PETIZIONE CHIUSA

FERMIAMO IL COLPO DI STATO DI BANCHE E GOVERNI

Questa petizione aveva 3.212 sostenitori


PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

PER UNA LEGGE DI RIFORMA DEL SISTEMA FINANZIARIO

 

BANCHE E FINANZA ONNIPOTENTE: L’EUROPA DETTI LE REGOLE

Primi firmatari: Luciano GallinoElio Veltri, Antonio Caputo

 

Tra le cause della crisi economica che attanaglia l’Europa rientrano i difetti strutturali del sistema finanziario della UE, evidenti soprattutto nei grandi gruppi bancari.

 

Lo sviluppo anomalo del sistema finanziario ha provocato gravi danni all’economia produttiva. Da un lato i crediti che le banche concedono vengono utilizzati soprattutto per attività speculative, anziché per investimenti in capitale fisso, infrastrutture, ricerca, sviluppo di nuovi settori d’attività; dall’altro, la finanziarizzazione delle imprese industriali e dei servizi ha distorto i loro criteri di gestione e le ha indotte a spingere sempre più in basso le condizioni di lavoro e i salari.

 

Una profonda riforma del sistema finanziario è pertanto necessaria quanto urgente. Senza di essa una crisi ancora più grave di quella in corso ormai da otto anni potrebbe abbattersi quanto prima sulla UE.

 

Sappiamo che progetti di riforma del sistema finanziario sono in discussione presso la Commissione e alcuni Parlamenti europei. Si tratta però di progetti molto lontani da ciò che sarebbe necessario per riportare la finanza al suo essenziale ruolo di servizio nei confronti dell’economia produttiva. Ed è sin troppo evidente come essi siano stati redatti in accordo con le grandi banche e le loro lobbies.

 

I difetti strutturali del sistema finanziario UE si possono così riassumere, facendoli seguire da alcune indicazioni su possibili linee di riforma:

 

1) Nella Ue vi sono numerosi gruppi bancari che non solo sono troppo grandi per essere lasciati fallire, ma sono diventati talmente grandi da rendere impossibile salvarli nel caso fossero a rischio fallimento. Il loro bilancio in termini di attivi si avvicina e in vari casi supera il Pil del paese in cui hanno sede. Appare pertanto indispensabile scomporle in entità di minori dimensioni. Varie strade non esclusive sono praticabili, dalla separazione  tra banche di deposito e banche di investimento, all’apposizione di un limite al volume di attivi che un istituto può detenere.

 

2) I maggiori gruppi bancari sono troppo complessi sul piano internazionale per poter essere assoggettati a una qualsiasi forma di efficace regolazione. Ciascuno è formato da migliaia di società sussidiarie giuridicamente indipendenti distribuite in tutto il mondo. Dopo il fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008 ci sono voluti anni di lavoro da parte di migliaia di analisti per capire quali e quanti fossero, e dove stavano, gli attivi e i passivi delle 2.500 società che formavano il gruppo. Il numero delle sussidiarie di ciascun gruppo dovrebbe pertanto essere drasticamente ridotto.

 

3) Per diversi motivi le grandi banche Ue hanno favorito lo sviluppo e intrattengono stretti rapporti con un gigantesco sistema bancario e finanziario ombra – formato da enti che non sono banche ma operano come banche -  il quale secondo stime recenti del Financial Stability Board detiene attivi dell’ordine di 23 trilioni di euro, una somma pressoché pari al totale degli attivi di tutte le banche europee. Pure le dimensioni del sistema bancario ombra dovrebbero essere fortemente ridotte, e quanto ne rimane assoggettato a una regolazione analoga a quella delle banche.

 

4)   Le banche europee hanno emesso col tempo titoli derivati per centinaia di trilioni di euro, la maggior parte trattati al di fuori delle borse regolamentate. Oltre il 90 per cento di essi sono “nudi”, ossia non corrisponde ad alcuno scambio reale di merci o servizi. Giustamente sono stati definiti da molti esperti delle pure scommesse. Poiché a parte il loro valore nominale – quello indicato nel relativo contratto – essi hanno un prezzo di mercato, la loro creazione e diffusione sono equivalse a immettere nell’economia immense quantità di denaro fittizio, che ha contribuito prima a creare e poi fare esplodere la bolla immobiliare e finanziaria del 2008, e poi a creare l’attuale bolla dei valori azionari. Pertanto l’emissione di derivati “nudi” dovrebbe essere vietata, e tutti i derivati dovrebbero essere scambiati su borse o piattaforme regolamentari.

