Cambiamo la scuola - A Modest Proposal

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Siamo la classe VE 2020/2021 del Liceo Classico Statale Umberto I di Palermo. Un gruppo di ragazzi che, come molti altri studentesse e studenti italiani hanno sentito l’esigenza di riflettere sul sistema scolastico italiano e di individuare quegli aspetti della nostra Scuola considerabili, oggi, obsoleti e poco funzionali alla crescita dei giovani. Per tale ragione abbiamo chiesto ai nostri docenti di attivare un laboratorio di Educazione Civica attraverso cui abbiamo analizzato i punti critici del sistema scolastico italiano, soprattutto della scuola secondaria superiore. Per ampliare la nostra prospettiva, abbiamo condotto alcune interviste a soggetti privilegiati, docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, assicurandoci che lavorassero anche in regioni diverse dalla nostra, e ci siamo confrontati informalmente con altri studenti di altri istituti. 

Le nostre proposte nascono da alcuni valori, da noi ritenuti imprescindibili:

• Centralità della persona: alunn* e docenti.

• Creazione di una personalità aperta, critica e autonoma.

• Libera espressione delle proprie inclinazioni e autodeterminazione del proprio

futuro.

• Scuola partecipativa ed interattiva

• Valorizzazione della professione docente.

1. Superamento della staticità della didattica

Emancipazione della didattica dalla dimensione meramente quantitativa e dall’ossessione per il programma da svolgere, per abbracciare una didattica realmente basata sulle competenze e sulle abilità degli alunni. L’obiettivo primario della scuola non è quanti “contenuti si affrontano” ma come si favorisce la crescita di una persona attraverso contenuti fondanti e approcci didattici prettamente interattivi anche valorizzando l’uso critico degli strumenti digitali.

2. Superamento della sterile valutazione numerica decimale.

La valutazione deve essere attenta alla persona e non alla semplice prestazione attraverso: l’utilizzo di sistemi di valutazione meno legati al sistema decimale, che aiutino realmente gli alunni a prendere coscienza dei propri punti deboli e forti e li aiutino a migliorarsi senza indurre forme, spesso insane di competizione. L’alunno non deve temere la propria crescita fatta da anche da errori. La scuola deve lavorare sui processi di apprendimento non solo sui risultati.

3. We don’t speak English

Il sistema scolastico italiano, purtroppo, si focalizza su uno studio eccessivamente teorico e talvolta mnemonico della grammatica e della letteratura inglese, sacrificando di fatto l’uso pratico della lingua e l’apprendimento di essa. Occorre investire nelle figure del conversatore, offrire corsi di inglese gratuiti durante i pomeriggi, aiutare i docenti ad aggiornarsi e eventualmente effettuare stage all'estero gratuitamente senza dover concorrere a bandi che introducono inutili forme di competizioni tra le scuole; occorre incoraggiare gli scambi culturali utilizzando i gemellaggi anche attraverso la diffusione di piattaforme che lo consentono, oltre a sportelli permanenti informativi sulle possibilità offerte dai gemellaggi.

4. Difesa della libertà di scelta

La scelta obbligata di trovare un indirizzo scolastico confacente alle proprie inclinazioni a soli 13 anni si rivela spesso precoce ed inefficace, mettendo lo studente in una posizione di estrema difficoltà nel momento in cui dovesse capire di non essere adatto a quell’indirizzo. Per questo motivo, chiediamo che la “specializzazione” in un settore avvenga al terzo anno di liceo, con una più vasta e più moderna gamma di materie da cui poter scegliere.

5. Scoprire e liberare gli interessi

Occorre una razionalizzazione delle attività da svolgere a casa sì da armonizzare gli impegni scolastici curriculari con quelli extracurriculari, senza che gli alunni e le alunne debbano rinunciare a occasioni culturali utili a sviluppare le proprie attitudini e inclinazioni. In tale direzione va il prestare particolare attenzione all’attivazione di percorsi extracurriculari permanenti e gratuiti che abbraccino lo sport, l’arte, l’attualità, la musica, il teatro, l’apprendimento delle lingue comunitarie etc. senza lasciare tutto alla episodicità di finanziamenti temporanei o insufficienti.

