Aiutiamo Antonino a non doversi separare dai propri cani!

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Antonino è un senzatetto salito agli onori della cronoca circa un anno fa per essere accorso in aiuto di un gioielliere rapinato nel suo negozio nel centro di Piacenza. Antonino, infatti, in quella occasione, intervenne in aiuto del gioielliere e fece arrestare il malvivente, non esitando un attimo a mettersi in una situazione di pericolo e grave rischio personale. Nonostante questo atto di generosità incondizionata, Antonino continua a vivere della carità dei Piacentini e di qualche lavoro saltuario. Antonino, infatti, non ha mai accettato un posto in dormitorio per non dovere abbandonare i suoi amati cani, che lui, pur non avendo nulla di nulla, sfama ed accudisce.  Le istituzioni locali hanno aggravato questa difficile situazione con la decisione di sfrattarlo dalla roulotte dove vive per dare a lui un posto in dormitorio, e mandare i suoi amatissimi quattro cani in canile. 


Firmiamo contro questa decisione; firmiamo perché la storia di Antonino possa raggiungere quante più persone; firmiamo perchè si possa trovare qualcuno che gli conceda un’area dove collocarsi con la sua famiglia canina o un lavoro. Lui, mendicante e indigente, ha già mostrato di essere parte della nostra comunità, tocca ora a noi rispondere come comunità con un simile atto di generosità. Soccorriamolo!

Qui allegato l’appello che è stato mandato al giornale Libertà perché sia pubblicato e che si rifà all’articolo che usci’ sullo stesso giornale il 9 marzo “Sfrattato Antonino, il vagabondo che non rinuncia ai suoi cani”

Mi rifaccio all’articolo di Libertà pubblicato ai primi di marzo in cui si parlava di Antonino, il signore senzatetto che accudisce quattro cani e che non ha mai accettato un posto in un dormitorio proprio perché non vuole abbandonare i suoi amati compagni, dato che essi rappresentano la sua famiglia, la sua vita. Questo signore che chiede la carità sul Corso, l’anno scorso, con molto coraggio bloccò uno dei banditi che stavano fuggendo in scooter dopo una rapina in gioielleria, permettendo il loro arresto. Fu un’episodio che colpìì molto (me, i miei familiari, i miei amici) visto che quest’uomo, in una condizione di estrema indigenza economica e personale, non esitò un secondo a rischiare fisicamente di suo per intervernire in una situazione di pericolo, oltretutto con esito positivo.

Ma come si concretizza la riconoscenza delle istituzioni locali- si evince dall’articolo- se non nellosfratto del sig. Antonino dalla scassata ruolotte dove vive? Lui deve andare in dormitorio e i cani in canile. Ad un atto di civiltà e di generosità incondizionata di una persona perbene- anche se mendica per strada e vive di lavori occasionali - non si risponde che con altrettanta umanità e civiltà.

Per questo motivo voglio lanciare un appello a favore di Antonino e della sua famiglia canina: troviamo qualcuno che possa concedergli un’area dove collocarsi con un riparo, lui e i suoi amati cani, troviamo qualcuno che possa aiutarlo concretamente per un lavoro, dimostriamo che la comunità piacentina è capace di generosità nei confronti di una persona umile e sfortunata; questa persona ha dimostrato già concretamente di essere parte di questa collettività, dato che lui, mendicante ed indigente, non ci ha pensato due volte ad andare in soccorso di chi chiedeva aiuto.

Faccio appello alle persone sensibili, alle persone che hanno ancora un cuore: aiutiamo questo signore, aiutiamo i suoi cani che lui, pur non avendo nulla di nulla, sfama ed accudisce.

 



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