 

Tutto ciò considerato, i cittadini europei firmatari della presente petizione chiedono al Parlamento Europeo, unico ente elettivo dell’Unione in cui essi si riconoscono, di farsi carico di una proposta di legge che affronti finalmente e radicalmente le distorsioni del sistema finanziario della Ue sopra richiamate per sommi capi. E’ chiaro che nella discussione nel PE emergeranno vari altri aspetti critici del sistema finanziario che qui per brevità non si sono potuti inserire. La proposta di legge, una volta approvata dal Parlamento, dovrebbe essere trasmessa alla Commissione, al Consiglio Europeo e ai singoli stati membri affinché avviino le procedure di approvazione nelle relative sedi.  

 

 

Luciano Gallino, Elio Veltri, Antonio Caputo

 

Marzo 2014

 

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PETITION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT

FOR A LAW TO REFORM THE FINANCIAL SYSTEM

 

BANKS AND ALMIGHTY FINANCIAL INSTITUTIONS: EUROPE SHOULD DICTATE THE RULES

 

 

Among the causes of the economic crisis that grips Europe, one can point out the structural flaws in the financial system of the European Union (EU), which are particularly apparent in the largest banking groups.

 

The anomalous growth of the financial system has caused heavy damages to the industrial economy. On one hand, the credits allowed by banks are used mainly for speculative trading, rather than investments in fixed capital, infrastructure, research and development of new production sectors. On the other hand, the growth of financial assets in industry has distorted their management criteria, inducing them to reduce the wages and worsen the working conditions of the labour force.

 

Therefore, a thorough reform of the financial system is as necessary as it is urgent. Without it, a crisis even graver than the present one, which has been ongoing for the last eight years, could strike the EU at any time.

 

It is well known that plans for reforming the financial system are currently being discussed within the Commission and in some European parliaments. However, these projects are very far from what would be required to return finance to its primary and essential role of service to the industrial economy, and it is only too evident that they have been prepared in accordance with the big banks and their lobbyists.

 

The structural flaws of the EU financial system aresummarized below, followed by  suggestions of possible lines of reform.

 

1. In the EU there are many banking groups that are not only too big to be allowed to fail, but they have become so large as to make it impossible to save them in case they are at risk of failure. Their financial statements in terms of assets are approaching, and in many cases exceed, the GDP of the country where they are based. It seems therefore crucial to divide them into smaller bodies.

Various non-exclusive choices are available: the separation of commercial banks and investment banks; the placing of a limit on the volume of assets that an institution may hold.

 

2. The major banking groups at the international level are too complex in order to be subjected to any form of effective regulation. Each one is made up of thousands of legally independent subsidiaries distributed all over the world. Following the failure of Lehman Brothers in September 2008, it took years of work by thousands of analysts to understand how many, and which were the assets and liabilities of the companies forming the group, and where they were. The number of subsidiaries in each group should be drastically reduced.

 

3. For several reasons, the large EU banks have facilitated the development of a giant shadow banking and financial system, with which they have relationships. It is formed by entities that are not banks, but operate as banks. According to recent estimates of the Financial Stability Board, this system holds assets of the order of magnitude of 23 trillion Euros, an amount almost equal to the assets of all the European banks. The size of the shadow banking system should be greatly reduced. And what would remain, should be subject to regulation similar to that of the banks.

 

4. European banks have issued over time, derivative securities for hundreds of trillions of Euros. Most of them were treated outside of regulated stock exchanges. Over 90% of them are "naked", i.e. they do not correspond to any actual exchange of goods or services. Rightly so, they have been defined by many experts as real bets. Aside from their nominal value – the one indicated in the contract - they have a market price. Their creation and dissemination were equivalent to insertion of large amounts of fictitious money in the economy, which has helped to first create, and then burst  the housing and financial bubble in 2008, and has brought about the current bubble in share prices. Therefore, the issue of “naked” derivatives should be banned, and all derivatives should be traded on stock exchanges or regulated platforms.

 

Considering all the afore-mentioned points, the European citizen signatories of this petition are asking the European Parliament, the only elected EU institution which they recognize , to commit itself to drafting a bill that addresses and resolves, finally and radically, the distortions of the EU financial system. The debate in Parliament will likely bring to light several other critical aspects of the financial system which could not be discussed here for the sake of brevity. The bill, once adopted by the Parliament, should be transmitted to the Commission, to the European Council and to each Member State, in order to initiate the procedures for approval by the competent courts.

 

 

Luciano Gallino, Elio Veltri, Antonio Caputo

 

March 2014

 

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PETITION AU PARLEMENT EUROPEEN.

