della produzione, sul numero e tipologia di eventi
pubblici, indicando gli obiettivi per l’anno successivo e le modalità e gli strumenti
per raggiungerli.

Art. 3 – Affidamento delle aree destinate a OGC

Le modalità previste per l’affidamento a titolo gratuito di aree di proprietà di Roma
Capitale per la realizzazione e/o gestione di OGC sono due:

1. Orti e Giardini Condivisi su iniziativa dell’Amministrazione;

2. Orti e Giardini Condivisi su iniziativa delle associazioni, comitati di quartiere
e consorzi di associazioni (di seguito associazioni).

Nel primo caso Roma Capitale e i Municipi di Roma Capitale individuano appezzamenti
di terreno di proprietà comunale affinché siano concessi alle associazioni a titolo
gratuito. Nel secondo caso le associazioni individuano appezzamenti di terreno di
proprietà di Roma Capitale richiedendone la concessione.

Propedeuticamente all’assegnazione si dovrà procedere all’analisi del suolo per valutare
i livelli di inquinamento presenti e le modalità per determinare la presenza di risorse
irrigue. Qualora il terreno risultasse inquinato e quindi non adatto alla coltivazione di
alimenti, dovranno essere consentite ipotesi di utilizzo alternativo quali, ad esempio,
la floricultura. Le analisi del suolo dovranno essere ripetute ogni 5 anni e, comunque,
ogni volta che intervengano modifiche sostanziali dell’assetto urbanistico circostante
(ad esempio l’apertura di una strada di collegamento ad alta intensità di traffico).
Nel caso degli Orti e Giardini Condivisi su iniziativa dell’Amministrazione l’analisi
del terreno, l’approvvigionamento idrico saranno a carico dell’Amministrazione che
provvede anche a fornire il terriccio, la recinzione dell’area interessata e a manutenere
l’eventuale contatore dell’acqua. Nel caso degli Orti su iniziativa delle associazioni
l’associazione interessata provvederà a proprio carico all’analisi del terreno ed alla
eventuale aggiunta di terriccio fertile, fermi restando gli oneri di allaccio e fornitura
dell’acqua irrigua e di recinzione dell’intera area a carico di Roma Capitale. In entrambi
i casi la manutenzione straordinaria dell’area è a carico del SG.

In entrambi i casi l’associazione richiedente l’assegnazione dovrà presentare un Dossier
di Candidatura al SG contenente:

1. le motivazioni

2. gli obiettivi e le modalità per raggiungerli

3. l’area individuata (con riferimenti catastali e destinazione urbanistica)

4. la presenza di vincoli o indicazioni relative alla pianificazione ambientale e paesistica

5. la documentazione fotografica sullo stato di fatto

6. il progetto in scala opportuna indicante il numero di appezzamenti e le infrastrutture/dotazioni

necessarie ad avviare e gestire l’OGC

7. una bozza di regolamento dell’orto e dei criteri per assegnare gli appezzamenti

8. gli strumenti di coinvolgimento e comunicazione verso la cittadinanza

9. l’impegno di apertura settimanale degli spazi e il programma delle attività annuali previste

con almeno due eventi pubblici all’anno


Art. 4 – Partecipazione

L’avvio degli OGC deve prevedere il coinvolgimento partecipato più ampio possibile
della cittadinanza.

Nel caso degli Orti e Giardini Condivisi su iniziativa dell’Amministrazione, la stessa
Amministrazione comunale e i singoli Municipi di Roma Capitale predispongono per
le aree di loro rispettiva competenza una Carta dei terreni da concedere per Orti e
Giardini Condivisi in relazione agli strumenti di pianificazione ambientale, urbanistica
e sociale di propria competenza. Tale Carta sarà presentata alla cittadinanza attraverso
almeno un incontro pubblico aperto e pubblicizzato attraverso il sito internet ufficiale
dell’Amministrazione proponente. Nei successivi 15 giorni alla presentazione cittadini
e associazioni possono proporre modifiche. La Carta definitiva e il rapporto sullo
svolgimento delle attività di partecipazione comprensivo della valutazione motivata
delle proposte da parte dei cittadini e associazioni sono rese pubbliche attraverso
il sito internet dell’Amministrazione. Il successivo affidamento delle singole aree
avviene attraverso procedure di evidenza pubblica, i punteggi per le proposte ricevute
dall’Amministrazione saranno in relazione ai principi del presente documento.

