PETIZIONE CHIUSA

REWIND PARTITO DEMOCRATICO: "riavvolgete il nastro" per il bene del PD e del paese

Questa petizione aveva 47 sostenitori


Gentile Segretario uscente e classe dirigente del Partito Democratico,

siamo tutti elettori e simpatizzanti del PD e come molti altri seguiamo la politica dalla televisione, dai giornali e nelle discussioni con amici attivisti. Siamo rimasti sconcertati dall’immagine che avete dato nei giorni passati e durante l'assemblea del partito nella quale, ci è sembrato, abbiate anteposto questioni personali, beghe di potere e puntuali comparsate nei talk show della politica agli interessi e alle passioni che animano gli elettori del PD.

Ripetiamo: seguiamo la politica prevalentemente dai mezzi di informazione, quindi senza conoscerne tutti i retroscena e le regole degli addetti ai lavori, ma crediamo di avere colto, con semplicità, che dal dibattito/scontro/faida di questi giorni emergano i seguenti difetti e correlati motivi di cambiamento:

  • gli esponenti della minoranza non possono continuare a criticare la maggiornaza come se fossero all'opposizione ma devono formulare proposte e azioni concrete per fare valere le loro ragioni nelle discussioni interne. Non dovrebbero neppure evocare la scissione come mezzo per ottenere dei risultati nel partito perchè la scissione è un espediente traumatico che ha senso solo se la si fa, non se la si annuncia. Se la si annuncia senza farla, la conseguenza è che tutto il partito ci perde perchè una parte degli elettori ne resta confusa o disgustata e non parteciperà più alla vita del partito e non rinnoverà il consenso alle elezioni successive. Noi elettori e simpatizzanti saremo grati agli esponenti della minoranza se manterranno dei toni meno teatrali e più realistici e se spiegassero meglio in cosa dovrebbe cambiare la linea del partito.
  • ll Segretario uscente e i dirigenti del partito non possono continuare a comportarsi come se le vicende del referendum e della legge elettorale siano state un trauma da rimuovere e non un'occasione per rivalutare le domande ancora non soddisfatte degli elettori e della società e per trovare soluzioni politiche più efficaci. Queste soluzioni possono nascere dalla sintesi di discussioni con tutte le anime del PD ed è bene che vengano fuori nel Congresso del partito, un luogo dove dovrebbe essere promossa la partecipazione e la competizione costruttiva tra programmi non il personalismo o la logica dei gruppi e delle correnti. All'ex Segretario inoltre è richiesto un supplemento di responsabilità e di buonsenso perchè deve rappresentare l'unità e la forza del partito e anche di fronte a critiche a volte ingiuste, parziali, ingenerose deve dimostrare di avere lo spessore intellettuale e il carattere per superare questo frangente.
  • sia la minoranza che la maggioranza devono ridurre le occasioni di scontro in vista delle elezioni che si terranno in futuro e devono saper dialogare per definire le scelte dei rappresentanti che saranno la voce e la mente del partito nelle sedi istituzionali. Il caos che si è aperto con le modifiche alla legge elettorale Italicum da parte della Corte costituzionale non deve portare a una lotta interna tra le diverse componenti del PD nella gara per la composizione delle future liste elettorali. Purtroppo sembra che il ritorno alla natura proporzionale della legge elettorale e la regola dei capilista bloccati abbiano scatenato diffidenze latenti, incomprensioni e conflitti tra minoranza e maggioranza del partito. Se non si riuscirà, come sarebbe auspicabile, a riscrivere una nuova legge elettorale migliore con il concorso delle altre forze politiche, almeno questi equivoci dovrebbero essere disinnescati e per questo i leader delle componenti dovrebbero parlarsi e definire delle regole di rappresentanza condivise. 

Da queste osservazioni critiche vogliamo formulare una richiesta che definiremmo di REWIND: riavvolgiamo il nastro e ripartiamo da un punto in cui possiamo scegliere una strada più ragionevole, condivisibile e vantaggiosa. Le prove di forza tra la minoranza e la maggioranza del partito avrebbero senso se non ci fossero margini di ricomposizione e soprattutto se il valore dell'unità del partito non avesse un'importanza strategica e definitiva per i tanti elettori e simpatizzanti che, come noi, si sentono sconcertati e delusi. Sappiamo che non si può tornare indietro nella storia ma, con un po' di umiltà e buon senso, si possono sempre correggere gli errori ed evitare conseguenze che avrebbero ricadute ulteriormente negative non solo sugli elettori del PD ma anche sull'intero paese.

Confidiamo nella vostra capacità di ascoltare e riflettere su questa proposta.



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