 

BANQUES ET FINANCE TOUT PUISSANTE: QUE L’EUROPE IMPOSE LES REGLES !.

 

 

Parmi les causes de la crise économique qui tenaille l’Europe, il faut considérer les défauts structuraux du système financier de l’U.E., évidents surtout chez les grands groupes bancaires. Le développement irrégulier du système financier a causé des dégâts considérables à l’économie productive.

 

D’un côté, les crédits que les banques consentent sont utilisés surtout pour des activités spéculatives plutôt que pour des investissements en capital fixe, infrastructures, recherche, développement de nouveaux secteurs d’activité; de l’autre, la conversion financière des entreprises industrielles et des services a déformé leurs critères de gestion, aggravant leurs conditions de travail et les salaires.

 

Par conséquent, il est urgent et Indispensable une réforme radicale du système financier sans laquelle une crise bien plus grave que l’actuelle pourrait bientôt s’abattre sur l’U.E.

 

On sait que chez la Commission et quelques parlements européens on est en train d’examiner des projets de réforme du système financier. Il s’agit toutefois de projets très loin de ce qu’il faudrait pour redonner è la finance son rôle essentiel de service à l’égard de l’économie e productive. Il est bien évident comment on les a rédigés d’accord avec les grandes banques et leurs lobbies.

 

On peut, donc, résumer les défauts structuraux du système financier U.E., les faisant suivre de quelques suggestions sur de possibles réformes.

 

1) Dans I’U.E. il y a de nombreux groupes bancaires qui ont tellement grandi qu’il est presque impossible de les sauver en cas de faillite. En effet, leur budget est souvent supérieur au P.N.B. du pays de résidence. Il est pourtant nécessaire de réduire leur dimension.

 

On peut pratiquer de différents moyens d’intervention: à partir de la séparation entre banque de dépôt et banque d’investissement jusqu’à l’imposition d’une limite au volume des actifs qu’un institut bancaire peut posséder.

 

2) Les plus grands groupes bancaires sont trop complexes au niveau international pour être soumis à une forme quelconque de règlement efficace.

 

Chacun est composé de milliers de sociétés subsidiaires, juridiquement indépendantes, distribuées dans tout le monde. Après la faillite de Lehman Brothers, en septembre 2008, il a fallu, pendant plusieurs années, le travail de milliers d’analystes pour comprendre quels étaient, combien et où se trouvaient les actifs et les passifs des 2500 sociétés qui formaient le groupe. Donc, le nombre des sociétés subsidiaires de chaque groupe devrait être réduit de façon drastique.

 

3) Pour des raisons différentes, les grandes banques U.E. ont favorisé le développement et entretiennent d’étroites relations avec un gigantesque système bancaire et financier-ombre formé d’organismes qui ne sont pas de banques mais qui se conduisent comme des banques.

 

Ce système, selon de récentes estimes du Financial Stability Board, détient des actifs de 23 trillions d’euros, qui correspondent aux actifs de toutes les banques européennes.

Par conséquent, les dimensions du système bancaire-ombre devraient, elles aussi, être réduites de façon drastique. Ce qui reste devrait être règlementé comme les banques.

 

4) Les banques européennes ont émis des titres dérivés pour des centaines de trillions d’euros dont la plus grande partie traités au dehors des bourses réglementées. Au 90% de ces titres ne correspond pas de changements réels de services ou de marchandises.

Plusieurs experts les ont définis de vrais paris puisque, valeur nominai à part, ils ont un prix de marché, leur création et diffusion a introduit dans l’économie d’immenses quantités d’argent fictif qui a contribué d’abord à créer et ensuite à faire exploser la boule immobilière et financière de 2008. Et à créer la boule actuelle des valeurs actionnaires.

Pourtant, l’émission de dérives « nus », devrait être défendue et tous les dérives devraient être changés sur des Bourses ou plate-formes réglementaires.

 

 

Tout cela dit, les citoyens européens signataires de cette pétition DEMANDENT au Parlement européen, seule Institution élective dans la quelle lis se reconnaissent, de se charger d’une proposition de loi qui efface les distorsions du système financier de l’U.E. sur-indiquées.

 

Il est évident que, pendant la discussion au Parlement européen, d’autres différents aspects critiques du système financier ici soulignés seront manifestes et discutés. Nous demandons pourtant que la proposition de loi approuvée par le Parlement, soit transmise à la Commission, au Conseil Européen et aux Etats membres afin qu’ils la discutent et l’approuvent dans les Institutions compétentes.

 

Luciano Gallino, Elio Veltri, Antonio Caputo

 

Mars 2014

 

 



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