Nel caso degli Orti su iniziativa delle associazioni, queste ultime presentano un
dossier di candidatura per l’affidamento delle aree prescelte impegnandosi in caso
di preassegnazione ad avviare un processo partecipato per il coinvolgimento della
cittadinanza. Tale attività partecipativa è preliminare all’affidamento vero e proprio
e prevede l’organizzazione di un incontro pubblico rivolto a cittadini e associazioni
per la presentazione del progetto di OGC. Del processo partecipato viene redatto un
rapporto che raccoglie le considerazioni dei cittadini e l’elenco dei partecipanti
all’iniziativa. L’Amministrazione, presa visione del rapporto, ha 15 giorni per annullare
la preassegnazione, in caso contrario questa diventa definitiva.

Art. 5 – Contratto di assegnazione

L’affidamento delle aree destinate a OGC dovrà realizzarsi mediante Convenzione
fra il Servizio Giardini di Roma Capitale, nella figura del suo responsabile in carica e
l’Associazione che propone il progetto di OGC. L’accordo fissa le condizioni di fornitura
da parte del Comune, a titolo temporaneo e revocabile, di un terreno (o spazio) comune di
mq. XXXX, nell’area del Municipio XXXX, con riferimento ai dati catastali di cui alla sezione
tratteggiata nella planimetria allegata. All’accordo è allegato il Dossier di candidatura che
è parte integrante della Convenzione. Questa area è resa disponibile per l’associazione e
verrà identificata con il nome “Orto Urbano Xxxxxx” o di “Giardino condiviso Xxxxxx”.
In entrambi i casi (Orti e Giardini Condivisi su iniziativa dell’Amministrazione o Orti su
iniziativa delle associazioni) il presente accordo rappresenta la concessione ad occupare
un territorio comunale per consentire alla associazione di svolgere, a titolo gratuito, le
attività di cui al successivo articolo 7.

Art. 6 – Durata - Cessazione

Il presente accordo dura tre anni a decorrere dalla data di notifica ed è tacitamente
rinnovabile di altri tre anni a seguito delle attività partecipative di cui all’articolo 4. È
prevista la risoluzione dell’accordo per cattiva condotta se la gestione dell’OGC da parte
dell’Associazione non è conforme a quanto previsto dal seguente regolamento o dagli
impegni sottoscritti in sede di stipula della Convenzione. L’eventuale risoluzione avverrà
previo invito da parte della municipalità al rispetto degli obblighi previsti con la richiesta
di adempiere a tale richiesta entro 30 giorni. Gli interessati possono avvalersi del diritto
di replica. L’Associazione ha l’obbligo di trasmettere una relazione annuale al Comune
sull’andamento dell’OGC in relazione agli impegni presi. La relazione annuale, che si
intende accettata se non contestata dall’Amministrazione entro 30 giorni, contiene il
programma degli eventi annuali e quello delle aperture al pubblico per l’anno a venire e
può prevedere anche proposte migliorative della Convenzione e del progetto.

Il venir meno degli impegni presi può dar vita alla risoluzione della concessione.

Il contratto può essere risolto anticipatamente su iniziativa di una delle parti e con un
preavviso di tre mesi. L’eventuale risoluzione non darà luogo ad alcun indennizzo.

Art. 7 – Le attività e gli obiettivi dell’associazione

I membri dell’Associazione che curano il progetto OGC dovranno condividere le superfici
dei singoli appezzamenti e/o dei gruppi loro assegnati con le famiglie del quartiere,
con le scuole e le altre associazioni, perseguendo finalità di inclusione sociale.

Almeno il 20% dell’intera superficie fino ad un massimo dell’intera area oggetto della
presente convenzione dovrà essere dedicata in via preliminare alle attività delle scuole
(orto-didattica) e alle attività delle organizzazioni o gruppi informali che perseguono
finalità sociali (immigrazione, arte, spettacolo, altra abilità, ecc.).

Qualora le attività del precedente capoverso non coprano l’intera area assegnata, una
quota parte della superficie rimanente almeno del 50% dovrà essere affidata a cittadini
e famiglie attraverso avviso pubblico aperto prevedendo un punteggio in relazione ai
principi previsti del presente atto.

Per favorire il percorso di socializzazione, l’Associazione potrà organizzare eventi-
spettacolo e culturali (storia, musica, teatro, ecc.) ed iniziative legate alla tutela
ambientale (cura collettiva delle aree verdi del quartiere, iniziative sul tema della
gestione sostenibile dei rifiuti, dei consumi energetici, ecc.).

Sono vietate tutte le attività commerciali mentre possono essere svolte attività di
autofinanziamento finalizzate al rimborso delle spese sostenute per la gestione e le
attività svolte.

Art. 8 – Obblighi dell’associazione

L’Associazione dovrà redigere un proprio Regolamento dell’orto ed eleggere un proprio
Comitato di Gestione per la definizione dei dettagli gestionali e normativi interni
(dimensionamento dei singoli appezzamenti, loro criteri di assegnazione, durata delle
assegnazioni, quote di partecipazione, ecc.).

