PETIZIONE CHIUSA

L'IMU SUI TERRENI EDIFICABILI SI PAGA SOLO SE E' REALMENTE POSSIBILE COSTRUIRE.

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Dopo oltre 12 anni dalla sua approvazione il Piano Regolatore Generale di Agrigento, formalmente approvato dal consiglio comunale con deliberazione n° 108 del 20/07/2005, risulta ancora non pienamente vigente per la mancata approvazione  di specifici piani  urbanistici, attuativi ed esecutivi.

In tale situazione  tutti i cittadini proprietari  dei  terreni individuati come edificabili  si vedono chiamati al pagamento dell’imposta sui terreni senza  poter realmente utilizzare quelle aree ai fini edificatori.

Quindi, secondo quanto previsto dalla  normativa  tributaria in vigore, l’imposta deve essere pagata anche se il piano che  ha individuato una zona come edificabile, non è in effetti vigente per la mancata approvazione  delle prescrizioni esecutive, dei piani costrittivi o particolareggiati, necessari per regolamentare le concessioni edilizie.

E’ evidente che una simile situazione espone i proprietari ad un sicuro ed attuale impoverimento, dovuto  ad un’imposizione così lunga, a cui sono soggetti, in forza di una futura potenzialità edificatoria che in concreto  può non tradursi  in una reale utilizzazione,  ai fini edificatori,  dei terreni e/o delle aree interessate.

In questo senso il caso del piano regolatore di Agrigento è emblematico.

Di fatto non sono bastati  12  anni per renderlo pienamente vigente ed appare  chiaro che il completamento dell’ iter urbanistico è ancora lontano da una sua reale soluzione.

E’ evidente che la circostanza evidenziata è rilevante poiché potenzialmente ripetibile in tutto il territorio Italiano.

Atteso che nella stesura della normativa  incentrata nel Decreto Legge n° 223 del 2006 convertito dalla Legge  n° 248 del 2006 è stata indicata la sola decorrenza iniziale dell’imposizione tributaria, facendola corrispondere all’inizio del procedimento urbanistico, con la semplice diversa classificazione  del suolo, senza in alcun modo considerare lo stato di attuazione delle procedure incidenti sullo ius  aedificandi.

Considerato che appare palesemente ingiusto il fatto di applicare l’imposta ai terreni edificabili ritenendo tali tutte quelle aree semplicemente individuate come edificabili dai singoli comuni anche in assenza di strumenti urbanistici attuativi.

Considerato quindi che i proprietari di questi terreni o di queste aree, dunque, si trovano in molti casi, nella condizione di versare l'imposta senza che il loro bene abbia, anche per lunghi periodi, nessuna concreta possibilità di utilizzazione e senza che ne possano disporne pienamente;

Considerato inoltre che è palesemente  non  equo  far ricadere una  tale imposizione  sui malcapitati  cittadini, peraltro chiamati a subire un livello di tassazione  tra i più alti d'Europa, che  provoca  un sicuro ingiusto  impoverimento di quei soggetti  che si trovano a dover pagare, per moltissimi  anni,  un’imposta  a fronte anche dei  ritardi e delle inerzie poste  in essere da un Ente locale, e che  in tal modo vengono esposti a pagare un maggiore imposta potenzialmente anche per la colpa o il dolo dei soggetti che la amministrano.

Considerato  altresì  che deve essere d'obbligo, da parte delle amministrazioni comunali,  l’attivazione di una corretta e attenta pianificazione urbanistica, poichè tale pianificazione ha ripercussioni, non solo sullo sviluppo di un intero territorio, ma anche sulla politica fiscale e tributaria dei propri cittadini.

Ritenuto che è necessario, al fine di garantire una maggiore equità nell'applicazione del tributo e in considerazione dei nuovi scenari di finanza pubblica, correlare l’applicazione dell’imposta ad una effettiva utilizzazione edilizia dei terreni o delle aree o in subordine dare un tetto temporale entro cui le amministrazioni devono concludere procedimenti urbanistici così importanti.

Ritenuto altresì  che risulta necessario,  per un fatto di pura giustizia fiscale e sociale,  che situazioni come quella agrigentina non abbiano più a ripetersi e che la  norma tributaria in questione debba essere rimodulata ed armonizzata nel senso prima esposto.

Ciò Premesso si chiede che la norma venga abrogata e modificata al fine di garantire una maggiore equità nell'applicazione del tributo, così da  evitare gli effetti distorsivi di cui in premessa,  e quindi rendendo più stringenti i limiti  dell’imposizione  tributaria correlata ad una effettiva utilizzazione edilizia dei terreni o delle aree.

 



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