LA SCUOLA NON È UN VIDEO

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Vera Donatelli ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione) e a

La scuola per i ragazzi delle superiori è chiusa da troppo tempo. Per le scuole primarie e medie la nuova disposizione, che prevede la chiusura in zona rossa, ha lasciato molti ragazzi a casa nel mese di marzo. 

Genitori, docenti e studenti hanno atteso con pazienza un miglioramento della situazione dei contagi e un piano per un rientro in sicurezza come in altri Paesi europei (come l'introduzione di test e tamponi a scuola).

Purtroppo questo non è avvenuto e si ipotizza di aprire le scuole solo fino alla prima media. Gli effetti su tutti gli studenti, dai piccoli ai grandi, sono ormai evidenti. Svogliatezza, demotivazione, chiusura in sé stessi, aggressività verso gli altri, autolesionismo e molti altri disturbi del comportamento stanno emergendo tra i più giovani, a fronte di una preoccupante difficolta di gestione della relazione da parte dei genitori, sempre più spaesati e stremati .

Per non parlare della scarsa considerazione che i ragazzi iniziano ad avere della scuola, che non viene riconosciuta come luogo principale di apprendimento e formazione dell'identità del bambino e del ragazzo, neanche da questo Governo.

Tutti gli studenti d'Italia hanno bisogno, non solo diritto, a vivere la scuola che è,  da sempre e con tutti suoi limiti, un luogo di formazione per tutti, ogni età con le proprie peculiarità.

La Scuola non è un video e non può stare in un video. I ragazzi hanno bisogno di viverla con ogni senso di cui sono dotati. Devono vedere i compagni seduti nei loro banchi, sentire l'odore di cancelleria, e perché no,  anche quello dei bagni sporchi, devono toccare i loro zaini e provare il timore di aver dimenticato a casa il quaderno, devono udire la voce grossa dei rimproveri dell'insegnante o sentire la sicurezza di una lezione ben preparata, devono assaporare il gusto delle merende nei corridoi o nei cortili sotto il sole della primavera e vivere la gratificazione di una verifica andata bene. La scuola deve vivere, anche al di là della didattica di aula.

Gli studenti delle classi seconde e terze delle scuole medie e tutti quelli delle superiori hanno lo stesso bisogno di spegnere i video e trovarsi con i compagni nelle aule,  come i più piccoli.

Si chiede di aprire tutte le scuole anche in zona rossa dal 7 aprile, garantendo anche lo screening interno quando possibile. La chiusura degli istituti scolastici è tollerabile a fronte di un piano di azione per la riapertura in sicurezza. Diversamente i video dei pc dei nostri figli potrebbero rimanere spenti sino al rientro nelle aule, giustificati giorno per giorno da noi genitori.

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