Denunciamo i Di Battista per vilipendio (oltraggio e minacce a Mattarella)

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il MoVimento 5 Stelle è piuttosto arrabbiato con il presidente della Repubblica perché non ha ancora incaricato Giuseppe Conte e comincia ad alzare i toni, arrivando a minacciare in maniera velata e persino esplicita.

Ad esempio Alessandro Di Battista su Facebook allude alla presunta volontà del Quirinale di fare “l’avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento”: «Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno ma non dovrebbe intimorire chi ha l’onore di rappresentare l’unità nazionale. Il Presidente della Repubblica non è un notaio delle forze politiche ma neppure l’avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento. Anche perché si tratterebbe di una causa persa, meglio non difenderla».

Il più incazzato di tutti invece è il padre di Alessandro Di Battista. Vittorio, che ha soprannominato Mattarella “mister Allegria”, rievoca addirittura la presa della Bastiglia (anche se forse nel suo caso sarebbe il momento di pensare piuttosto alla presa di una pastiglia) e minaccia il saccheggio del Colle: «Il Quirinale è più di una Bastiglia, ha quadri, arazzi, tappeti e statue, Se il popolo incazzato dovesse assaltarlo, altro che mattoni. Arricchirebbe di democrazia questo povero paese e ridarebbe fiato alle finanze stremate». Quello che non si capisce è perché prima il padre di Di Battista si dichiari fascista e poi si arrabbi se Mattarella, secondo lui, fa il dittatore.

Si tratta di reati, almeno 5 reati: vilipendio, oltraggio, diffamazione, calunnia ed ingiuria ad un'alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, garante del rispetto della Costituzione, che proprio il Movimento 5 Stelle diceva di voler difendere.

Articolo 278 Codice penale
(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)
Offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica

Chiunque offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni. 

Firmiamo la petizione in modo che anche questi personaggi possano pagare per un'offesa non solo contro il Capo dello Stato ma contro la dignità stessa della Costituzione Italiana.



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