Il Vaticano sia coerente con il volere di Papa Francesco e rimuova monsignor Gisana

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Rete L'ABUSO ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Papa Francesco - Congregazione per la dottrina della fede

Il 1 giugno 2019 il Motu proprio di Papa Francesco VOS ESTIS LUX MUNDI diventa legge.

Un testo che introduce precise procedure interne alle quali i Vescovi devono attenersi rigidamente nel caso di una denuncia, anche anonima, che riguardi episodi di molestie sessuali da parte di un sacerdote.

Un testo che per funzionare, deve anche essere applicato, diversamente diventa di totale inutilità

Già nel 2014, una delle tre presunte vittime di don Giuseppe Rugolo, segnalò gli abusi alla chiesa di Enna, che però non intervenne e lo invito a desistere anche alla sola denuncia ecclesiastica, che se fatta forse non avrebbe prodotto due ulteriori vittime.

Ma veniamo al Motu proprio di Papa Francesco che entra in vigore proprio nel giugno 2019, come tutte le leggi non retroattivo, ma da rispettare da quel momento in poi, ed è questo l’arco temporale che prenderemo in esame.

All’ Art. 1 del Motu proprio - Ambito di applicazione – punto. “ b) condotte poste in essere dai soggetti di cui all’articolo 6, consistenti in azioni od omissioni dirette a interferire o ad eludere le indagini civili o le indagini canoniche, amministrative o penali, nei confronti di un chierico o di un religioso in merito ai delitti di cui alla lettera a) del presente paragrafo.”

Lo stesso documento papale, che ricordiamo ha valore di legge per la chiesa e le sue gerarchie, all’Art. 2 - Ricezione delle segnalazioni e protezione dei dati – “ §3. Salvo quanto stabilito dall’articolo 3 §3, l’Ordinario che ha ricevuto la segnalazione la trasmette senza indugio all’Ordinario del luogo dove sarebbero avvenuti i fatti, nonché all’Ordinario proprio della persona segnalata, i quali procedono a norma del diritto secondo quanto previsto per il caso specifico.”

Contrariamente alla norma in vigore dal 1 giugno, nell’ottobre 2019  invece monsignor Rosario Gisana trasferisce “furtivamente” il sacerdote accusato a Ferrara dove viene accolto dal vescovo locale e ancora una volta, gli verranno affidati minori e adolescenti.

Fino al gennaio 2021 la presunta vittima verrà ignorata totalmente da mons. Gisana (che nel frattempo cercò di comprare il suo silenzio offrendo 25.000€), dopo aver scritto alla fine del 2020 a Papa Francesco denunciando non solo i fatti, ma anche le omissioni del vescovo, compresa la sua prima ed inascoltata denuncia alla chiesa di Enna. La prima denuncia del giovane, infatti risale al 2014, finita nel nulla per difetto di competenza: don Giuseppe Rugolo era seminarista al tempo delle violenze. Che se pur accertate, non gli hanno impedito di diventare prete.

Per questo chiediamo che monsignor Rosario Gisana venga immediatamente sospeso dal servizio, che vengano avviati nei suoi confronti come prevede il Motu proprio, tutti gli accertamenti del caso e perseguiti tutti coloro che verranno ritenuti responsabili.

È impensabile che la collettività possa ancora affidare dei minori in un simile contesto di pericolosità alle cure del clero, dove al di la delle leggi, del Papa e di tutta la sua buona volontà, poi si trovino vescovi senza scrupoli ne coscienza, che malgrado le denunce, nel 2021 continuino ad ignorare chi ha il coraggio di denunciare, mettendo così a rischio altri potenziali minori.

Ci auguriamo l’imminente ed esemplare intervento della Santa Sede, anche in virtù della stessa sua credibilità, con questo caso, davvero ridotta all’osso.

Se sei d’accordo con noi firma e diffondi questa petizione.

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