6. I docenti contano

Il nostro Paese, a nostro avviso, non dà abbastanza importanza al delicato e strategico ruolo che giocano i nostri docenti nella società. Questo lo si vede dalle retribuzioni economiche, tra le più basse d’Europa, dal tipo di formazione a loro offerta - poca e di scarsa qualità -, dalla mancanza di obbligo di formazione, nonostante il mestiere del docente, come quello del medico, sia costretto a confrontarsi con costanti e continui cambiamenti (sociali, economici e culturali). Dato il ruolo chiave che il docente svolge nella formazione delle nuove generazioni occorre ridare lustro a questo mestiere anche attraverso una seria formazione obbligatoria non lasciata sempre all’improvvisazione delle varie realtà territoriali, individuando dei nuclei fondamentali quali: l’uso del digitale, educazione civica, comunicazione, media literacy etc.

7. Promozione del senso critico

La scuola deve avere come obiettivo ultimo la formazione di cittadini consapevoli dotati di spirito critico e conoscenza anche in ambito politico, configurandosi, così, come luogo di esercizio della democrazia. In tal senso, sarebbe utile proporre e promuovere dibattiti, anche istituzionalizzando l’utilizzo del Debate in tutte le scuole, su tematiche di tipo sociale e politico, educare al senso critico e alla riflessione personale, allontanandosi da un tipo di educazione prettamente manualistico e mnemonico (vedi punto 1) che affina la memoria ma non l’intelletto.

8. Orientamento: liceale e universitario

L’orientamento deve essere un percorso costante che inizia da ben prima del quarto anno. Nello stesso modo in cui la scelta di un indirizzo di scuola secondaria di secondo grado è già cruciale per la formazione individuale di uno studente, la scelta dell’università è poi determinante per il futuro dello studente stesso. Per tale ragione, è necessario che l’orientamento si configuri non come un semplice mercato in cui ogni università presenta la sua migliore offerta formativa, ma come un percorso che introduca gradualmente gli studenti al complesso mondo universitario. Allo stesso modo, l’orientamento liceale deve rendere gli studenti realmente consapevoli del percorso formativo che li attende, permettendo di avere una conoscenza di prima mano sulle materie di indirizzo.

9. Percorsi di educazione civica, finanziaria, ambientale e digitale con obiettivi precisi

Il percorso di educazione civica deve essere omogeneo, ma libero nelle modalità di applicazione e di insegnamento: gli obiettivi assolutamente primari devono riguardare la conoscenza della Costituzione, dell’ordinamento del governo e il funzionamento del paese, la conoscenza dei propri diritti e doveri in quanto cittadino. A questi si aggiungono, ovviamente, la conoscenza e la sensibilizzazione a tematiche sociali quali chiaramente la mafia, il bullismo e il cyberbullismo, la violenza di genere e le differenze di genere, l’educazione sessuale e alla sessualità, l’ecologia e il razzismo. Il percorso di educazione civica deve essere accompagnato da un percorso, anch’esso omogeneo e unitario, di educazione finanziaria. L’obiettivo primario, in tal caso, sarebbe quello di fornire le conoscenze e le competenze irrinunciabili, nel mondo moderno, su come amministrare le proprie finanze, sulla gestione della contribuzione pubblica e sulla statistica. Ciò potrebbe avvenire anche entrando a contatto con enti del terzo settore. A ciò andrebbe aggiunto un altro percorso, non meno fondamentale, di educazione digitale, dal momento che, nonostante ormai il livello di digitalizzazione sia molto alto, sono ancora tanti gli studenti che non sono in grado di usare correttamente un computer, realizzare una presentazione, accedere alle piattaforme ministeriali, o svolgere qualsiasi altra mansione che oggi risulta essere indispensabile.

10. Efficienza strutturale e capacità di supporto

La scuola deve essere sicura. Le strutture scolastiche devono essere rimodernate e a norma di legge. Ogni scuola deve poter garantire la presenza di un efficace ed efficiente sistema di riscaldamento, di condizionamento dell’aria e i giusti spazi di sicurezza all’interno delle stesse classi, nonché il necessario materiale igienico-sanitario come il sapone, la carta igienica, gli assorbenti, gel disinfettante e mascherine. Oltre ciò, la scuola deve garantire la presenza di uno o più spazi all’aperto, come cortili o giardini dove fare la ricreazione, svagarsi e svolgere attività sportive e lezioni all’aperto. Ogni scuola deve disporre di spazi fondamentali in funzione di una didattica completa e coinvolgente, come biblioteche, videoteche, laboratori, aule magne/auditori e palestre aggiornate, funzionanti e aperte a tutti. La scuola, inoltre, in quanto ente statale, deve porsi al servizio delle minoranze e delle famiglie più bisognose, garantendo tutto il materiale necessario per la didattica a chi non può permetterselo, (per esempio istituzionalizzando il comodato d’uso) e minimizzando, così, le disuguaglianze. I giovani meritano di essere trattati con rispetto.

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