L’Associazione svolge la propria attività in modo da non disturbare il quartiere,
soprattutto la sera e durante la notte. L’Associazione si impegna a mantenere il giardino
gradevole e accogliente e tutto il materiale in un buono stato di conservazione e pulizia.
Ogni nuova costruzione, nonché le eventuali modifiche alle strutture già esistenti, è
subordinata alla preventiva approvazione del SG e comunque deve essere conforme alle
norme urbanistiche, paesaggistiche, sanitarie ed ai Regolamenti comunali in essere. Le
strutture saranno accettate, qualora conformi alle norme e ai regolamenti di cui sopra,
solo se amovibili. Queste strutture rimangono di proprietà dell’associazione. Salvo
diverso accordo al termine del contratto l’associazione dovrà riportare il terreno allo
stato originario e rimuovere tutte le attrezzature e le strutture installate.

È proibito l’accesso ed il parcheggio dei veicoli sul terreno messo a disposizione per la
coltivazione degli OGC.

Al fine di garantire un adeguato livello di tutela ambientale è vietato l’uso di pesticidi e
concimi chimici. Per motivi di sicurezza connessi alla salute pubblica è altresì vietata la
coltivazione di fave. Viene richiesta una gestione dei rifiuti con raccolta differenziata e
il compostaggio. A seconda della disponibilità di spazio sarà possibile a cura dell’AMA
la sistemazione di due o più compostiere collettive in grado di assorbire i rifiuti organici
degli abitanti della zona. Viene promosso l’utilizzo di sementi biologici non sterili, la
piantumazione di essenze arboree nei dintorni degli orti adatte al terreno e al clima,
la conservazione delle risorse naturali tra cui l’acqua. Qualsiasi attività che possa
inquinare o provocare incendi non è consentita. È vietato l’allevamento di animali.

La piantumazione alberi e arbusti di grandi dimensioni è soggetta ad un progetto
agronomico e paesaggistico che viene sottoposto all’autorizzazione del SG che deve
rispondere entro 30 giorni. In caso di mancata risposta il progetto di piantumazione si
intende approvato.

Le recinzioni dei singoli appezzamenti all’interno di un OGC sono consentite solo
se rispettano un disegno unitario e coordinato nelle forme e nell’uso dei materiali
salvaguardando la natura degli OGC quali spazi aperti al pubblico.

L’Associazione deve:

• garantire un punto informativo permanente (bacheca, sito su internet, pagine su
social network o altro) collocato all’ingresso degli orti che renda pubblici i termini del
presente accordo ed il calendario delle attività in programma e orari di apertura.

L’Associazione è responsabile dei danni provocati agli orti ed alle attrezzature
fornite in uso dal Comune. A tale scopo questo accordo impone l’obbligo di stipulare
un’assicurazione appropriata per la copertura di tutti i rischi e degli eventuali danni che
possono essere commessi durante l’esercizio delle attività che verranno svolte sull’area
in concessione.

Entro 3 mesi dalla notifica della presente convenzione l’associazione invierà al Comune
la polizza assicurativa sottoscritta. L’associazione non può accampare alcun diritto sul
terreno concesso in uso temporaneo.

L’Associazione solleva il SG da ogni responsabilità per eventuali danni che possono
derivare da o in connessione con l’esecuzione del presente accordo. Con il presente
accordo l’Associazione assegnataria rinuncia a qualsiasi azione nei confronti del SG.

Il consumo dei prodotti degli OGC sarà ad esclusivo appannaggio dell’Associazione.

Art. 9 – Condizioni finanziarie

Gli OGC saranno concessi a titolo gratuito tenendo conto della natura no-profit delle
attività dell’Associazione. Il consumo di elettricità è di competenza dell’Associazione
mentre il consumo dell’acqua ed ogni eventuale tassa o onere inerente il terreno rimane
di competenza di Roma Capitale.

Art. 10 – Corrispondenti delle due parti - coordinamento

Nella gestione e monitoraggio dell’accordo l’autorità comunale viene rappresentata
dal direttore del SG di Roma Capitale o da un suo rappresentante indicato in relazione
alla presente Convenzione.

L’Associazione è rappresentata dal Presidente dell’associazione o da un suo
rappresentante indicato in relazione alla presente Convenzione.

Ogni cambiamento di referenti dovrà essere comunicato alla rispettiva controparte.

Art. 11 – Situazioni pregresse

Gli oltre 100 OGC già attivi da anni sul territorio di Roma Capitale potranno assumere
lo status giuridico previsto dal presente regolamento aderendo alle linee guida in esso
rappresentate.

Art. 12 – Controversie

Le controversie che dovessero sorgere durante l’esecuzione del presente accordo e
che non potranno essere risolte in via amichevole saranno trattate dinanzi al giudice
amministrativo competente.