Stop a discriminazione e mortificazione dei docenti di religione

Stop a discriminazione e mortificazione dei docenti di religione

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Quando arriverà a1.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!

Luigi Sparapano ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione)

Egregio Ministro,

tra le mille problematiche che è chiamato ad affrontare ogni giorno per far sì che la scuola sia quello che la Costituzione chiede di essere, le chiediamo, da docenti, madri e padri di famiglia, professionisti dell'educazione riconosciuti dalla stragrande maggioranza di studenti e famiglie italiane, di dare una risposta concreta alle istanze degli oltre 15000 docenti di religione cattolica precari (ci sono insegnanti con oltre 20 anni di servizio e con ruoli di collaborazione e coordinamento didattico e organizzativo nella scuola, ma non ancora di ruolo; che hanno garantito la DAD a proprie spese,  non accedendo ad alcun bonus formazione docenti come i colleghi di ruolo...).

Colga le istanze di ciascun docente, rappresentate all'unisono da tutte le sigle sindacali, perché non si perpetui ancora la profonda incoerenza tra doveri professionali uguali per tutti ( e per i docenti di religione molto più pressanti per avere circa 400 studenti da seguire ogni anno) e diritti giuridici differenti e discriminanti.

Chiediamo di:

Riscrivere i commi 1 e 2 dell’art.1bis della legge 159/2019, incapaci di risolvere in maniera strutturale e definitiva il problema del precariato degli insegnanti di religione, in modo che i meccanismi di assunzione in ruolo previsti per i docenti di religione rispecchino quelli già adottati per tutto il personale precario abilitato della scuola, senza distinzioni e discriminazioni.

– Riservare l’art.1 bis esclusivamente a coloro che hanno speso almeno 36 mesi di servizio nell’insegnamento della religione, predisponendo per essi una procedura straordinaria.

– Aumentare la quota di posti dal 70% al 90% nell’organico di diritto in un triennio per risolvere la palese discriminazione operata nei confronti dei docenti di religione. A tal proposito, Orazio Ruscica, segretario Snadir ha sottolineato come tale incremento permetterebbe l’immissione in ruolo di tale personale ad invarianza di spesa dal momento che gli incaricati annuali di religione (che coprono al momento il 30% dei posti disponibili) al quinto anno di insegnamento, hanno comunque diritto alla progressione economica di carriera come per il personale a tempo indeterminato (DPR 399/88).

– Predisporre delle graduatorie per titoli e servizi per coloro che saranno incaricati annuali al primo settembre 2021 e da questa attingere per la nomina a tempo indeterminato per coloro che hanno 36 mesi di servizio e far svolgere l’anno di prova così come previsto per i docenti delle altre discipline (art.59 DL 73/2021).

– Permettere con lo scorrimento della graduatoria di merito 2004 di raggiungere il suo completo esaurimento nel prossimo anno scolastico.

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