Per la cultura europea. Per l'Europa

Per la cultura europea. Per l'Europa

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"Cittadini" la rivoluzione liberale ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Parlamento europeo e a

Si c’etait à refaire, je commencerais par la culture” (Jean Monnet).

Di fronte alle drammatiche immagini del rogo di Notre-Dame de Paris, l’intero mondo ha provato un senso di impotenza e di rammarico, anche se probabilmente la maggior parte di quelle persone nella cattedrale di Notre-Dame nemmeno è mai entrata: ma tale è la forza dei simboli dell’Umanità. Crediamo però che soprattutto mezzo miliardo di europei, attoniti e sinceramente commossi, abbia capito da cosa derivino il senso di appartenenza comune e in definitiva il “foedus” su cui si fonda l'Europa: la cultura comune europea.

Mai come oggi abbiamo bisogno di riscoprire, conservare, valorizzare, promuovere, rilanciare con forza questa cultura europea, che noi Europei per primi ignoriamo o sottovalutiamo a causa di un’istruzione e una formazione fortemente nazionali, locali e della comunicazione e delle nostre legittime aspirazioni globali. Eppure la cultura europea, come fenomeno unico e unificante, è qualcosa di chiarissimo ai turisti, ai viaggiatori, alle persone colte e ai migranti di altri continenti e lo è per la contiguità e mescolanza geografica dei vari popoli europei, per i formidabili ed infiniti intrecci storici tra di essi, per la circolazione delle idee che ha sempre caratterizzato l’Europa negli ultimi 25 secoli rendendo la sua cultura dominante ancora oggi nell’era della globalizzazione.

E’ ora di riformare o rifondare l’Europa, avvicinandola ai cittadini, attraverso la cultura europea. C’è bisogno di una  forte iniziativa  per  la  Cultura  Europea.

Abbiamo  fatto l’Europa, dobbiamo fare  gli  Europei. 

Benché alla base della moderna azione culturale delle istituzioni europee venga sempre richiamato l’art. 151 comma 1 del Trattato sull’Unione del 1993, in esso il ruolo della cultura europea viene in realtà sottoposto al dominio della cultura nazionale e locale, demandando l’attuazione delle politiche culturali, patrocinate e finanziate dalle Istituzioni Europee, agli stati nazionali, che ne informano l’ottica prevalente.

Di iniziative e programmi europei per la cultura ne esistono già oggi molti (Europa Creativa, La Capitale Europea della Cultura, il Marchio del Patrimonio Europeo, le Giornate Europee del Patrimonio, i Premi dell’Unione Europea, l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, al quale si collega l’hashtag #EuropeForCulture) ma tutto questo troppo spesso si traduce in meri finanziamenti ad una serie infinita di iniziative di interesse nazionale o locale e non di rado di scarso valore ed impatto culturale.  Troppo spesso di “europeo” ci sono solo i finanziamenti.

Noi vogliamo ribaltare l’ottica: dall’Europa Creativa alla Creatività Europea; dalla Capitale Europea della Cultura alla Capitale della Cultura Europea; dalle Giornate Europee del Patrimonio alle Giornate del Patrimonio Europeo; da “Europe for Culture” a “Culture for Europe”.
 

NOI CITTADINI EUROPEI, che amiamo la cultura europea e ne riconosciamo l’altissimo valore e il fondamentale ruolo, CHIEDIAMO:

1.                   Un’Europa Federale in cui tutto questo sia possibile.

2.                   La creazione di un Comitato per la Cultura Europea, composto da personalità della cultura scelte per chiara fama, per favorire un’azione vera e più incisiva della Commissione Europea (dal mero patrocinio e finanziamento alla programmazione culturale). Quando la Commissione Europea finanzia progetti culturali, deve essere essa stessa ad averli programmati e a coordinarli.

3.                   Un aumento e una razionalizzazione della spesa per la cultura: non più la dispersione di fondi in mille rivoli per mille progetti ma meno progetti aumentandone la qualità e la risonanza.

4.                   La creazione di reti e infrastrutture culturali tra enti museali, lirici e teatrali, biblioteche, fondazioni, istituti ed enti scientifici e di ricerca di tutta Europa, bypassando i ministeri nazionali, ai quali rimarrebbe la programmazione della cultura nazionale e/o locale.

