STOP ALLE RETI SOTTOCOSTA

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Il mondo è in continua evoluzione. Il tempo passa e l’uomo deve trovarsi a fare i conti con la natura, che necessita di una tutela sempre maggiore. Purtroppo questa spesso viene a mancare, anche perché rimangono in vigore normative di decenni fa, che ora non sono più in grado di garantire una sufficiente salvaguardia dell’ambiente. La mia proposta non ha lo scopo di vietare la pesca con le reti ma di limitarne l’esercizio nel sottocosta. Per sottocosta intendo i primi cento metri d’acqua antistante scogliere o spiagge. La volontà è quella di apportare una modifica alla legge in vigore che risulta facilmente raggirabile, lasciando eccessiva libertà di azione ai pescatori professionali che utilizzano le reti. Mi riferisco all’articolo n.105 -Limitazioni di uso- delD.P.R. n.1639 del 2 ottobre 1968 recante “Regolamento per l’esecuzione della Legge 14 luglio 1965, n.963, concernente la disciplina della pesca marittima” – Sezione II: Delle reti da posta, che afferma “E’ vietato collocare reti da posta ad una distanza inferiore a 200 metri della congiungente i punti piú foranei, naturali o artificiali, delimitanti le foci e gli altri sbocchi in mare dei fiumi o di altri corsi di acqua o bacini”. In questo articolo non vengono indicate nè una limitazione di lunghezza delle reti, nè una distanza minima dalla costa in fase di posa. Tutto ciò va a discapito dell’ecosistema marino, che nel sottocosta è molto fragile ma anche di tutte quelle persone che durante i mesi invernali si dedicano a sport come il surf, lo snorkeling, la pesca subacquea e il nuoto in mare. La mia proposta e petizione perciò è la modifica al decreto n.105, riformulandolo in “E’ vietato collocare reti da posta ad una distanza inferiore a 300 metri dalla costa e 200 metri della congiungente i punti piú foranei,naturali o artificiali, delimitanti le foci e gli altri sbocchi in mare dei fiumi o di altri corsi di acqua o bacini”. 

Quello che ho voluto e voglio mostrare a tutti è quanto serio sia il problema delle reti sottocosta, che non colpisce solamente regioni come la Liguria ma l’Italia intera. Non voglio puntare il dito contro nessuno, né eliminare un mestiere antico che l’uomo utilizza da secoli. A nome di tutti gli italiani chiedo solo di aggiornare le regole per permettere un futuro migliore per noi e le generazioni a venire.