Per il Museo del Liberty a Palermo nella casa di Ernesto Basile

Vittoria

Per il Museo del Liberty a Palermo nella casa di Ernesto Basile

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eva di stefano ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIA ALL’ASSESSORATO DEI BENI CULTURALI E DELL’IDENTITÀ SICILIANA

Noi sottoscritti firmatari,
 
in relazione al progetto regionale di realizzare il Museo del Liberty nell’area di Villa Deliella, proditoriamente demolita durante il sacco di Palermo, esprimiamo il nostro completo disaccordo

Non ci sembra infatti la modalità più consona per risanare una ferita infliggerne una nuova, perché tale sarebbe investire in una nuova costruzione a fronte di un patrimonio di edifici da recuperare e più adatti allo scopo.
La sede naturale del Museo del Liberty esiste già in via Siracusa, angolo via Villafranca: è il Villino Ida, edificio progettato da Ernesto Basile e sua dimora, capolavoro del Liberty palermitano e internazionale, e nelle sue geometrie vicino ai modelli della Secessione viennese, uno dei rari esempi rimasti in città. Trascurato, adibito impropriamente negli anni a uffici della Soprintendenza, anziché essere valorizzato esponendovi i disegni, i progetti, i mobili e tutto il mondo legato alla vita familiare e lavorativa del Basile nel suo contesto originario, miracolosamente scampato alla distruzione. 

La corrispondenza tra contenitore e contenuto ne farebbe un museo-manifesto non solo di uno stile architettonico, ma anche della volontà collettiva di riparare a un passato demolitore non perpetuando l’errore di cancellare ciò che di prezioso ancora esiste. Senza contare il maggior fascino per i visitatori di una storica casa d’artista rispetto al contenitore neutro e tombale che si progetta nell’area della ex Villa Deliella.

Segnaliamo anche l’esistenza nelle immediate vicinanze di un altro edificio di proprietà regionale che andrebbe recuperato, Palazzo Florio in via Catania, il cui prospetto si affaccia sul viale della Libertà: edificato nel primissimo Novecento dall’imprenditore Salvatore Milìa e acquistato già nel 1906, come residenza privata, da Vincenzo Florio, è testimonianza parallela di una vicenda storica e familiare connessa al periodo, dove potrebbero essere allestite altre collezioni e testimonianze qualora lo spazio del Villino Ida si rivelasse insufficiente. In questo modo si potrebbe creare un percorso virtuoso di documentazione “reale” della storia urbana di Palermo, riutilizzando ciò che già esiste e ha una storia, invece di lasciar perdere ancora e di nuovo i gioielli architettonici palermitani sopravvissuti.
 
In virtù di quanto espresso,
 
CHIEDIAMO
 
un ripensamento sulle modalità di riqualificazione dell’area della ex Villa Deliella (potrebbe, per esempio, divenire una traccia di archeologia urbana legata alle vicende del sacco, vetrificando semplicemente dall’alto il piano interrato superstite in grado di accogliere, suggestivamente, il pubblico visitatore) e, per l’appunto, una più consona e meno dispendiosa localizzazione del museo del Liberty presso le sedi naturali già esistenti di cui è ricca la città di Palermo e tra cui si mostra primariamente funzionale il Villino Ida, manifesto dello stile unico di Ernesto Basile.
 

Vittoria

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