5.                   La promozione di mostre d’arte e storico-documentarie, concerti, rievocazioni storiche, film, pubblicazioni di libri, siti internet, spettacoli dal vivo, performances etc. che illustrino quei macrofenomeni (storici, artistici, letterari, filosofici, antropologici, civili, sociali e scientifici) della Storia e/o attuali che riguardano il maggior numero di popoli europei e che coinvolgano potenzialmente tutti i cittadini europei (mostre itineranti, tournées teatrali e concertistiche, pubblicazioni in molte lingue etc.).

6.                   Un potenziamento dei programmi di scambio culturale, scolastico, universitario e formativo già esistenti, anche legandoli alla stessa Iniziativa per la Cultura Europea nonché una maggiore circolazione e scambi occupazionali tra operatori culturali, nell’ambito dei vari enti messi in rete, per creare anche formazione comune, codici condivisi e standard metodologici e qualitativi dell’Iniziativa per la Cultura Europea.

7.                   L’introduzione nel percorso formativo scolastico dello studio obbligatorio dell’Inglese e di altre due lingue dell’Unione nonché della Storia, della letteratura e della Storia dell’arte europee, compensando e integrando lo studio delle storie nazionali.

8.                   La realizzazione di un circolo virtuoso che possa creare anche un mercato e un sistema europeo dell’offerta culturale che, con un indotto turistico, commerciale, di servizi e di formazione, crei un polo di eccellenza culturale, anche per difendere e consolidare il ruolo guida della cultura europea nella cultura globale.

9.                   Un fondo etico per la tutela e la conservazione nonché per la valorizzazione e fruizione dei siti europei, che determini delle politiche per maggiori incentivi fiscali nazionali per favorire il finanziamento di privati e aziende alla cultura europea, da compensare nelle casse degli Stati con equivalenti fondi erogati dall’UE.

10.                L’istituzione di una vera e attiva “task force” di “caschi blu europei” per la cultura, formata da una sinergia di tecnici, esperti e forze dell’ordine, formati ad intervenire e ad agire in ogni situazione critica in Europa e, su richiesta, nel mondo, in grado di progettare anche per ricostruire.

 Qui il link all’intero documento:

https://www.cittadini2019.it/wp-content/uploads/2019/04/Cittadini-Cultura.pdf

Gli autori:

Tiziana Benucci (storica dell’arte, imprenditrice)

Giulia Silvia Ghia (storica dell’arte, restauratrice diplomata ISCR, manager culturale)

Tommaso Strinati (storico dell’arte – accademia belle arti di roma / centro sperimentale di cinematografia)

I primi firmatari

Louis Godart (archeologo, già Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana)

Sandro Gozi (Presidente dell'Unione dei Federalisti Europei, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per gli Affari Europei)

Marco Taradash (Presidente di Centro Motore, già Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai)

Gianfranco Passalacqua (Giurista, comitato scientifico centro alta formazione Diritto dei Beni Culturali La Sapienza)

Antonio Trinchieri (già Presidente della Commissione Cultura del Municipio Roma Centro)

Claudio Strinati (Storico dell'arte)

Antonella Magagnini (già Responsabile dei Musei Capitolini di Roma)

Franco Pavoncello (Presidente dalla John Cabot University, Roma)

Anna Coliva (Direttrice della Galleria Borghese di Roma)

Cristina Bowerman (Chef stella Michelin)

Lele Marchitelli (Compositore e musicista)

Luigi Ficacci (Direttore dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro)

Dario Franceschini (Deputato, già Ministro dei Beni e delle Attività Culturali)

Antonella Greco (Prof.ssa ordinaria di Storia dell’Architettura – Università “La Sapienza”, Roma)

Francesco Buranelli (Archeologo, membro della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, gia Direttore dei Musei Vaticani)

Michele Trimarchi (Prof. di Cultural Economics - Università “Alma Mater Studiorum”, Bologna, Prof. Ordinario di Economia Pubblica – Università “Magna Grecia”, Catanzaro)

Toni Garrani (Attore)

Laura Barreca (Direttrice del Museo Civico di Castelbuono)

Alberto Dambruoso (docente Accademia delle Belle Arti di Frosinone)

Luciano Roffi (Attore)

Andrea De Liberato (produttore cinematografico)

Dario Evola (Accademia Belle Arti di Roma)

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