MAI PIU’ TAGLI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

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L’emergenza determinata dall’epidemia mondiale da Coronavirus ha evidenziato che il nostro Servizio Sanitario Nazionale è di livello elevatissimo, essendo riuscito a rispondere con tempestività, competenza e resilienza allo stress imprevisto che ha dovuto affrontare.
Questo ci riempie di orgoglio, ma ci fa anche pensare, perché i limiti di personale, di posti letto e di attrezzature di terapia intensiva sono emersi con evidenza. Negli ultimi anni (soprattutto negli ultimi 10, anche se la tendenza era già evidente da molto prima) il Servizio Sanitario Nazionale è stato sottoposto a profondi cambiamenti legati ad una visione “aziendalistica” della sanità pubblica.
Da un lato, finanziaria dopo finanziaria, si bloccava il turnover del personale, si mettevano rigidi vincoli a nuove assunzioni e si riducevano i fondi per l’ammodernamento delle apparecchiature.
Da un altro lato si iniziava a prospettare (ed in certe regioni a realizzare) un’integrazione con i sistemi di sanità privata.
Infine, sempre ai fini aziendalistici di “misura della produttività”, si creavano per il personale sanitario obiettivi e compiti di natura amministrativa e burocratica (compilazione di schede, rispetto di procedure ridondanti e secondarie, richiesta di dati in termini perentori e senza alcun supporto amministrativo).Ciò nonostante, quando è arrivata l’emergenza, grande ed imprevedibile, il nostro SSN ha risposto come meglio non si poteva.
Di questo bisogna essere grati a tutti gli operatori, ma non può bastare.
Da questa emergenza può nascere qualcosa di buono. Può nascere la difesa della cosa più importante che lo Stato Italiano ha saputo costruire: il proprio Servizio Sanitario pubblico.

Chiediamo che il Parlamento, fin dall’elaborazione della prossima legge finanziaria:
- preveda un finanziamento del SSN costantemente in aumento per i prossimi dieci anni, in modo da renderlo commisurato non solo al mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza ma anche alla risposta a situazioni di emergenza come quella attuale
- preveda un aumento degli organici del personale sanitario pubblico in tutti i suoi ruoli (medico, infermieristico, tecnico e socio-sanitario)
- ponga le suddette spese per il Servizio Sanitario Nazionale e per la ricerca scientifica in posizione predominante, subordinando ad esse la programmazione degli altri capitoli di spesa (in particolar modo quelle per obiettivi militari)
- enunci in modo chiaro ed inequivocabile che la sanità non può essere trattata con ottica aziendalistica, e che i compiti del personale sanitario devono pertanto essere esclusivamente quelli legati alla cura della salute dei cittadini.